Una questione di classe. Sociale…

Ho visto cose che voi governanti non potreste nemmeno immaginare.

Ho visto uomini alzarsi alle prime luci dell’alba e immettersi sulle autostrade, pagando il pedaggio, solo per riuscire a mettere insieme, ora dopo ora, uno stipendio da fame. E ho visto donne alzarsi con loro, aspettare che si preparino i figli per poi accompagnarli a scuola. E poi andare a consumarsi otto ore in una fabbrica perché la famiglia possa arrivare a fine mese.

Ho visto persone vacillare, sospirare a lungo e farsi forza solo perché non potevano permettersi di mostrare nemmeno una lacrima ai figli. Ho visto mamme mescolare il latte più a lungo del solito perché stavano pensando a come poter pagare le bollette, e padri fare il giro più largo per tornare a casa, e pensare al modo più giusto per dire alle famiglie che un posto di lavoro non ce l’avevano più. Ho visto studenti sacrificarsi e fare gli schiavi dentro i fast food o i call center per potersi pagare la retta universitaria.

Ho visto pensionati mangiare pane e latte, la sera, perché altrimenti non sapevano come arrivare a fine mese, e ho visto uomini che non avevano più niente, costretti a dormire all’aperto, coperti solo da qualche cartone e coperta di fortuna, nonostante fuori facesse un freddo polare. Ho visto preti dare loro una mano, insieme ad altri cittadini, e ne ho visti altri chiudere loro le porte in faccia. Perché gli ultimi saranno i primi, ma nell’al di là, mica qui sulla Terra. E sicuramente non saranno i primi nella loro parrocchia. Perché poi il piatto delle offerte rischia di piangere.

Ho visto persone malate che si dovevano portare l’acqua e il cibo da casa. Ho visto anziani infermi che non potevano mangiare perché nessuno, nemmeno chi di dovere, gli portava il cibo a letto. Ho visto alunni dell’asilo che addirittura dovevano portare nella cartella la carta igienica, altrimenti non potevano andare in bagno. Ho visto immigrati investiti dalle auto perché non potevano comperare il giubbotto catarifrangente.

Ho visto uno Stato che c’era e che ha deciso di non esserci più.

E ho visto anche cose che voi governanti potete immaginare benissimo.

Ho visto uomini conquistare consensi con le menzogne e le promesse, combinare disastri e regalarsi privilegi. Ho visto professori massacrare nell’indifferenza generale un mondo lontano dal loro, li ho visti pontificare in ovattate sale stampa sul senso di responsabilità e fare discorsi di fermezza all’interno di un’aula parlamentare. Ho visto alcuni ministri fornicare a più non posso e altri, per non essere da meno, mostrare a tutto il mondo quanto fosse fornicato il loro cervello. Ho visto uomini sfruttare altri uomini, con contratti a nero. Ho visto donne che venivano vendute con così tanto disprezzo che, fosse stata merce, avrebbe ricevuto più rispetto. Ho visto i loro padroni che non pagavano per quello che stavano facendo.

Ho visto uomini e donne scendere dai loro macchinoni, pagati con i soldi delle tasse evase. E rifiutare l’elemosina al mendicante, dicendo che tanto dietro di lui c’è sicuramente un’organizzazione criminale. Ho visto persone ripetere frasi razziste e le ho viste commettere ogni nefandezza, tanto poi bastava inginocchiarsi la domenica in Chiesa. Ho visto gente vendersi per una ricarica al cellulare e ne ho visto altri commettere omicidi convinti di stare in una serie tv di criminali. E ho visto anche figli di papà spacciarsi per dottori senza aver dato gli esami. E spacciare droghe pesanti per poter mettere benzina al Cayenne.

Ho visto tutto questo e sono rimasto schifato. Il tempo delle lacrime è come la pioggia. Non può essere per sempre. Perché sta cambiando il vento, e si sta alzando aria di ribellione. E’ vero, si tratta di una questione di classe. Sociale però.

Graziano Lanzidei

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