Casapound. E’ riaperta la caccia alle streghe…

Da circa due anni l’espressione più originale di ciò che potremmo definire quell’area che tenta di stare al di là della destra e della sinistra e che si riconosce nell’esperienza di CasaPound  è indubbiamente sotto attacco fisico da parte dell’area dei centri sociali e della Sinistra ufficiale. Credo che Gianluca Iannone e soci possano fornire alla stampa un vero e proprio “Libro Bianco” dell’incredibile serie di violenze subite da quando l’associazione ha assunto una dimensione nazionale. Non riusciamo a renderci conto fino in fondo dove cominci l’ignoranza o dove finisca la malafede degli autori delle violenze ma, sta di fatto, che le tartarughe frecciate sono sotto attacco in tutte le città italiane.

Non passa iniziativa di CPI senza che qualcuno dall’altra parte non si senta in dovere di impedirla e tutto questo, udite udite, nel nome dei sacri valori dell’antifascismo e della libertà… riconquistata nel 1945.  I ragazzi di CasaPound sono normalmente bollati come “razzisti e nazisti” , anche quando raccolgono le firme contro Equitalia, vanno all’Aquila ad aiutare i terremotati o in Birmania per portare aiuti al popolo Karen. Ci rendiamo conto che, agli occhi di un osservatore esterno, tutto ciò ha il sapore del delirio di pochi pazzi fanatizzati, ma crediamo che le radici di questo odio di ritorno lanciato contro dei ventenni nati agli inizi degli anni ’80, non siano mai state estirpate dal campo culturale e politico della Sinistra italiana e che, ciclicamente, vengano fatte gemmare in occasione di situazioni particolari, come la crisi che stiamo vivendo.

L’area antagonista dei centri sociali, in evidente imbarazzo politico , di fronte all’instaurarsi nel nostro Paese di un governo diretto dalla finanza internazionale, non scende in piazza insieme ai vari girotondini, popolo viola, donne se non ora quando etc. per protestare. No. Scende in piazza a Napoli per impedire a CasaPound di fare un corteo contro il governo Monti.

Semplicemente demenziale. Oppure: esecuzione cieca, pronta e assoluta, per dirla alla Guareschi, di direttive superiori.

Il folle gesto di Firenze con la spietata esecuzione degli ambulanti senegalesi (fra l’altro, una comunità pacifica di autentici  lavoratori ) da parte dello scrittore Gianluca Casseri ( che, nel passato, aveva presenziato ad alcune iniziative sociali di CPI Pistoia) ha riaperto in tutta Italia una nuova stagione di caccia alle streghe.

E ogni caccia alla streghe che si rispetti ha le sue giaculatorie: Casseri = CasaPound, Casseri = Assassino , CasaPound = covo di assassini.

Su tutti i muri d’Italia, segno che la strategia è nazionale, è stato scritto questo e questo è entrato nell’immaginario collettivo. Anche grazie alla televisione.

La trasmissione  l’Infedele, su La7, di lunedì 19 dicembre scorso, ne è stata la plastica rappresentazione, estendendo il campo d’intervento anche verso i settori della cultura non conforme. L’ineffabile conduttore ha organizzato tutte le cose per benino secondo un copione processuale già collaudato: gli esperti, le vittime, i carnefici. Nulla è mancato.

La difesa d’ufficio affidata al giornalista Ugo Maria Tassinari (creatore del blog Fascinazione) e al vicepresidente di CPI Andrea Antonini (dueminutidue concessi per la replica). Fra gli ospiti il portavoce della comunità senegalese di Firenze, militante vendoliano che ha costruito la prima accusa: Casseri=Casa Pound=razzisti=fascisti perciò CasaPound va chiusa, Umberto Croppi già assessore alla cultura del Comune di Roma ma soprattutto profondo conoscitore della destra radicale ed esponente di FLI. Imputati in contumacia: il pensatore Julius Evola defunto negli anni ’70, (definito  filosofo razzista e antisemita e il cui nome è stato pronunciato dal conduttore  …alla spagnola…tanto per interderci su quanto Lerner conosce di Evola ) e il presidente della Fondazione che porta il suo nome, quell’autentico galantuomo, scrittore ed esperto di fantasy, di  Gianfranco de Turris, quest’ultimo accusato per aver legato il proprio nome a quello dello scrittore assassino scrivendo la  prefazione, anni addietro, di un romanzo e di alcuni saggi di Casseri.

Seconda accusa: Casseri=de Turris=Evola=razzista=antisemita, ergo de Turris visto come  ispiratore di una cultura che ha influenzato l’assassino. Imputato presente in aula: Matteo Salvini della Lega Nord, oggetto degli strali di una folta platea di senegalesi, tutti, tranne un paio, ben indottrinati a sinistra.

A poco è valso al malcapitato Croppi obiettare che il predecessore di de Turris alla guida della Fondazione Evola si chiamava Cohen ed era ebreo  e questa sua appartenenza sollevava più di una perplessità in ordine alla sbrigativa e semplicistica collocazione di Evola sul fronte antisemita. Niente da fare: Lerner non l’ha nemmeno ascoltato, troppo impegnato a seguire un copione- sentenza già scritto.

E il finale prevedeva comunque la condanna senza appello degli imputati. Niente male per un giornalista che esibisce la propria cifra stilistica piccandosi di dare voce a tutti e di difendere le minoranze di ogni colore. Anche Umberto Eco, scomodato in una intervista registrata, ha ben pensato di attaccare i leghisti, liquidati con una battuta decisamente volgare.

Veramente una serata di grande giornalismo-verità.

A ben pensarci, di fronte alla crisi economica, all’espropriazione della politica da parte dei poteri forti, nell’imminenza di ulteriori attacchi ai diritti dei lavoratori e di quel che rimane dell’industria pubblica d’eccellenza i problemi per la nostra povera Patria  sono rappresentati dalla Lega Nord (che fa l’opposizione), da Casa Pound che raccoglie le firme contro Disequitalia e dal presidente di una Fondazione culturale.

Tempi duri ci attendono.

Mario Bortoluzzi

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