Fincantieri chiude. Licenziati protestano. Berlusconi promette di trasferire un Ministero anche là

Criminali. E pure terroristi. Ecco cosa sono gli operai della Fincantieri che hanno preso d’assalto la prefettura di Genova ferendo 6  (dico sei) appartenenti alle Forze dell’Ordine di cui il più grave ha addirittura riportato una contusione alla mano, capite? E per cosa, poi? Per protestare contro la chiusura del loro cantiere navale a Sestri Ponente. Ma roba da matti! Come se non sapessero che c’è la crisi economica e che qualcuno la deve pur pagare. E che pretendono che la paghi solo il capitalista che, poveretto, c’ha già rimesso di tasca sua, tanto che è costretto a chiudere bottega?

E con chi se la sono presa, inoltre? Con l’Amministratore delegato della Fincantieri, quel Giuseppe Bono che, manco due mesi fa, come ci riferisce puntualmente il sito della Fincantieri stessa , si era recato a Washington per sostenere l’iniziativa imprenditoriale presso il Governo statunitense. E che appena l’11 maggio scorso, con giusto orgoglio e gioia aveva comunicato al mondo intero e all’Italia in particolare questo: «Siamo onorati che il Governatore Jennifer Granholm sia entrato a far parte del consiglio di Amministrazione di Marinette Marine Corporation. Nel corso della sua carriera Ms. Granholm ha dimostrato di avere un’eccezionale competenza e lungimiranza nel business internazionale. La sua nomina testimonia il nostro fermo impegno a basare la nostra leadership e la nostra strategia di crescita all’insegna dell’eccellenza».

Come dite? La Marinette Marine Corporation è la controllata americana della Fincantieri? Volete forse sostenere che ci sia una relazione fra la nomina di Ms Granholm e la decisione di chiudere i cantieri italiani di Genova, Stabia e il ridimensionamento di quello di Riva Trigoso? Ma via, cosa andate a pensare? Pure coincidenze…

E poi, se anche così fosse, la violenza è sempre ingiustificabile. Anche perché il nostro amato Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi – Dio ce lo riguardi – in accordo con il suo infallibile partner, Umberto Bossi – Dio ci riguardi anche lui – ha già pronta una soluzione per i licenziandi: ha promesso che trasferirà a Genova il Ministero della Marina, cosicché tutti gli operai avranno un nuovo posto di lavoro da impiegati.

Cosa vogliono quegli scalmanati di più dalla vita?

Il reazionario

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