L’articolo di Francesco Onorato su Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle pubblicato su Il Fondo del 13 giugno [leggi QUI], si conclude così: «Questa è l’amara constatazione di come quest’ennesimo tentativo di sparigliare il vecchio e di rappresentare il nuovo che avanza ci riporta a considerare la natura umana, lo stereotipo del “parla parla”, la biografia tutta italiana di un popolo che si incazza, sventola bandiere, si infervora quando viene chiesta a gran voce la partecipazione pubblica, ma viene preso per culo per l’ennesima volta, questa, sotto le bandiere con cinque stelle e con un uomo barbuto che urla e se la prende con tutti, ma i conti in tasca se li sa fare molto bene».
Non è opinione nuova. Si legge da anni di Grillo populista. Ma anche di Grillo arruffapopoli, Grillo opportunista e – perché no? – Grillo squadrista per un «Busone!» – pare – pronunciato all’indirizzo dell’astro nascente della sinistra italiana, Niky Vendola. Ci manca giusto il Grillo fascista e abbiamo chiuso il cerchio. Strano che non ci abbia ancora pensato nessuno, visto che circolano da anni voci incontrollate secondo le quali, in gioventù, il comico avrebbe frequentato per qualche tempo gli ambienti della Giovane Italia di Genova…
E pensare che se c’è un elemento di novità che emerge con prepotenza, in questa turbolenta primavera politica del 2011, è proprio il fenomeno del “grillismo”, che oltre ad essersi segnalato alle recenti elezioni amministrative è stato alla base del successo dei referendum. Beppe Grillo e il suo movimento si occupano di lotta contro il nucleare e a favore dell’acqua pubblica da anni, da quando ancora Bersani e i caporioni del Pd erano tentati dall’atomo, invocavano le privatizzazioni e il governo D’Alema trasformava in Spa l’Acquedotto Pugliese, il più grande d’Italia (ora tornato pubblico sotto la presidenza Vendola).
Alle recenti elezioni amministrative il Movimento 5 Stelle ha preso il 10% a Bologna, il 5% a Torino, il 4% a Milano (è invece andato male a Napoli, solo 1,5%, probabilmente fagocitato dal fenomeno De Magistris), cioè infinitamente di più di quanto hanno ottenuto partiti da tempo alla ribalta nazionale o il fantomatico Terzo Polo, il vero flop della politica italiana. Un successo conquistato nelle piazze e sulla Rete, visto che i mass media locali e nazionali hanno dato al Movimento di Grillo più o meno lo stesso spazio riservato a pensionati, partiti leninisti e gruppuscoli della cosiddetta “destra terminale”. Emblematico il caso di Torino, dove il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, un oscuro ingegnere sconosciuto al di fuori della cerchia familiare, ha preso più voti di Alberto Musy, candidato di Udc, Fli e Api, che oltre a varare una campagna elettorale faraonica aveva messo in lista i bei nomi del jet set torinese e aveva ricevuto dai mezzi d’informazione uguale trattamento ai più accreditati Fassino (centro sinistra) e Coppola (centro destra).
Eppure, dopo i commenti un po’ sorpresi del giorno dopo, dei “grillini” non si è più parlato; oppure li si è liquidati con un’alzata di spalle: populisti, dilettanti allo sbaraglio, protestatari da internet. Non stupisce. Sono gli stessi commenti (internet a parte) che oltre vent’anni fa venivano riservati ai primi successi elettorali della Lega Nord, bollata dai politologi saccenti come folkloristica, populista e in quel caso pure razzista.
Ciò che i professionisti della politica proprio non riescono a capire (va al di là della loro capacità di comprensione, a quanto pare) è che nel fenomeno Grillo giocano sì un ruolo importante l’incazzatura, l’istinto di ribellione, il sentimento anti-casta; ma c’è qualcosa che va ben oltre. I “grillini” fanno leva sui blog, sul sito internet di Beppe Grillo (uno dei più visitati d’Europa, non solo d’Italia), sui social-network, ma sono anche presenti sul territorio e non solo nelle grandi città. E sul territorio si occupano di temi che la grande politica (grande solamente nei costi che genera) ha abbandonato da tempo: difesa dell’ambiente, tutela dei diritti locali, lotta allo strapotere delle banche, campagna contro il canone Rai, opposizione alla Tav e alle grandi opere mangiasoldi, class-action contro gli abusi Telecom. E poi naturalmente difesa dell’acqua pubblica, lotta al nucleare e al precariato, battage per il Parlamento pulito dai pregiudicati; temi che nell’ideologia grillina vanno poi a braccetto con questioni di tipo ideale come la difesa del Tibet, la solidarietà agli indios Mapuche, la tutela degli orsi e mille altre piccole e grandi battaglie.
