Vichi di Caterina Guzzanti /2. Contrordine compagni: i fascisti non possono essere simpatici…

Chissà se le sorelle Guzzanti hanno letto il nostro precedente articolo [LEGGI QUI] in  cui scrivevamo che il personaggio di Vichi, giovane ragazza di CasaPound, era spiazzante e apriva le porte alla fine della cultura dell’odio praticata con estrema cura soprattutto dalla sinistra. Ci viene il dubbio, visto che dopo poco tempo le sorelle Guzzanti hanno pensato bene di sterzare e ribadire il loro antifascismo.

L’antifascismo a dire il vero non è il solo anti del programma. Unoduetrestella, che abbiamo visto disgraziatamente in replica, è anti puttane, anti giustizia e pro giustizialismo, e anti progresso visto che è una delle trasmissioni più reazionarie che ci sono in giro. Il paragone varrebbe quindi più con Forza Nuova che con CasaPound, visto l’humus culturale che rende il programma di Guzzanti simile e speculare al movimento di estrema destra.

Ma qui si parla di CasaPound e di Vichy. Per correggere il tiro e rendere il personaggio meno simpatico e più odioso, onde evitare l’accusa (che per noi era un merito) di collusione con il nemico, hanno pensato bene di far comparire in scena il famigerato Tullio. Cioè il fidanzato di Vichy, attivista di CasaPound e responsabile dell’intruppamento della giovane donna, fino a quel momento tifosa della Roma. Purtroppo il personaggio di Tullio accentua il carattere livoroso dell’imitazione, fino a quel punto tenuto a bada. Il livore sta nell’esasperare gli stereotipi e di descrivere l’altro come codardo, come il nemico stupido, rispetto a cui si vuole ribadire la propria superiorità.

Così le Guzzanti (ma scusate non è familismo che due sorelle lavorino insieme?) hanno deciso che per dormire sonni tranquilli dovevano chiarire da che parte stanno: dalla parte del bene e del giusto. Cioè dalla parte della sinistra che pretende sempre di possedere la Verità. Contente loro. Il problema è che così facendo hanno reso l’imitazione semplicemente più classista. I personaggi di Tullio e di Vichy ricordano i tanti ragazzi e le tante ragazze di periferia, ragazzi e ragazze che non godranno del dono superiore della verità, ma che sono donne e uomini come noi, che come noi meritano rispetto, che come noi hanno delle cose importanti da dire. Ma l’èlite di sinistra li snobba, li prende per il culo, si ricorda di loro solo al momento del voto.

Quello che più scoraggia dell’imitazione di Sabina Guzzanti è la totale mancanza di consapevolezza. Il fatto di non capire come mettendo in scena CasaPound si stia mettendo in scena ogni forma di militanza politica, compresa quella dei centrisociali. Tullio che fugge perché codardo, non ricorda in fondo i ragazzi di sinistra che qualche settimana fa, a Casalbertone, Roma, hanno preso d’assalto il circolo Futurista legato a CasaPound, per poi fuggire e accusare gli altri di averli picchiati? Non sono forse andate così le cose? Ma forse questa è solo un’altra storia.

Anonymus

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