Carlo Parlanti. Una storia (d’ingiustizia) infinita

Il 4 Luglio del 2004 Carlo Parlanti viene arrestato dalla polizia tedesca all’aeroporto di Duesseldorf: è accusato di aver picchiato, legato e stuprato la sua ex convivente Rebecca Mckay White negli Stati Uniti. Il 3 Giugno del 2005 viene estradato e mandato a Ventura, in California. Le prove a suo carico sono pressoché inesistenti, ciononostante viene sottoposto a procedimento penale e condannato dalla corte a nove anni di reclusione. Questa storia, la storia di uno dei tanti nostri connazionali ancora “prigionieri del silenzio” politico e mediatico, ci ricordiamo poco e male. Il libro, Stupro? Processi perversi il caso Parlanti analizzando la vicenda punto per punto, ha lo scopo di mettere in luce aspetti ancora irrisolti di una complessa vicenda giudiziaria che ha interessato da anni mass media e uomini politici, attenti ai diritti dei detenuti all’estero.

La redazione

IL CASO PARLANTI
STORIE DI ORDINARIA SUDDITANZA

 

Come indicato nella prefazione, il libro Stupro? Processi perversi il caso Parlanti, analizzando la vicenda punto per punto, ha lo scopo di mettere in luce aspetti ancora irrisolti di una complessa vicenda giudiziaria che ha interessato da anni mass media e uomini politici, attenti ai diritti dei detenuti all’estero.

Scritto dal criminologo Vincenzo Maria Mastronardi e dai suoi collaboratori Walter Mastroeni e Ascanio Trojani, tratta la vicenda di un connazionale, Carlo Parlanti. Fiducioso nella giustizia e nella legge, dopo essere stato accusato dalla sua ex convivente americana di una violenza che nessun essere umano sarebbe in grado di commettere, sopratutto con i risultati ottenuti di alcun riscontro di evidenze sulla presunta vittima o sulla presunta scena del crimine, rifiuta un patteggiamento che lo avrebbe visto libero nell’immediato, rischiando di passare almeno 9 anni in una prigione americana, sempre che fosse rimasto vivo.

Il libro è l’immagine perfetta di una storia kafkiana e  riporta la documentazione processuale accurata della vicenda. L’analisi della professoressa Calderaro e il puntiglioso rapporto medico della dottoressa Pozzi rappresentano l’architrave di una ricostruzione che smonta, pezzo a pezzo, la tesi dell’accusa.

 

Katia Anedda

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