Cari terroristi, vi scrivo…

Cari terroristi,

vi scrivo perché non posso parlarvi di persona. Non so chi siete perché non avete né nome né volto e soprattutto non avete un indirizzo a cui recapitare qualcosa. Perciò lascio al web le mie parole con la speranza che qualcuno di voi le legga.

Vi scrivo per dirvi fondamentalmente una cosa: il terrorismo non paga. Fa male a tutti: a chi mette la bomba, a chi viene ferito ma in particolar modo è estremamente dannoso per le vostre ragioni.

“Il terrorismo è il nemico principale della classe operaia” dice Diliberto [LEGGI QUI]. Ha ragione anche se sbaglia nel dire “nemico principale” e soprattutto “classe operaia”. Il terrorismo non è un nemico ma soltanto un aiutante inconsapevole (o no) di un altro nemico chiamato “Governo X” dove “X” sta per ogni governo che conduca politiche anti-sociali non solo contro la “classe operaia” ma oggi più che mai contro un’intera nazione.

Del resto, la storia insegna che il terrorismo come metodo di lotta non ha mai portato a risultati concreti. Riuscite a citarmi una rivoluzione vinta grazie al terrorismo? Non vi sforzate perché non esistono ed a dirlo è uno che una rivoluzione l’ha guidata e l’ha vinta. Non io ovviamente ma Lev Trotskij, che nel 1911 scriveva sul mensile socialista austriaco “Der Kampft” un articolo-saggio in cui faceva un bilancio dei danni dell’attività terroristica sancendone una netta condanna [LEGGI QUI]. Vi consiglio di leggerlo soffermandovi in particolare su questo passo:

Più ‘efficace’ l’atto terroristico, maggiore il suo impatto, maggiore è la riduzione d’interesse delle masse nella propria auto-organizzazione ed auto-educazione. Ma il fumo della confusione si dirada, il successore del ministro ucciso fa la sua apparizione, la vita si risistema nuovamente sulla sua vecchia carreggiata, le ruote dello sfruttamento capitalistico girano come prima; solo la repressione poliziesca cresce più selvaggia e sfrontata. E come risultato, in luogo delle ardenti speranze e dell’eccitazione artificialmente stimolata, arrivano la disillusione e l’apatia.

Quello che il buon Trotskij vuole dirvi è semplice: lo Stato reagisce al terrorismo affilando gli strumenti della repressione. La legislazione penale viene inasprita: diminuiscono le tutele garantiste ed aumenta la discrezionalità delle forze dell’ordine. Fu ciò che avvenne nel 1975 quando il IV Governo Moro emanò la Legge Reale, seguita a pochi anni di distanza dalla Legge Cossiga, ed è quello che potrebbe avvenire oggi se si verificasse quell’escalation di attentati temuta dal Ministro degli Interni [LEGGI QUI].

Ciò sarebbe accettabile a patto che la violenza terroristica servisse a qualcosa. Invece i fatti dimostrano che ha un’utilità prossima allo zero. Il gesto terroristico fa tanto clamore mediatico e possiede una carica simbolica ed emotiva unica ma il risultato ottenuto si ferma alle immagini dei telegiornali non tramutandosi mai in azione politica delle masse. Le immagini di folle portate in piazza da un eroe-terrorista viste in quell’adattamento cinematografico dell’anarchismo che V per Vendetta [LEGGI QUI] non le vedrete mai nella realtà semplicemente perché la vita non è un film.

Le masse non risponderanno mai positivamente al terrorismo. Se dietro ad una bomba che esplode voi vedete uno sgarro al sistema, loro vedranno le pozze di sangue e la carne lacerata e nei morti e feriti stesi a terra vedranno l’immagine di loro stessi poiché sanno che la bomba è cieca e può colpire chiunque: il ricco come il povero, l’uomo come la donna, l’adulto come il bambino. Lo sanno benissimo e per questo avranno paura e vi odieranno identificando il nemico da combattere non nei governi di banche e multinazionali che ci rovinano la vita ma in voi che li combattete con gli esplosivi .

Se io e Trotskij ancora non vi abbiamo convinti, non posso far altro che riportarvi qualche statistica su i due referendum promossi dai radicali per abrogare le leggi anti-terrorismo sopra citate: per il mantenimento della Legge Reale votò il 76,5% degli aventi diritto, ossia poco più di 24 milioni di persone; i NO all’abrogazione della Legge Cossiga raggiunsero invece l’85,1% (quasi 35 milioni di persone). Percentuali altissime che vanno rapportate ai circa quaranta milioni di aventi diritto per comprenderne la portata.

Quale segnale più lampante per farvi capire che il terrorismo alle masse non piace?

Viviamo in una dittatura di fatto dove un governo imposto dalla finanza europea sta massacrando l’economia italiana in nome di un debito infinito. Siamo tutti allo stremo e presto lo saremo ancora di più. Nonostante questo abbiamo bisogno di politica, non di terrorismo. Di certo sparando ad un dirigente non salverete l’operaio licenziato e piazzando una bomba davanti una sede di Equitalia non cancellerete i debiti da strozzinaggio dell’imprenditore. Rischierete soltanto di colpire altri innocenti finché lo Stato ve lo lascia fare: perché, non prendiamoci in giro, lo Stato conosce il vostro volto e vi tiene a guinzaglio finché gli servite aspettando il momento giusto per emanare una bella legislazione anti-terrorismo utile a prevenire le rivolte che potrebbero scaturire da questo periodo di forti tensioni sociali.

Volete forse questo? Non credo proprio. Quindi fate un favore a voi stessi ed a tutti quanti: smettetela col terrorismo.

Con la speranza che i vostri occhi senza volto leggano questo lettera vi porgo i miei più calorosi saluti,

Cristian De Marchis

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