Latina chiama: no al doppio incarico di Di Giorgi. Fabio Granata risponde: presente….

Il Fondo (LEGGI QUI) aveva sollevato la questione sulla liceità del sindaco di Latina, Giovanni Di Giorgi, a mantenere anche l’incarico in essere di consigliere regionale. L’on. Fabio Granata se ne è fatto interprete in Parlamento con un’interrogazione.

La redazione

 

All’interrogazione dell’onorevole Fabio Granata, di Fli, sull’incompatibilità tra le due cariche ricoperte da Giovanni Di Giorgi, che è sindaco di Latina e consigliere regionale del Lazio pur non potendo per legge, ha risposto il Ministro dei Rapporti con il Parlamento, Piero Dino Giarda, in maniera pilatesca. Riconoscendo quindi le ragioni di Granata, ma nello stesso tempo demandando la decisione finale alla Regione, e facendo presente che Di Giorgi stesso ha optato per la carica di sindaco.

Peccato che lui stesso, lo stesso identico giorno, in Regione, si sia votato da solo la sospensione della decadenza, insieme al resto della maggioranza, di fatto rendendo temporaneamente carta straccia l’opzione.

Fabio Granata, che ha dimostrato di essere attaccato a Latina e a tutti quelli che con lui hanno vissuto intensamente quella favolosa campagna elettorale, che è stata, per usare parole sue, «contrastata, boicottata, tradita, sabotata» e che, per come l’ho conosciuto io durante la campagna elettorale a Latina, è uno combattivo che davvero segue la filosofia di Vujadin Boskov – «partita è finita solo quando arbitro fischia» -, ha ripreso la parola e ha fatto notare che il precedente potrebbe di fatto rendere nulla la legge sull’incompatibilità.

Sai quanti consiglieri, di ogni ordine e grado, di fronte all’incompatibilità possono farsi votare una sospensione per un qualsivoglia ricorso? «Già lo fanno in tanti, Ministro, anche nella mia Regione, la Sicilia» ha sostenuto Granata.

Chissà se il governo Monti riuscirà finalmente a capire che l’Italia, per poter ripartire, non ha bisogno soltanto di tagli sulle tasse, ma di un ritorno alla legalità in ogni settore.

I primi a tornare alla legalità, vorrei sottolineare, dovrebbero essere proprio quelli che gli italiani rappresentano, i politici di ogni ordine e grado. Per cui un consigliere regionale che diventa Sindaco di una città, dovrebbe dimettersi automaticamente, senza esitare. Non è una questione personale, è qualcosa di più importante, è una questione di rispetto della legge. Senza sotterfugi.

Graziano Lanzidei

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