Emergenza neve. A Latina, dormitorio chiuso. Aprilo, sindaco Di Giorgi…

La settimana scorsa è stata una delle più fredde del secolo passato. Stalattiti come sculture hanno fatto da cornice all’intero stivale. L’Italia stretta nella morsa del freddo siberiano.  Treni fermi, passeggeri infuriati; strade intasate, automobilisti impreparati. Tutto questo e molto altro abbiamo visto nel susseguirsi di notizie ed edizioni straordinarie dei vari telegiornali. Si è parlato di Roma Capitale e della polemica tra il sindaco –  Gianni Alemanno – ed il responsabile nazionale della Protezione Civile – Franco Gabrielli -.

Abbiamo assistito a confronti, discussioni più o meno interessanti.

Nei telegiornali nazionali abbiamo visto Torino gelata come una immensa pista da pattinaggio.

Tanto abbiamo visto ed altrettanto abbiamo sentito.

Emergenza ghiaccio e viabilità. Allerta agli automobilisti. Sì, per carità, doveroso e sacrosanto pensare alle città ed ai loro abitanti, ma in mezzo a questi vi sono anche i senza tetto.

Figlio di un Dio minore continuano, anche nell’emergenza, a non essere considerati. Invisibili.

Uomini e donne vittime della loro stessa ombra. Ombra che non ha nemmeno un riflettore puntato.

Loro, i più deboli della società. I “barboni” quelli che ci guardano mangiare e tendono la mano. Quelli che non pagano le tasse. Quelli che piangono in silenzio perché nessuno li ascolta. Quelli che muoiono  di freddo.

Certo, qualcuno potrebbe obiettare che è compito della Chiesa prendersi cura dei più deboli. Nulla da eccepire. E’ vero, la Chiesa nasce con lo spirito cristiano di abbracciare il più debole. Ma non è soltanto la Chiesa che deve aiutare chi ombra era e tale lo è ancora oggi.

Spesso “politicheggiamo” sulla democrazia, sul paese, sulla crisi, sulle risorse che vengono impiegate male e sulle varie ruberie  di un Parlamento che ha altro a cui pensare. Parliamo di  un paese libero e democratico.

Parliamo, e basta!

E poi, ci sono le istituzioni territoriali. I comuni, la prima interfaccia con lo Stato! Probabilmente esistono tanti piccoli comuni che pensano ai più deboli, ma ho la certezza che il comune di Latina crede, s’inginocchia e si batte il petto dinnanzi ai figli di un Dio maggiore.

I figli di un Dio minore, non votano!

Nel caso di specie  a Latina esiste un dormitorio “definitivo” pronto ed attrezzato, però stranamente è chiuso. Non pare vi siano intoppi burocratici e nell’ipotesi in cui vi fossero, credo che in questo periodo, andrebbero superati . Esiste o no lo stato d’emergenza per i senza tetto?

Forse il problema vero e reale riguarda l’ubicazione dello stabile? Forse perché il dormitorio si trova nei pressi di una  zona residenziale dove la pupilla blasonata dell’elettore potrebbe scandalizzarsi?

Non voglio pensare che questi siano i veri motivi che portano il Sindaco di Latina – Giovanni Di Giorgi – a tenere ancora chiuso l’unico punto, attrezzato, dove si potrebbe fornire ospitalità ai tanti “invisibili”.

A tal proposito il consigliere Marco Fioravante, già in data 19 gennaio scorso, ha presentato una interrogazione per conoscere i motivi per cui il dormitorio non viene aperto. Ad oggi nessuna risposta. Si vagheggia, ondivaghi dell’eloquio non forniscono una risposta.

L’unica vera e chiara risposta che si potrebbe dare è l’apertura del  dormitorio definitivo.

Intanto ci prepariamo ad un altro fine settimana a temperature siberiane.

E loro, i senza tetto sono sempre senza dormitorio.

Signor Sindaco, mi rivolgo a Lei , non mi induca a credere che lo status vale più di una vita umana. Se così fosse allora è inutile partecipare alla messa della notte di Natale!

Non posso far finta di nulla, mi spiace ma non me la sento. Non posso girare la testa da un’altra parte.

Quei cittadini, che tanto fanno ribrezzo alla “nobiltà” impellicciata di Latina, sono esseri umani. Come me e come lei, Sindaco Di Giorgi.

Lei non ha nulla di diverso rispetto a loro: ha la vita. Però ha anche un tetto dove ripararsi, ha la tavola imbandita, ha le sue bottiglie di vino pregiato, ha il suo maglione di cachemire per stare al caldo. Lei ha tante mani che stringono le sue. Loro no. I senza tetto non hanno nulla di tutto questo. Hanno soltanto la vita, la sacra Vita. Faccia in modo che l’unico bene di loro proprietà non venga svenduto o peggio ancora barattato.

E … se frugando dietro il portafogli un cuore ancora c’è …  è pregato di sfiorarlo  con la sua delicata manina da amministratore.

Sabrina de Gaetano

 

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