Anni fa il politologo Giovanni Sartori descrisse così, sul Corriere della Sera, l’avvento di Grillo in politica, dimostrando di capirne un po’ di più di tanti esponenti politici e giornalisti che invece liquidavano il fenomeno con parole di disprezzo: «Le novità sono due. Primo, Grillo entra in politica avendo prima creato una infrastruttura tecnologica di supporto e di rilancio: Internet, blog, e un radicamento territoriale assicurato, ad oggi, dai 224 meet up (gruppi di incontro) che in un giorno raccolsero 300 mila sottoscrittori per una legge di iniziativa popolare. Ora, né la satira politica di altri bravissimi comici (Luttazzi, per esempio), né i girotondini hanno mai dispiegato un armamentario del genere. Dal che ricavo che misurare la forza di Grillo con riferimento ai suoi predecessori sarebbe una grave sottovalutazione. Secondo. Grillo ci sa fare. Non propone un nuovo partito (il 32°?, come ironizzano a torto gli altri 31), ma un movimento spontaneo che li spazzi tutti via».
Il Movimento di Grillo parte da lontano e ora passa all’incasso. Soprattutto in una fase dove la politica tradizionale, sia a destra che a sinistra, dimostra di non aver ancora capito l’importanza che la Rete può avere sulla formazione delle coscienze e sulla mobilitazione dei cittadini. Abituati al linguaggio monodirezionale della televisione, sul web i nostri politici manifestano tutta la loro inadeguatezza. E chi di loro si avventura nei meandri della rete, di solito rimedia figure barbine. Con questo non voglio certo tessere l’elogio acritico della politica 2.0, come viene chiamata, che in realtà dimostra tutta la sua vulnerabilità (pensiamo al caso della presunta blogger lesbica siriana, che in realtà non esisteva, era un americano quarantenne). E che talvolta, proprio perché incontrollabile, diventa palestra di facile “squadrismo mediatico”.
Detto ciò, ridurre il “grillismo” a presa per il culo dei cittadini arrabbiati da parte di «un uomo barbuto che urla e se la prende con tutti, ma i conti in tasca se li sa fare molto bene», come scrive Onorato, mi sembra molto riduttivo. Quasi auto consolatorio. Naturalmente ora il Movimento 5 Stelle deve passare dal mondo virtuale della Rete ai consigli comunali, provinciali e regionali, un salto non così facile da compiere per gente a digiuno di politica concreta. Vedremo se saranno all’altezza del compito che si sono dati: non semplice opposizione, ma alternativa di sistema. Di certo sottovalutarli, disprezzarli e prenderli per i fondelli servirà soltanto a renderli più simpatici agli occhi di chi è sempre più stufo della “casta” e delle sue ammuine.
Giorgio Ballario
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sono stato ad ottobre a cesena credo che nessuno abbia veramente capito le potenzialità del movimento di grillo che non pesca tra le zecche ma tra i quarantenni delusi ed incazzati come me superando le barriere ideologiche
Tutto condivisibile l’articolo,solo che andrebbe corretto nella parte finale in quanto il Movimento 5 Stelle è per l’abolizione delle Province,per cui riguardo queste amministrazioni non si presenta proprio. Solo comuni,regioni e prossimamente le politichenazonali
e io continuo a pensare che, al di là dell’interesse per un movimento che nasce dalla rete e si radica nel territorio, il movimento 5 stelle sia una manica di forcaioli manettari, qualunquisti e populisti…
@Gennaro: sai che il particolare dell’assenza alla Provinciali mi era sfuggita? Grazie per averlo sottolineato.
se per questo persino rifondazione si è occupata di quei temi ed ha avuto un bell’exploit, ma si sa, è tabù parlarne!
