Napoli. Rifiuti a parte… Intervista a Sodano

A Napoli sanno che se il governo non approva il decreto con cui sarà possibile trasferire i rifiuti nelle altre Regioni la città è condannata. Quando Gli Altri sarà in edicola potrebbe già averlo approvato. Oppure no. Dilaniata tra nord e sud la maggioranza ad oggi non sembra proprio in grado di affrontare la situazione. Tommaso Sodano, vicesindaco con delega ai rifiuti, ex senatore e presidente della Commissione anbiente durante il governo Prodi, gira come una trottola entrando e uscendo da riunioni infinite e controllando che, se non altro la quotidianità della raccolta della spazzatura accatastata per la città funzioni. «In due tre giorni da 2000 tonnellate siamo arrivati a 1600 – dice – non basta, è ovvio, ci vuole il decreto. Ma ce la stiamo mettendo tutta».

E se la Lega non lo vota? E se il governo dovesse cadere proprio sulla ‘munnezza napoletana?

Certo questo scontro tra Lega e Pdl è bruttissimo ma io non credo che arriveranno a non votarlo. Significherebbe prendersi la responsabilità per tutto quello che può accadere e per la situazione attuale. Napoli è la terza città d’Italia, agli occhi dell’opinione pubblica, a questo punto, diventerebbero colpevoli della sua condanna. Il governo deve fare il decreto. E non è che questo decreto mi renda felice…

Perché?

Non sono felice perché è il segno del fallimento di 17 anni di una amministrazione della città gestita dal centrosinistra. Per questo sento così forte in questi giorni l’urgenza di fare presto, di dare un segno subito ai napoletani che le cose stanno per cambiare. E i cambiamenti veri o sono radicali o non servono a niente. Noi partiamo da zero: gli impianti non ci sono, l’inceneritore di Acerra, al quale sono stato e resto contrario, non funziona…tutto quello che possiamo fare è, con i nostri pochi mezzi, lavorare senza interruzione a rimuovere la spazzatura. 400 tonnellate in due giorni ne abbiamo tolta. Non è poco.

E dove va a finire ora, in attesa del decreto?

Ci sono due capannoni attrezzati, dai quali poi dovrà essere tolta, è chiaro.

Perché è indagato il presidente della Regione? Non c’è un eccesso di attività giudiziaria sulla vicenda rifiuti? Anche la “procurata epidemia” sembra un po’ tirata per i capelli, visto che non c’è stato ancora nessun caso sanitario.

Caldoro è indagato perché io avevo sollecitato un’ordinanza in base alla legge 1 del 2011, che all’articolo 7 bis dice che, se le province non individuano i siti per il conferimento, l’incarico passa a lui. Certo, ha sbagliato, l’ordinanza doveva farla, ma sono d’accordo che, almeno così la penso io, non è riconducibile a lui la responsabilità della situazione. Quanto all’epidemia, lì c’è anche il fatto che è la Asl a lanciare l’allarme, e non so valutare se è per coprirsi le spalle, come dire, mettere le carte a posto, o per motivi più seri.

Ora che De Magistris ha parlato esplicitamente della camorra di inchiesta ce n’è un’altra ancora.

Sì, ma in questo caso il sospetto è giustificato. Quando, dopo due giorni c’erano solo mille tonnellate di rifiuti per strada – non che siano poche ma a Napoli c’è stato un periodo che ce n’erano 8000 – e sono cominciati gli incendi, che avvenivano in modo strano, arrivavano questi tizi a volto coperto, con le moto, rovesciavano i cassonetti, appiccavano il fuoco, fomentavano la gente…e quando sul luogo arrivavano gli addetti a rimuovere i cassonetti, li mandavano via… Era un sabotaggio e non mi meraviglia più di tanto perché il nostro piano tocca degli interessi forti e la camorra è intrecciata profondamente a quegli interessi. Noi siamo partiti lancia in resta, forse con un pizzico di ingenuità, ma i nostri primi atti sono stati chiari. La prima delibera ha detto no all’inceneritore e anche se la gara per costruirlo l’ha fatta la Regione, quale imprenditore parteciperebbe sapendo che il governo della città non lo vuole? Con questo non dico che dietro i roghi ci fosse una regia unica, penso a un insieme di interessi a che tutto resti com’è.

Facciamo finta che il governo abbia varato il decreto e che Napoli sia libera dalla spazzatura. Che succede? Parte la raccolta differenziata o no?

Certo che parte, c’è già la delibera. Da luglio cominciamo la campagna informativa e da settembre la porta a porta in 5 quartieri, 325 mila persone. Purtroppo non ci sono fondi per farla subito in tutta la città ma dappertutto, a Napoli, saranno istituite le isole ecologiche mobili, sorvegliate in modo che non si verifichino errori nel conferimento. In alcune zone, le più densamente abitate, passeranno i furgoni aperti che sono già in funzione in centro per esempio, e funzionano, come dimostra l’esperienza dei quartieri spagnoli.

Percepisco un notevole ottimismo.

Si, sono ottimista perché la gente è pronta, c’è una mobilitazione dei cittadini, chiedono, si informano e sono preparati a separare per il riciclo. Non ne possono più, è ovvio. Ho fatto assemblee affollatissime e c’erano persone che dimostravano una conoscenza e una responsabilità, un senso civico straordinari. Poi ci sono i comitati cittadini, le associazioni ambientaliste, con cui abbiamo un rapporto strettissimo, che aiutano, informano, spiegano…

Da fuori Napoli sembra un inferno. Da come descrive questa fase invece si sente la passione e l’entusiasmo. Lei come la vive?

Sono stanchissimo, naturalmente, ma anche, sì, entusiasta. Ho fatto politica per anni e anni avendo in mente proprio la rinascita di Napoli a partire dall’ambiente, dalla qualità dei servizi, dalla partecipazione e ora sono coinvolto nel progetto che punta esattamente a questo. E dopo aver denunciato per anni il sistema di potere che sui rifiuti di Napoli ha lucrato, ora mi aspetta la sfida più importante. Se ce la faremo a Napoli – e ce la faremo – l’intero paradigma consumi, rifiuti, incenerimento, verrà rovesciato.

Rifiuti a parte, di quali aspetti della rinascita napoletana si è occupata finora la giunta?

Un’altro provvedimento che mi entusiasma è quello per liberare il centro storico dal traffico. A settembre diventa isola pedonale un’altro pezzo di via Toledo ma entro dicembre vogliamo liberare un’area molto vasta.

E la cultura? Napoli è stata grandissima sul piano dell’offerta culturale nel passato.

Sì, e sono certo che tornerà ad esserlo. Dobbiamo fare un passo alla volta però, anche se so che possiamo contare su molti grandi artisti che si sono offerti gratuitamente per aiutare Napoli.

Nanni Riccobono
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