Regione Lazio. Uno strano concorso

Il Consiglio Regionale del Lazio ha firmato un avviso pubblico per il conferimento dell’incarico del nuovo direttore della Comunicazione istituzionale, ufficio stampa e relazioni esterne, a soggetto esterno al ruolo dei dirigenti del Consiglio regionale. Durata dell’incarico tre anni, quindi, fino a fine legislatura. Per un costo pari a 150 mila euro l’anno netto, a lordo il trienno costerebbe alle casse regionali 600 mila euro. Nella lettera che segue, diretta a varie personalità istituzionali del mondo giornalistico tra cui il presidente dell’Ordine dei Giornalisti,  Pierluigi Roesler Franz, presidente del Gruppo Romano Giornalisti Pensionati, sostiene di sentire “odor di bruciato”, in quanto si ha l’impressione che “il posto sarebbe già assegnato”, perché i requisiti di partecipazione sembrano essere predisposti “ad arte”. Può darsi che non sia così come sospetta Franz. La certezza ce la darà il verdetto della commissione di esame. In ogni caso, ci sembra utile segnalare il caso. E tenere gli occhi aperti.

La redazione

Caro Presidente,

ti segnalo che sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio n. 19 Parte Terza del 21 maggio 2011 da pag. 43 a pag. 49 è stato pubblicato un avviso del Segretario Generale della Regione Lazio dott. Nazzareno Cecinelli di ricerca di professionalità per il conferimento dell’incarico del nuovo Direttore del servizio di Comunicazione istituzionale – Relazioni esterne – a soggetto esterno al ruolo dei dirigenti del Consiglio regionale.

Il Segretario Generale della Regione Lazio dott. Nazzareno Cecinelli ha così dato esecuzione alla Determinazione del Consiglio Regionale del Lazio n. 294 del 4 maggio 2011. Il bando, che è scaricabile dal sito internet della Regione Lazio [clicca QUI],  scadrà venerdì 10 giugno 2011.

Ma, al di là del fatto molto positivo che è finalmente richiesta l’iscrizione all’Albo dei giornalisti professionisti, i requisiti previsti dal bando, a mio parere, non rispettano quanto prevedono la legge e l’articolo 97 della Costituzione, tenendo anche conto del costo non indifferente per i contribuenti del Lazio che si aggirerebbe in almeno 180 mila euro l’anno tra stipendio tabellare e premi di produzione, che i dirigenti apicali della pubblica amministrazione normalmente non si fanno mancare (il nuovo direttore delle Relazioni esterne e Comunicazione istituzionale del Consiglio regionale del Lazio dovrebbe quindi costare ai cittadini non meno di 600 mila euro fino alla fine della legislatura).

Va in proposito ricordato che dal 1° gennaio scorso tutti i giornalisti lavoratori dipendenti e i giornalisti pensionati hanno già visto aumentare sui loro stipendi e vitalizi la trattenuta fiscale per l’addizionale alla Regione Lazio nella misura dello 0,3% (quasi sotto silenzio è stata infatti incrementata dall’1,4% annuo all’1,7% annuo), che equivale a 300 euro in più di tassa all’anno ogni 100 mila euro di reddito. Ciò non dovrebbe indurre gli amministratori pubblici ad una maggiore oculatezza e ponderatezza nell’affrontare “spese istituzionali”?

Da un’attenta lettura delle clausole del bando si sente odor di bruciato, in quanto si ha l’impressione, se non addirittura quasi la certezza, che la nomina del nuovo Direttore del servizio di Comunicazione istituzionale, Relazioni esterne, della Regione Lazio sarà di natura politica. Anzi, verosimilmente, il posto sarebbe di fatto stato già assegnato, perché i requisiti di partecipazione sembrano essere predisposti “ad arte”, cioé a pennello e su misura di un candidato che avrebbe già un nome e cognome. Perciò la procedura di selezione avrebbe tutta l’aria di essere una manfrina di pura facciata burocratica.

Il bando prescrive che possano partecipare alla “procedura di ricerca della professionalità” “i soggetti esterni al ruolo dei dirigenti del Consiglio regionale, che non siano vicini alla pensione e che posseggano una laurea di durata almeno quadriennale, dotati di comprovata qualificazione professionale che abbiano svolto attività in organismi ed enti pubblici o privati o aziende pubbliche o private con esperienza acquisita in funzioni dirigenziali e/o equiparate, per almeno un quinquennio, o che abbiano conseguito una particolare qualificazione professionale, culturale e scientifica, desumibile dalla formazione universitaria e post-universitaria, da pubblicazioni scientifiche o da concrete esperienze di lavoro, o provenienti dai settori della ricerca, della docenza universitaria, delle magistrature e dei ruoli degli avvocati e procuratori dello Stato”.

Ma ci sono davvero magistrati o avvocati dello Stato con la tessera di giornalista professionista? E quanti sono?

Costituiscono ulteriori elementi di valutazione: specializzazioni, master e altri titoli post-universitari, la particolare esperienza professionale maturata nelle materie concernenti la comunicazione soprattutto presso le Regioni, nonché nell’organizzazione di eventi, la collaborazione con riviste ed emittenti televisive, l’aver svolto incarichi professionali, collaborazioni o docenza in materie concernenti la comunicazione.

Ma come avverrà la scelta? Sarà nientedimeno che il “Nucleo di valutazione e di controllo strategico” del Consiglio regionale a valutare le domande e a trasmettere i nomi dei candidati idonei al Presidente del Consiglio regionale, Mario Abbruzzese, il quale, a sua volta, conferirà l’incarico con deliberazione dell’Ufficio di presidenza – di cui fanno parte anche la first lady di Roma, Isabella Rauti, e due membri dell’opposizione [si legga QUI].

E’ difficile pensare quindi che il succitato Nucleo di valutazione possa affrancarsi dalla volontà della politica essendo stato nominato dallo stesso attuale Ufficio di Presidenza (con deliberazione n. 115 del 19 ottobre 2010).

Il Nucleo è composto dal dr. Edi Mario Bianchi, Marco Daniele Clarke e l’avv. Luca Petrucci [i curriculum sono pubblicati QUI]

Sembra che i primi due siano “in quota” al centrodestra, mentre l’avvocato Petrucci era il legale dell’ex governatore Marrazzo.

Un’ultima notazione: oggi all’Ufficio stampa istituzionale della Regione Lazio lavorano giornalisti che fanno il loro dovere informando correttamente i cittadini su quanto avviene nell’ente pubblico. Il nuovo Direttore della Comunicazione avrà forse il compito di limitare la loro attività d’informazione svilendola per asservirla al potere “politico”?

Ritengo perciò necessaria e urgente una verifica da parte tua e dei colleghi in indirizzo, ciascuno per quanto di propria competenza, sulla regolarità assoluta e super partes di questo discutibilissimo bando con riserva di successiva informativa nelle sedi che saranno ritenute più opportune.

Ringrazio te e i colleghi per la cortese attenzione.

Cordialità.

Pierluigi Roesler Franz

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