@ infedele
qui, sul Fondo, non c’è alcun tabù…
parlane liberamente: ti ascoltiamo…
Caro Giorgio… è la solita spocchia dei politologi radical chic…
)) dopo di che l’oblio…
sempre con la puzza sotto il naso per tutto ciò che riguarda l’altro da se… se voti come loro sei figo sei voti altro no… il popolo è sovrano cosi come il voto è legittimo sono seva nella loro direzione… se il popolo vota come vorrebbero loro;-))
Pennacchi al premio Strega ha dichiarato che:
La cinquina dello Strega rispetta le previsioni della vigilia: Nesi, Desiati, Arpaia, Veladiano e Castellina vanno al Ninfeo. In cattedra Antonio Pennacchi a declamare nomi e voti: “Io mi sono divertito! Il voto della gente è sacro mica come per Berlusconi”.
il voto della gente è sacro??? solo se il risultato piace alla casta… altimenti no, altrimenti è illeggittimo… il popolo è sovrano solo se vota come dicono loro altrimenti… la democrazia diventa immediatamente il male peggiore…
forse ve ne siete dimenticati ma ai tempi del pensatapartito il veto era anche sui missioni… negli approfondimenti non si invitavano mai i missini era come non esistessero… escludendoli dall’informazione si escludono dalla comunicazione politica… e dalla grande massa…
@ Roberta
bel minestrone…
Appunto…;-)
quello volevo fare… è la schizofrenia e i paradossi a cui siamo quotidianamente sottoposti…
Ripeto,in parte,quanto postato relativamente all’articolo di Onorato : il grande merito che non si può togliere a Grillo è quello di aver per primo dato il via ad un popolo della rete che sfugge alla manipolazione e al controllo della casta politica, nonchè alla stessa logica dell’attuale sistema OLIGARCHICO E AUTOREFERENZIALE.
E così la casta e tutto il sistema si ritrovano inopinatamente nella condizione di essere finalmente controllati e posti sotto pressione.
Forse non tutti i Berlusconi,Bersani,Fini,Casini,Di Pietro,etc., l’hanno ben compreso ma ora non basterà più loro aggiudicarsi un canale televisivo o un quotidiano per vendere per buone le loro pessime performance.
Per questo,e non è poco,sento di dover ringraziare Grillo, populismo o non populismo che,in ogni caso,sarebbe un effetto causato dall’immane demagogia che ci propinano da svariati decenni.
Beppe Grillo è un manettaro, non ci piove. Ma è altrettanto vero che ciò si potrebbe vedere come reazione ad un porcaio politico fatto di mignotte, milioni, coca, perpetui impedimenti per la casta, corruzione di ogni specie. Diciamo che se uno per bene mi rifila un cazzotto, magari nn me lo aspetto…. ma se mi trovo davanti una testa di cazzo allora gliene mollo prima che si muova un paio io…. giustizialismo di reazione lo definirei. Certo moderabile, ma nn incomprensibile. Io credo fermamente che il FC debba dialogare con tutte le forze sane del paese, con gli uomini sani. Siano essi nel 5 stelle, nella Lega o chissà dove. Il FC non può essere frettoloso, deve essere laborioso, un monaco combattente cubernetico e piazzaiolo della politica. Gettare semi permette al Sole di farli germogliare. Dunque come scrivevo a Miro, ho postato il manifesto (bozza) in vari siti Fb e ad esempio ho ricevuto like che non avrei mai immaginato. Ne ho parlato a cene dove la prevalenza era PDL e ho ricevuto apprezzamenti a gogo. La strada dall’apprezzamento al consenso è lunga certo, ma è l’unica. Se nessuno si accorge che esisti, beh puoi anche sognare il cambiamento …. puoi sperare di cambiare il mondo, ma come si dice dalle mie parti: chi vive sperando muore cagando. Dunque da Grillo è interessante comprendere i nuovi spazi della politica: se certi partiti hanno voluto svuotare il partito dalla sua natura di popolo unito in sezione, beh la rete li ha fottuti: le sezioni virtuali consentono anche a partiti con poche risorse (nascenti) di farsi conoscere. Amen al partito leggero, se ci si sa muovere comunicando coi nuovi canali. Dunque chi si sente FC cominci a far circolare la bozza del movimento e raccogliamo in questo seti tutte le reazioni…così potremo avere il polso della situazione. Vediamo quanto un semino impiega a germogliare, quanto la nostra pianta condivide terreni fertili con altre piante, quanto ripopoliamo il deserto politico…
Si, ma per ora non abbiamo un manifesto definitivo…
Abbiate pazienza sul Manifesto FC: sto lavorando sulla seconda bozza proposta da Nicola… credo che l’avremo per lunedì… ma non parlate di “definitiva”: la discussione sul testo è appena agli inizi…
Esatto quello che dice Miro, il Manifesto FC ha bisogno di ulteriori approfondimenti, molte volte la fretta è stata e continua ad essere cattiva consigliera. Certamente non bisogna nemmeno andare alle calende greche perchè la situazione italiana ed europea si ingarbuglia e diventa sempre più difficile ogni giorno di più.
