Movimento dei Forconi. Chi e perché…

Un’Italia che resta a guardare incredula. Cosa sta succedendo lungo tutta la Penisola? Tassisti in sciopero a Roma, folle di macabri curiosi che si riversano, in pieno Gennaio, al Giglio per osservare e fotografare il relitto di Costa Concordia; infine la Sicilia paralizzata dalla rivolta degli autotrasportatori e dal Movimento dei Forconi.

Nome piuttosto bucolico per un gruppo di protesta che, nell’arco di una settimana, ha conquistato le prime pagine dei giornali per aver paralizzato un’intera isola, ‘minacciando’ anche di contaminare il Bel Paese in lungo e in largo.

Il Fondo si è già occupato dell’argomento con un articolo del 2010 dedicato a Martino Morsello, imprenditore del trapanese vittima di mafia e usura bancaria [leggi QUI].

Dopo anni di lotte giudiziarie per riottenere la sua azienda, l’ Ittica Mediterranea di Petrosino, Morsello ha radunato intorno a sé agricoltori e piscicoltori in un’associazione che mira a tutelare il settore agricolo dall’ ingerenza degli istituti di credito, dalle felssioni del mercato, chiedendo una riduzione dei costi di produzione, legalità, estensione a livello nazionale del blocco del debito, del quale già beneficiano i produttori di latte del settentrione.

Quale blocco? Facciamo un salto indietro nel tempo e arriviamo al luglio del 2011. A Roma deve essere approvata un a manovra finanziaria da 40 miliardi di euro. La Lega Nord avanza una bozza di legge dal contenuto piuttosto chiaro:


[…]a partire dalla data di entrata in vigore del presente decreto, le procedure di riscossione mediante ruolo in materia di prelievo supplementare nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari avviate dall’agente della riscossione (Equitalia) sono interrotte e lo stesso agente è automaticamente discaricato dalle relative quote. Resta ferma la validità degli atti posti in essere sino a quella data[…] (Il Fatto Quotidiano, I Luglio 2011)

Alcune centinaia di allevatori del Nord sono stati multati dall’ UE per irregolarità nella produzione; grazie ai leghisti potranno evitare le sanzioni. Una gratificazione della quale benficia solo una minoranza, ovviamente. E ovviamente non tutti la prendono bene, in particolare i colleghi del Sud. Il 15 dello stesso mese un drappello di Forconi occupa la cattedrale di Avola per contestare quello che appare un appannaggio di pochi privilegiati padani. Alla tematica economica si affianca, inesorabilmente, la diatriba regionalistica, con una galoppante convinzione che il Settentrione sia foraggiato dallo Stato a scapito del Sud, come è possibile evincere dal comunicato fatto circolare di lì a poco:

Stamattina il Movimento dei Forconi che fa parte di una federazione nazionale di agricoltori ha occupato la cattedrale di Avola per sensibilizzare ancora una volta il governo regionale e nazionale sulla grave crisi agricola e soprattutto protestare contro il Ministro Romano che ha bloccato i debiti dei lattari della Repubblica Padana. Avola rappresenta l’Unità degli agricoltori siciliani da dove partirà una grande manifestazione che si svilupperà il 20 Luglio alle ore 8:00 in p.zza della Stazione a Messina. La rivendicazione degli agricoltori si basa sui seguenti punti: – riduzione dei costi di produzione – legalità in agricoltura – blocco della debitoria per tutti gli agricoltori italiani così come è stato fatto per i lattari del nord.

Messina, 20 Luglio 2011. Mentre una parte della città dello Stretto si accinge a celebrare la ricorrenza dello sbarco di don Giovanni d’Austria, la Questura messinese lavora per pianificare l’arrivo di 700 agricoltori isolani e di una delegazione di pastori sardi. Il Movimento dei Forconi ha infatti attirato l’attenzione dei lavoranti del settore primario della Sardegna, che non hanno voluto mancare all’appuntamento.


“Chiediamo al governo nazionale di aiutarci
, bloccando i nostri debiti e creando un fondo nazionale per dare la possibilità agli agricoltori di pagare in 30 anni. Chiediamo anche l’abbattimento dei costi di produzione. Anche il governo regionale ha fatto poco, pur essendo la nostra una regione a statuto speciale, e ci sta portando al fallimento. Non escludiamo proteste piu clamorose”
(BlogSicilia.it del 20 Luglio 2011)

 

Una regione a statuto speciale. I Forconi hanno centrato il bersaglio. Come altre regioni di confine, anche la Sicilia gode di una particolare autonomia che trova forse il suo punto più elevato nell’articolo 36 (e seguenti) dello Statuto (Legge Costituzionale n. 2 del 26 Febbraio 1948), in virtù della quale l’isola è dotata di completa autonomia finanziaria e fiscale. Questo il nocciolo del problema: governi regionali che in oltre sessant’anni non hanno saputo sfruttare una tale possibilità per garantire benessere e sviluppo al proprio popolo. E poi l’agricoltura, quel settore così importante per un paese incapace di saperla rilanciare, tutelandola dalle speculazioni, dalla concorrenza estera e da normative UE che, sovente, mettono a rischio il marchio made in Italy, come nel caso delparmesan , ‘geniale’ trovata dell’Unione per permettere a Belgio e Olanda di produrre il parmigiano.

Ma è il 2012 l’anno dei Forconi. In una settimana paralizzati i rifornimenti di carburante e generi alimentari a causa del blocco degli autotrasportatori (categoria affiancatasi al Movimento del quale Martino Morsello è co fondatore e portavoce), blocco che oggi si è esteso anche a Calabria, Lazio e Campania.

Una situazione che, nel suo piccolo, ricorda lo sciopero dei camioneros del 1973 contro le politiche economiche di Allende, protesta che paralizzò il Cile permettendo ai militari cospiratori di mettere in atto l’ Operazione Condor.

Allora la contestazione era rivolta ai tentativi di imprimere una svolta socialista all’economia di mercato, oggi invece dietro le proteste la crisi internazionale, la speculazione bancaria, la riduzione del benessere e della ricchezza. Di una sola cosa possiamo stare tranquilli: nessun golpe all’orizzonte…

Marco Petrelli

.

.

.


Condividi
  • Print
  • Digg
  • StumbleUpon
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks