Strage in Norvegia. Una storia di straordinaria follia. E anche di fanatica idiozia. La straordinaria follia è quella dell’attentatore bombarolo al palazzo governativo di Oslo e poi fucilatore spietato di cittadini presenti ad un convegno politico a pochi chilometri di distanza… Risultato: 92 persone morte, per ora.
La fanatica idiozia, invece, è quella dei giornalisti di Libero e del Giornale
che, ancora prima che le autorità norvegesi riuscissero a fare il punto, decretavano matrici, esecutori e appendici degli stragisti. E chi sarebbero stati i colpevoli per le due autorevoli testate? Ma i jihadisti islamici, è ovvio.
Libero se ne esce così [vedi foto di copertina sopra]: “Con l’Islam il buonismo non paga. Norvegia sotto attacco: un massacro”.
Ci dà immediatamente sotto anche il Giornale che sentenzia [vedi foto di copertina a fianco]: “Sono sempre loro: ci attaccano”, seguito da un illuminante editoriale della deputata Pdl Fiamma Nirenstein che spiega come e perché i cattivissimi mussulmani ci attaccano.
Passa qualche ora e quando, con ogni evidenza, viene fuori che l’attacco è opera di un pazzo autoctono che si dichiara al contempo massone, conservatore e cristiano integralista, tale Anders Behring Breivik e che, prima di mettere in atto l’insania che gli ottenebra il cervello, fa sua una frase del liberalissimo John Stuart Mill, divulgandola su Twitter, il Giornale cambia la copertina originaria con questa [vedi foto a sinistra] dal titolo leggermente revisionista e neutro: “Attacco sanguinoso. Strage in Norvegia”, lasciando però lo stesso identico editoriale della Nirenstein che accusa gli islamici.
Se questa è la maniera di fare sano giornalismo, di informare, di cercare di capire con analisi appropriate i fatti del giorno, meglio nessuna informazione.
miro renzaglia
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Giusto Miro. Ora però vediamo se altre testate, tipo Corriere e La Repubblica (versione online) rettificano anche la notizia di un fantomatico complotto neo nazista (visto che l’attentatore sembra qualcosa di molto diverso).
Questa è la dimostrazione pratica come l’informazione distorta, solo per mero calcolo di copie vendute, sia un problemo serio e da affrontare senza esclusioni di colpi. Mi rendo conto che, per la deputata Fiammetta, i libri di Oriana sono stati gli unici che abbia letto. Preferisco il silenzio intelligente alle tante parole buttate alla rinfusa.
sì, vediamo Giorgio… sono curioso… ma del neonazi parlano fra le righe di qualche articolo… la toppa di libero e del giornale… e adesso mi dicono anche del Foglio (non lo avevo letto e quindi non l’ho inserito nell’articolo) è monumentale