Riguardo a Grillo, convengo sia un movimento che mi ha stupito. Alle recenti amministrative non avrei dato un dollaro bucato sul suo successo. E’ trasversale, nel senso che supera la dicotomia destra/sinistra che nei fatti non esiste più. Potrebbe essere un concorrente molto serio per il FC, nel senso che potrebbe occupare quello che deve essere il NOSTRO territorio.
Il successo di grillo è legato a diversi fattori:
1) crisi (mondiale) dell’unica ideologia rimasta, ovvero il neoliberismo
2) totale mancanza di credibilità della partitocrazia italiana a tutti i livelli
3) indubbie doti di comunicatore e di fomentatore di folle con strumenti e metodi altamente al passo con i tempi.
4) situazione di sfacelo del paese
Il suo programma è questo: http://www.beppegrillo.it/iniziative/movimentocinquestelle/Programma-Movimento-5-Stelle.pdf
Se lo guardate vedete immediatamente che non ha ideologia alle spalle ma solo singole idee sconnesse una dall’altra che, per quanto al passo con i tempi, non ne fanno un’ideologia organica. Quindi il suo successo non sta nel programma ma in “qualcos’altro” che probabilmente non ha capito bene nemmeno lui (a volte lo dice) ma che si comunica alla grande tra la gente. Il nodo fondamentale da sciogliere è se il suo movimento aprirà la strada ad una ideologia alternativa o se veramente, come sostiene Grillo, le ideologie sono finite. Io personalmente propendo per la prima ipotesi.
Ad ogni nodo credo che se si vuol rilanciare bisogna viaggiare perché i tempi stringono e non bisogna perdersi troppo nei dettagli. Ci vogliono pochi punti ma condivisibili dalla maggioranza dei cittadini. I dettagli si possono definire anche col tempo. Saprete meglio di me che la stesura definitiva ed ufficiale su “cos’è il fascismo” è arrivata solo nel 1933. Allora prima il fascismo non esisteva veramente come ideologia? Sappiamo perfettamente che non è così.
Concordo e serve linfa viva ancora….
Ma sui programmi politici ci vuole pazienza, sudore, pensiero….. mica è un romanzetto da due dollari…. un programma politico è vita.
Uno che fa i comizi a pagamento non può essere preso sul serio, anche se prende il 99,99% dei voti. Uno che è l’unico del movimento a non tirare fuori i soldi, ma a farceli con la struttura che è di sua proprietà, non credo che possa essere d’insegnamento a nessuno, nemmeno ai peggiori politici in circolazione. Uno che ha preso così tanti abbagli da averci i colpi di sole, non credo che vada tenuto in considerazione.
Forcaiolo e manettaro. Tanto ste 5 stelle potrebbero anche diventare 100, sanno benissimo che non avranno mai il potere per applicarle. Tanto vale sparare più in alto possibile.
Graziano, faccio fatica a prendere sul serio anche uno che si esprime con tanto livore su un personaggio e un fenomeno politico: ma che t’ha fatto Grillo per meritarsi questi giudizi così tranchant?
Beh, Giorgio. Se sei grillino e ti sei sentito offeso mi dispiace. Ma purtroppo quelle cose che ho scritto sono vere: Grillo fa i comizi a pagamento, la struttura del movimento è di sua proprietà, nel corso del tempo ha preso parecchi abbagli.
Le 5 stelle che loro propongono non sono poi così nuove.
Ma non fa niente, Giò. Non voglio mica essere io a disilluderti. Continua a pensare davvero che Grillo voglia cambiare il mondo.
“Non voglio mica essere io a disilluderti. Continua a pensare davvero che Grillo voglia cambiare il mondo”.
Mi trovi un video, una dichiarazione dove Grillo sostiene di voler cambiare il mondo? Lui dice proprio l’opposto: ovvero che ormai siamo spacciati e che bisogna partire dalle piccole cose, che si possono veramente realizzare, a livello locale.
