Cancellieri, De Gennaro, Monti e… il ritorno di Bava il Beccaio…

«Chi era Bava il Beccaio? Bombardava Milano…». E’ l’incipit di una vecchia canzone di Lucio Dalla, “Le parole incrociate”, su testo di Roberto Roversi.

Per la storia, Bava il Beccaio, al secolo il generale Fiorenzo Bava Beccaris, era un onest’uomo d’arme: quelli che usano obbedir tacendo. E siccome a lui l’ordine di bombardare i cittadini affamati che assaltavano i forni nel capoluogo meneghino glielo aveva dato il suo Primo ministro, Antonio di Rudinì (un altro fior di gentiluomo poi costretto alle dimissioni a seguito del suo coinvolgimmento nello scandalo della Banca Romana), non ci pensò due volte: e fece cannoneggiare la folla in piazza per la celebre “protesta dello stomaco”. Risultato: 80 morti e 450 feriti fra i civili. Per l’eroica impresa, ricevette da re Umberto I la Croce al Merito dei Savoia.

«Correva il 98, ora è un anno lontano» continua la canzone. Ma siamo sicuri che i cicli e le sciagure non si ripetano? Giambattista Vico non ne sarebbe così certo.

Intanto, è di pochi giorni fa, l’11 maggio scorso per la precisione, la notizia che Gianni De Gennaro è stato nominato Sottosegretario alla presidenza del Consiglio da Mario Monti.

Ricordate chi è Gianni De Gennaro? Ma sì: proprio lui che da Capo della Polizia fu accusato di aver istigato alla falsa testimonianza il questore di Genova nel processo per il sanguinoso raid alla scuola Diaz, durante i fatti del G8 del 2001.  Condannato in appello, e ancor prima della sua assoluzione in Cassazione avvenuta nello scorso novembre, nel 2008 venne promosso da Silvio Berlusconi al rango di direttore del Dipartimento per i servizi segreti. Evidentemente, le gesta di Genova, oltre a non gettare ombra su di lui, devono essere sembrata una bella impresa sia a Silvio Re che all’uomo della Goldman Sachs (toh! proprio la banca americana coinvolta nel crak finanziario del 2008) che guida ora il governo da Palazzo Chigi. In fondo, i Savoia saldarono il debito con Bava il Beccaio con una semplice onorificenza. Oggi si va ben oltre nel mostrare gratitudine ai fedeli servitori dello Stato.

Ma la promozione di De Gennaro, per quanto freschissima, non è l’ultima notizia a evocare quella ferrea posizione di intransigenza, ordine e disciplina che il Governo Monti sembra voler seguire. «Pericolo di tensioni sociali», ha sentenziato il premier. E allora, vai con una bella accelerazione verso lo stato di polizia.

E’ del 12 maggio 2012, il brillantissimo proponimento della ministra degli Interni Anna Maria Cancellieri che ventìla l’intervento dell’Esercito a protezione di Equitalia per impedire nuovi attacchi alla gloriosa istituzione che, per una contravvenzione non pagata o una tassa sulla mondezza scaduta, ti ipoteca la casa.

Non bastasse, la stessa ministra ha rincarato la dose: Esercito a protezione anche di Fincantieri, dopo l’attentato subito da Roberto Adinolfi ad opera di sedicenti anarchici (ah! questi anarchici: spuntano sempre quando l’opera di repressione è pronta… chissà com’è?). Manco il fascistoide Ignazio La Russa era arrivato a tanto: militarizziamo tutto, e buona notte al secchio.

Per finire vi propongo un quiz. Chi ha pronunciato questa frase: «Credo che gli stessi miei avversari mi avrebbero giudicato un pauroso se li avessi lasciati liberi di gettare nuova esca al fuoco»: Bava Beccaris, De Gennaro, Rudinì, Monti, Cancellieri? Rispondete con calma ma, ogni tanto, date una sbirciatina dalla finestra, tante volte una pattuglia dei Carabinieri non si sia posizionata sotto al vostro appartamento.

«Attenzione, dentro ci siamo tutti: è il potere che offende» (finisce così la canzone citata di Dalla-Roversi).

miro renzaglia

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