Non morirò democristiano. Piuttosto, esule…

L’articolo che segue sarà pubblicato sul numero di questa settimana de Il Futurista.

La redazione

A CUBA… A CUBA…
miro renzaglia

C’è – ve lo devo dire – una Democrazia cristiana di cui perfino io, che nel mio piccolo le ho mosso guerra, ho nostalgia. Era quella degli uomini che avevano ancora il “senso dello stato”. Moro, Fanfani, Cossiga e toh! mi voglio rovinare, perfino Andreotti avevano la misura di quel che per “stato” va inteso: la gestione del potere per gli interessi comunitari al di sopra di quelli finalizzati ai propri comodi personali. E quando uno di loro fu beccato con le dita nella marmellata, mi riferisco a Giovanni Leone – Presidente della Repubblica, mica un consigliere comunale qualsiasi – fu costretto a dimettersi senza se e senza ma (poi venne Tangentopoli, è vero: ma riguardava soprattutto i rubagalline, non gli statisti della Dc).

Era, ovviamente, uno stato lontanissimo dai miei auspici ma, per onestà intellettuale, va notata la differenza fra loro e i guastatori di oggi. Ha senso dello stato Berlusconi con i suoi interessi ad personam sistematicamente anteposti a  quelli della nazione? Lo ha, forse, Bossi che un giorno sì e l’altro pure evoca la secessione per ipotizzare il granducato di padania? Lo aveva Prodi, per caso, perfetto esecutore della liquidazione dell’Iri, ovvero di gran parte del nostro patrimonio industriale a tutto vantaggio delle cosche finanziarie sovranazionali? Via, non scherziamo.

Quel che, però, proprio non mi piaceva dei vecchi democristiani era il conservatorismo di valori piatti piatti su quelli della Chiesa cattolica, fossilizzando la società sul magistero papale che di diritti civili poteva sentir parlare come di Satana (do you rimember il referendum per l’abrogazione del divorzio?).

E i nuovi democristiani che si stagliano nitidi all’orizzonte con la gobba lucente della Balena Bianca che ritorna, non si propongono altrimenti. Il testamento biologico? È omicidio. La pillola abortiva Ru486? Non si può vietare ma puniamo la donna che la vuole usare, ospedalizzandola. Il riconoscimento delle coppie gay e di fatto? Dio salvi la famiglia etero unita nel sacro vincolo del matrimonio. I diritti dei devoti ad altre religioni o dei laici? Parliamone ma il crocefisso nelle scuole, ospedali e aule di tribunale non si tocca. Il pagamento dell’Ici per gli stabili di proprietà vaticana? Ma che stiamo scherzando?  Il rinvio delle festività alla domenica, per eliminare i ponti vacanzieri? Quelli civili, sì… quelli religiosi, no.

No, non voglio morire democristiano. E se questo è quanto si realizzerà in una riedizione del vecchio CAF (Casini, Alfano e “F” come chi?) giuro: vado esule a Cuba. E mi iscrivo pure al Partito comunista cubano.

miro renzaglia

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