1) Non è vero che fa comizi a pagamento. I comizi li fa gratis, gli spettacoli, dvd, ecc invece sono a pagamento, ma mi pare anche giusto.
2) Grillo non prende un euro di soldi pubblici. Chi può dir altrettanto? La Lega nord forse?…mmm…
3) Grillo ci mette solo la faccia, non si candiderà mai.
3) I consiglieri del movimento 5 stelle si autoriducono lo stipendio e rinunciano spontaneamente ai privilegi che gli spetterebbero.
4) Di quali abbagli parli? Grillo sostiene che il nostro sistema è a un passo dal default? E’ forse sbagliato?
5) Sei mai stato dentro un partito? Hai mai sentito di cosa si parla in una riunione di partito? Se si dubito che sei in buona fede, se no ti consiglio di andare ad una riunione così cambi subito idea su Grillo.
6) “Tanto ste 5 stelle potrebbero anche diventare 100, sanno benissimo che non avranno mai il potere per applicarle” forse questa è l’unica cosa su cui puoi aver ragione.
Sul fatto che dietro Grillo ci sia la Casaleggio Associati lo sanno tutti. Indubbiamente però, il fenomeno Grillo esiste ed è l’inevitabile conseguenza di due fatti incontrovertibili, partiti italiani oramai del tutto delegittimati e, sopratutto, la crisi globale del sistema liberal-democratico a cui anche i FC devono delle risposte se vogliamo avere un futuro.
Graziano, chiedi a Miro se sono “grillino”.
E’ solo che mi stupiscono commenti così acidi nei confronti di un movimento che, per ora, si è limitato ad avanzare critiche ampiamente condivisibili (non da tutti, me ne rendo conto) non solo contro la politica, ma anche contro l’apparato produttivo, finanziario e mass-mediatico (in altri tempi si sarebbe detto “il sistema”). Poi magari si riveleranno peggiori di chi li ha preceduti, ma per ora meritano il beneficio del dubbio. A mio parere, s’intende. E comunque meritano analisi più approfondite e distaccate
“1) Non è vero che fa comizi a pagamento. I comizi li fa gratis, gli spettacoli, dvd, ecc invece sono a pagamento, ma mi pare anche giusto.”
- Gli spettacoli sono dei comizi ulteriori, così come i dvd. Intanto lui vende e si fa pubblicità.
“2) Grillo non prende un euro di soldi pubblici. Chi può dir altrettanto? La Lega nord forse?…mmm…”
- Quella dei soldi pubblici ai partiti è un falso mito. Così come lo stipendio dei parlamentari. Chi l’ha detto che, se i soldi sono privati o di gruppi di pressione o di singoli, possa fidarmi di più?
“3) Grillo ci mette solo la faccia, non si candiderà mai.”
- Su questo non credo tu possa giurare. Che ne sai? Grillo ha firmato una carta privata?
“3) I consiglieri del movimento 5 stelle si autoriducono lo stipendio e rinunciano spontaneamente ai privilegi che gli spetterebbero.”
- visto che i soldi per lo stipendio sono obbligatori, dove vengono impiegati? A quali privilegi rinunciano?
“4) Di quali abbagli parli? Grillo sostiene che il nostro sistema è a un passo dal default? E’ forse sbagliato?”
- Non leggere solo il blog di Beppe Grillo. Leggi anche l’Espresso. C’è un lunghissimo articolo in cui sono elencati, uno ad uno, tutti gli abbagli.
“5) Sei mai stato dentro un partito? Hai mai sentito di cosa si parla in una riunione di partito? Se si dubito che sei in buona fede, se no ti consiglio di andare ad una riunione così cambi subito idea su Grillo.”
- Sono stato dentro ad un partito e non lo trovo un motivo di demerito. Ho assistito anche alle riunioni dei grillini e non mi sembrano poi così diverse. Ah, vero. Non ci sono da discutere cariche perché il capo è uno, nonostante non sia mai stato fatto un congresso: Beppe Grillo.
“6) “Tanto ste 5 stelle potrebbero anche diventare 100, sanno benissimo che non avranno mai il potere per applicarle” forse questa è l’unica cosa su cui puoi aver ragione.”
- Beh, grazie per avermi concesso almeno questo