Viva il fasciocomunismo

Abbiamo perso, senza attenuanti. Potremmo perdere tempo a fare analisi che spaccano il capello, impiegando settimane o mesi ad analizzare voto per voto e seggio per seggio, trovando milioni di giustificazioni: tra infiltrati, sabotaggi, errori pacchiani e organizzazione caotica, promesse e voti di scambio. Lo fanno tutti, perché noi non potremmo farlo? Perché siamo fasciocomunisti e vogliamo guardare la realtà, per quanto dura possa essere. Sotto le elezioni sono i voti a parlare chiaro, a levare speranze o alimentarle. Sono i consensi dei cittadini a darci un quadro del reale: e noi abbiamo perso, e male. Siamo andati oltre gli schemi del Novecento e abbiamo cercato di sfidare lo strapotere del signorotto di Fondi, al secolo Claudio Fazzone, senatore della Repubblica nelle file del Pdl. Forse non siamo riusciti a spiegarlo all’elettorato, forse non siamo stati convincenti nella proposta, forse siamo andati troppo avanti. Avanguardia sì, ma il contatto con l’elettorato non va perso. E’ stato un sogno.

Un sogno che ha fatto nascere qualcosa, per ora solo in embrione. Ci sono tanti aspetti da correggere, da rivedere, forse anche da ripensare. Rimane però l’idea, che non può a scendere a compromessi con la percentuale. La bonifica deve continuare. Voglio ringraziare Antonio Pennacchi, che si è speso con ogni energia per propagandare la lista, il candidato a sindaco e ogni singola persona che sposava il progetto. Voglio ringraziare l’onorevole Fabio Granata, a testimonianza della nostra battaglia per la legalità e come garante che l’operazione fosse condivisa dai più alti vertici di Fli. E poi intellettuali e giornalisti di primo piano, come Franco Cardini, Luciano Lanna, Filippo Rossi, Miro Renzaglia, Graziano Cecchini.

Un grazie anche ai componenti dell’Anonima Scrittori. Pensavamo all’inizio di dover portare solo un contributo culturale e invece, a risultato acquisito, ci siamo ritrovati a portare voti, seppure non sufficienti. E voglio ringraziare tutti quelli, dai professori agli operai agli impiegati, che hanno deciso di sposare questa causa e di portarla avanti. Ringrazio anche quelli che ci hanno sostenuto, che ci dicevano “bella pensata”, che ci sussurravano “io sto dalla vostra parte”. E li ringrazio pure se non ci hanno votato, perché per ora un’idea pesa meno di una cubatura promessa o di un posto di lavoro per il figlio. Voglio ringraziare anche Potito Salatto, perché la candidata da lui sponsorizzata ha preso gli stessi voti di mio cugino e meno voti di Granata. Voglio ringraziare anche tutti quelli che hanno remato contro e quelli che hanno sabotato le iniziative – tipo quella del professor Cardini – perché ci hanno permesso di conoscere delle risorse che non pensavamo di avere.

Il fasciocomunismo non è morto. Qualcuno ha tentato di soffocarlo nella culla, ma non si è assicurato che fosse deceduto. Il fasciocomunismo non è morto, viva il fasciocomunismo.

Graziano Lanzidei

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