Dalla contabilizzazione demaniale al reddito garantito

I paradigmi di riferimento dei sistemi economici attuali, ogni giorno, dimostrano il proprio fallimento. Il capitalismo statalista è in crisi anche se questo viene continuamente spacciato per “libero mercato”; Questa situazione dovrebbe stimolare la fantasia e le capacità di tutti coloro che cercano soluzioni al deterioramento del benessere degli individui, un esempio è quello che stiamo cercando di diffondere a Maddaloni, comune di modeste dimensioni in provincia di Caserta.

Questa cittadina è ricca di storia, moltissime chiese di immenso valore come il santuario di San Michele Arcangelo o la Basilica del Corpus Domini, svariati musei da quello archeologico a quello degli antichi mestieri, alcuni quartieri di notevole interesse storico-culturale come il Borgo Antico dei Formali del XVII secolo, il simbolo di Maddaloni, il Castello e senza dimenticare la vegetazione e gli estesi campi ricchi di flora e fauna della periferia e della collina . Proprio da questa cittadina ho cercato attraverso uno strumento di democrazia partecipata, la cosiddetta “petizione comunale” di avviare una riforma economica e amministrativa mai attuata in Italia a Comuni e enti territoriali.

Il 27 settembre 2011 presso l’Ufficio protocollo del Comune di Maddaloni ho presentato una petizione comunale, sottoscritta da altri ben 64 miei concittadini, che chiede all’amministrazione dicontabilizzare in bilancio tutti i beni comunali di Maddaloni”, attraverso la creazione di un inventario comunale. La città è stata scelta come sede di lancio per questa proposta sperimentale data la sua posizione particolare in ambito culturale e ambientale, per il suo immenso patrimonio storico.

Nel 1896 Antonio Labriola scriveva che con l’evoluzione storica lo stato è divenuto una potenza economica in particolare “nella diretta proprietà del demanio”, la cellula istituzionale dello stato è rappresentata dai Comuni. Il demanio comunale di Maddaloni è ricchissimo, ma il Comune, un po’ come ovunque, non tratta questi beni come ricchezza quali sono, ma solo come oneri. Grazie agli studi dell’avvocato Fabio Massimo Nicosia e alla pubblicazione del suo ultimo volume di filosofia del diritto: Il Dittatore Libertario (Edizioni Giappicchelli, 2011) dalla teoria di quelle pagine stiamo cercando di passare alla pratica.

Il demanio pubblico è immenso, eppure lo stato e i comuni si presentano continuamente come poveri, giustificando politiche di tassazione incontrollata. Istituzioni che per essendo ricchissime, si comportano come un miliardario con auto e case che guarda solo alle spese. La tendenza attuale dell’ordinamento giuridico va nella direzione di applicare allo stato i principi civilistici, da questo punto bisogna partire affinché tali principi possano essere la soluzione per una più chiara trasparenza nella gestione della ricchezza comunale.

Se tutti i beni di Maddaloni fossero iscritti a valore di mercato nel bilancio del comune questo andrebbe immediatamente all’attivo, finendo l’epoca della tassazione comunale. Una sovranità pubblica che decide anche nelle scelte economiche di questi beni oltre che portare una ventata di trasparenza alla situazione patrimoniale del comune. La Costituzione Italiana attraverso l’articolo I ricorda ai cittadini che la sovranità appartiene al popolo, il demanio comunale appartiene ai cittadini di Maddaloni.

La sovranità statuale sarebbe oggetto di una devolution a favore del singolo cittadino. Se il comune nel suo demanio è ricchissimo e questa ricchezza vista come onere è sottratta alla sovranità dei cittadini, solo con l’iscrizione in bilancio anche i cittadini diventano “ricchi”, essendo ognuno sovrano di una quota di questa ricchezza, ogni cittadino Maddalonese ha il diritto ad un reddito minimo di cittadinanza. La contabilizzazione permetterebbe anche di fermare le cosiddette “privatizzazioni da rapina” essendo già “privato” il patrimonio comunale nelle mani di ogni singolo cittadino. Basterebbe che i comuni rispettassero l’articolo 2424 del codice civile, lo stesso applicato ad aziende private, il valore d’estimo viene calcolato e va ad arricchire la comunità ed i suoi servizi.

Portando all’attivo il bilancio, quei valori diverrebbero, innanzitutto beni privati ma di mano pubblica ed è da questo attivo che si potrebbe attingere alle risorse per una rendita di cittadinanza “pro quota”, anche perché qualsiasi utilizzo da parte di privati ( pensiamo all’inquinamento dell’aria e del suolo, che sono patrimonio pubblico che andrebbe contabilizzato, da parte del Cementificio a Maddaloni) di risorse appartenenti alla ricchezza comunale, essendo un bene “pubblico” da utilizzare questi dovrebbero versare un risarcimento, che potrebbe provenire anche sotto forma di servizi, ai cittadini proprietari del bene.

O meglio,  si consideri ad esempio questa bizzarria, per la quale se una S.p.a. possiede un terreno, questo è iscritto in bilancio e ha un valore di mercato, indipendentemente dall’esistenza di una volontà di venderlo, mentre se lo stesso terreno viene espropriato da una pubblica amministrazione questo valore si volatilizza, dato che non viene iscritto in alcun bilancio e in alcuna sua parte: diventa un costo.

Questo demanio è sterminato: strade e autostrade, porti e aeroporti, impianti energetici, beni storici e artistici, coste, acque territoriali, fiumi, laghi, risorse naturali degli enti locali, miniere, cave e, per accessione, rete elettrica e cavi telefonici (almeno potenzialmente), armamenti, strade ferrate, l’etere, che viene dato in concessione alle emittenti televisive per scarso corrispettivo, così come le coste vengono “privatizzate” con concessioni per pochi denari. Se un privato, in questo caso a Maddaloni, vuole usufruire dei beni di questa città esercitando dei diritti sul patrimonio pubblico comunale dovrà versare sotto forma di contributo e di risarcimento una somma da destinare a tutti i cittadini della città.

Il comune, semplicemente come deposito, deve farsi carico di raccogliere tutte queste quote di risarcimento e con il massimo della trasparenza ( facile da verificare  attraverso i bilanci e gli inventari) dovrebbe destinare un reddito di cittadinanza a tutti i suoi cittadini.  Certo si tratta di un esperimento giuridico ed economico ma le premesse per dei buoni risultati sembrano esservi tutte. Basti pensare allo scalpore del diffondersi della notizia (smentita dall’ambasciata finlandese alla quale stesso Nicosia si è rivolto) della pretesa dello stato finlandese di ottenere quale mezzo di garanzia per il concorso nel salvataggio finanziario dello stato greco una sorta di ipoteca sul Partenone. Più precisamente, sono circolate voci diplomatiche, riportate dalla stampa, secondo le quali la Grecia disporrebbe di beni per il valore complessivo di 300 miliardi di euro. In ragione di ciò ogni comune potrebbe disporre di beni che appartengono al proprio patrimonio, quindi tornando alla nostra città, qual è il valore patrimoniale di Maddaloni?

Bisognerebbe provare a percorrere questa strada, stilare un inventario di tutti i beni di proprietà comunale, stabilendo per ognuno un’utilità sociale e il valore di mercato di estimo, con conseguente iscrizione in bilancio di questo valore. Alla città di Maddaloni manca un unico elemento, purtroppo, la volontà politica dell’amministrazione comunale che da mesi non dà risposta alla petizione.

Domenico Letizia

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