Godwin Brumowski. Il guerriero alato…

Era l’asso della caccia austro ungarica con 35 abbattimenti di aerei nemici confermati. Era polacco ma servì per un antico impero che, alla secolare arte cavalleresca, negli ultimi anni di vita aveva affiancato una nuova figura di cavaliere, quello alato.

Godwin Brumowski nasce a Wadowice il 26 luglio del 1889, Galizia, provincia di Galizia che correva tra l’Ucraina e la Polonia, parte dei territori asburgici dal 1772 alla fine della Prima Guerra Mondiale. Il futuro guerriero alato nasce in una famiglia di forti tradizioni militari; nel 1916 si diploma alla Technische Militärakademie di Vienna, uscendone col grado di sottotenente.

Singolare come i principali eroi dell’aria Francesco Baracca, Manfred von Richtofen e Brumowski abbiano acquisito le prime esperienze belliche in reparti come l’artiglieria e la cavalleria, per poi chiedere trasferimento, per curiosità o per ardimento, nelle aviazioni, moderne e nel contempo discusse, criticate, sottovalutate flotte di aeromobili in legno e tela. L’aereo, d’altronde, aveva visto il suo primo impiego operativo solo due anni prima che gli europei si confrontassero in un conflitto fratricida.

E’ 1912 quando Impero Ottomano e Regno d’Italia si scontrano per il controllo della Libia. Il Regio Esercito invia in Cirenaica pochi apparecchi, con il compito principale di pattugliamento e ricognizione. Poi, durante un volo, i piloti italiani lanciano bombe a mano sul nemico. I nostri connazionali idearono un nuovo concetto di guerra, il bombardamento aereo.

Il servizio aereo in Austria nasce nel 1893 (nove anni dopo rispetto all’Italia). Navi del cielo non sono ancora gli Albatross o i Fokker, ma dirigibili e palloni. Solo nel ’12 l’ufficiale ed ingegnere austriaco Emil Uzelac riorganizza la flotta aerea, dando così origine alla k.u.k. Luftfahrtruppen (kaiserliche und königliche Luftfahrtruppen) che, nel corso di tutta la I Guerra Mondiale, arriverà a contare una flotta di cinquemila aerei.

Molte le missioni di ricognizione, attacco e bombardamento: Milano e La Spezia, ad esempio, furono colpite da bombe sganciate da aviatori austriaci.

Se gli italiani avevano inventato il bombardamento aereo in Libia, gli austriaci furono i primi a sperimentarne gli effetti distruttivi sulle città. L’incursione del Febbraio 1916 sulla città ambrosiana fu triste preludio di ciò che, meno di trent’anni dopo, i milanesi avrebbero subito dalle fortezze volanti anglo americane.

Godwin consegue numerosi successi, con 35 velivoli abbattuti, peraltro stesso numero del suo avversario italiano e nostro asso Francesco Baracca.

Amico di Manfred von Richtofen, il leggendario Barone Rosso, Brumowski arriverà nell’arco della sua carriera a comandare l’intera kuk. Carriera di pilota militare che si esaurisce, però, con la sconfitta e il crollo dell’impero asburgico.

Dopo la fine della guerra, l’aviatore si ritira nei possedimenti di sua moglie, una ricca transilvana. La lontananza dal cielo, diventata forse insopportabile, lo spinge nel 1930 ad aprire una scuola di volo. Passione che lo accompagnerà sino al 1936, quando un incidente ad Amsterdam pone fine alla sua esistenza.

La figura di Godwin Brumowski, certo meno nota rispetto a quelle di Baracca e von Richtofen, rivive negli anni Novanta grazie alla Bonelli Editore, casa ‘madre’, tra gli altri, di Dylan Dog e Tex Willer. L’asso austriaco è riproposto fedelmente dai vignettisti, comprese le origini carpatiche della moglie, fattore certo non secondario in un fumetto come Dampyr, dove orrore, azione, thrilling e storia fanno da sfondo a storie avvincenti, dove si susseguono eventi e personaggi reali, seppur rivisitati in chiave romanzata.

Costretto ad un atterraggio di fortuna in Transilvania, nei pressi del castello del Conte Dracula, Brumowski conosce per puro caso un professore inglese, agente dei servizi britannici. I due, dopo uno scontro con i redivivi cavalieri teutonici, incontrano un potente vampiro, che si serivirà di entrambi come fidi collaboratori.

Crudele ma giusto, il vampiro condividerà la sua immortalità con Brumowski che, sempre impeccabile nella sua uniforme austriaca, simulerà la sua morte nel 1936 per evitare di essere scoperto ed arruolato nella Luftwaffe della Germania nazista.

Nel corso della II Guerra Mondiale il personaggio partecipa alle attività del SOE (special operation executive) nell’Europa occupata. L’immortalità insieme ad una inclinazione al bene e alla giustizia, portano l’asso del kuk ad affiancare i personaggi del fumetto in più di una avventura.

Trame folli e visionarie, che tuttavia hanno permesso a lettori, soprattutto giovani, di venire a conoscenza di personaggi meno noti della storia, ma non per questo meno importanti.

La curiosità si trasforma in interesse, l’interesse in conoscenza. La conoscenza può prendere la forma di un breve articolo che, senza pretese, consegna al lettore una figura interessante, minuscolo tassello da aggiungere al bagaglio culturale e umano della persona.

Marco Petrelli

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