Santoro: la casta sei tu…

Il paese va a rotoli? La Bce commissaria la democrazia e chiede a un governo, peraltro ormai inesistente, di procedere nella macelleria sociale? A Michele Santoro non gliene frega niente. Lui ha solo un’idea fissa: prendersela con i parlamentari, con la famigerata casta. La nuova trasmissione del conduttore santone è andata in onda giovedì su web e su una rete di tv locali facendo il boom di ascolti. Chapeau.

Ciò non toglie che lo spettacolo offerto dal programma Servizio pubblico meriti una paio di considerazioni. Intanto sul tema scelto. L’ossessione congiunta, che piace tanto alla pancia della gente, delle critiche ai costi della politica e delle critiche moralistiche alle escort di Berlusconi. Già prima dell’estate questa congiunzione di temi sembrava giungere al traguardo priva di presa. I problemi erano e sono altri, molto piú gravi. Oggi pero l’impressione è di assistere a una replica mal riuscita, resa ancora meno convincente dal mancanza di contraddittorio. Travaglio lo si regge qualche minuto, ma se si dilunga nella sua masturbazione elecantoria il rischio è di apparire patetico.

Come mai pero viene da chiederai questo fuori sincrono? Il dubbio è che oggi affrontare i temi della crisi renderebbe il programma di Santoro meno ideologico, più sfumato, più dubbioso. Chi fa informazione dovrebbe avere sempre questo passo, questo procedere dettato dai dubbi. Ma è un fare informazione che non piace, che non fa audience. Mentre Santoro vuole alimentare non la conoscenza, il senso critico, ma la convinzione che l’altro è sempre il nemico.

Questa impostazione ricade anche nella struttura del programma, senza un vero contraddittorio, senza uno scarto di comprensione. Da una parte al centro della scena i soliti opinion leader… verrebbe da dire la solita casta ops…  con qualche comparsa intelligente della società civile. Ed è stata proprio una ragazza che intervenendo dal pubblico ha spiegato a Santoro come stanno le cose: a noi non interessa il discorso sulla casta dei politici, perché il problema è la crisi, la povertà lo sfruttamento portato avanti da coloro come Della Valle che invece la sinistra, anche quella dell’informazione, considera dei santi.

Santoro, va detto, ha capito che i media tradizionali stanno arrivando al capolinea. In questo è stato, della sua casta, il primo a farlo con maggiore intelligenza. Dovrebbe peró con altrettanta intelligenza capire che un modo di fare informazione così strutturato, alcuni che sentenziano altri che ascoltano, sta finendo pure per lui. Insomma basta con i soliti politici e imprenditori in studio. Non se ne puó più.

Angela Azzaro

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