Dieci proposte di pacificazione nazionale…

Nel proporci l’articolo, l’Autore si è raccomandato di sottolinearne il carattere ironico… Ma ce ne è bisogno?

La redazione

 

Dopo le sacrosante proposte presentate  dall’ANPI romana volte a vietare la commemorazione dei fascisti giustiziati ad Acca Larentia e ad impedire l’intitolazione di una via alla memoria del fucilatore Giorgio Almirante ci sentiamo in dovere di aggiungere altre dieci proposte allo scopo di salvare la nostra cara Patria dal risorgente pericolo fascista: i tempi sono maturi, sono passati sessantasette anni dalla fine della guerra di Liberazione e ci sono ancora troppi fascisti in giro.

1° Cancellazione dalla toponomastica delle città italiane di tutti i nomi di autori, politici, artisti scienziati (come Pirandello, D’Annunzio, Marconi e altri criminali) compromessi con il passato regime fascista;

2° divieto di cantare in pubblico (ma anche privatamente) tutte le canzoni della cosiddetta “musica alternativa” e del famigerato “rock non conforme” o “identitario” (il controllo andrà esteso in tutti gli ambienti, con particolare riferimento alle sedi diplomatiche estere);

3° divieto di pubblicare i libri di Julius Evola , René Guénon, J.R.R.Tolkien, L.F.Céline e tutti quegli autori che, a giudizio insindacabile dell’ANPI, possano influenzare negativamente le giovani generazioni ( i libri già stampati di tali autori dovranno comunque essere bruciati pubblicamente a scopo educativo);

4° eliminazione dell’odioso Giorno del Ricordo (10 febbraio) istituito per ricordare i martiri delle foibe e dedicarlo, invece, ai gloriosi partigiani del Maresciallo Tito che tanto hanno amato i popoli dell’Istria e della Dalmazia al punto di sacrificare la propria vita per liberarli dal giogo fascista;

5° modifica della Costituzione eliminando l’art. 46 (partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese) che tanto ricorda la legislazione della RSI (non si sa mai: meglio non rischiare che qualcuno se ne accorga e gli venga in mente di applicarlo);

6° apertura in tutte le città italiane di uffici di proscrizione dove i cittadini democratici possano denunciare l’esistenza di fascisti o presunti tali;

7° tali sub-cittadini fascisti dovranno comunque portare obbligatoriamente cucita sull’abito una croce celtica gialla allo scopo di essere individuati con facilità dai cittadini democratici e dovranno essere esclusi dai posti pubblici;

8°  i più riottosi fra i fascisti saranno sottoposti a processi di rieducazione secondo il metodo “Fini” in apposite strutture di salute mentale e affidati alle cure di operatori delle ONLUS dei Centri Sociali (i cittadini tutti sono invitati a devolvere il 5 per mille a queste benemerite associazioni);

9° istituzione di campi di concentramento sanitari per fascisti, dopo il trattamento di cui al punto 8 in tutte le regioni italiane;

10° se tutto ciò non bastasse, provvedere all’espulsione immediata di tutti i fascisti residui dal territorio nazionale.

P.S. Così, finalmente l’Italia sarà pacificata e l’ANPI la finirà di rompere le palle ad ogni piè sospinto. (Ma farsi una domandina sul perché, dopo 67 anni di indottrinamento antifascista, ci siano così tanti “fascisti” in giro, no eh?)

Mario Bortoluzzi

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