Antifà. Storie di ordinaria idiozia

Da quando ho cominciato a scrivere su questo magazine non mi era mai capitato di recensire un’iniziativa da me organizzata, pertanto cercherò di essere il più possibile obiettivo nel relazionare i lettori sulla presentazione del libro Acca Larentia, quello che non è stato mai detto (di Valerio Cutonilli e Luca Valentinotti) a Terni.

Una realtà difficile Terni: città in crisi con basso livello occupazionale, una grande acciaieria sull’orlo del tracollo (cfr. vicenda Thyssen) da quando la multinazionale tedesca che la gestisce ha cominciato ad ipotizzare un rientro in Germania; poche prospettive per i più giovani e un pensiero unico, marcatamente ‘rosso’ , che ostacola e reprime eventuali fermenti culturali e rende difficile un sano dibattito politico. Va da sé che i disagi sociali e umani vengano scaricati in forme di militanza aggressive e prive di sbocchi concreti.

Forza Nuova (sigla che rappresento a livello provinciale), in concerto con il Centro Studi Nadir ed il magazine Ordine Futuro, ha scelto l’ultimo week end di aprile per presentare il libro inchiesta su Acca Larentia. Gli anni di piombo sono di recente tornati alla ribalta con fiction e libri: dalle versioni romanzate di epopee criminali, a saggi storico-giornalistici su Brigate Rosse, NAR, Prima Linea, Ordine Nuovo; anche per questo la necessità di rendere pubblica una storia poco nota, meritevole di un po’ di quell’attenzione che stampa e magistratura le hanno negato per quasi trentacinque anni.

Importante la presenza di alcuni rappresentanti dei partiti locali, come Sandro Bordoni (dirigente nazionale di AN) , ex presidente del Fuan di Perugia e sodale di Luciano Laffranco nel periodo in cui si consumò la strage. Bordoni ha introdotto al pubblico la situazione umbra e ternana nel contesto dello scontro tra opposti estremismi, ricordando come le piccole realtà locali risentissero degli avvenimenti romani e milanesi, con conseguenti gesti violenza ed intolleranza particolarmente duri.

Contrariamente a quanto riportato da alcuni comunicati stampa firmati dalle sigle antifasciste, il volume di  Cutonilli e Valentinotti non è una cronistoria degli anni Settanta e non ha fini apologetici o revisionisti. Esso si pone come analisi del retroterra sociale e politico degli eventi che hanno condotto all’escalation di violenza, della posizione poco chiara e ostruzionista della magistratura.

Voglia di verità certo, ma soprattutto il desiderio di riproporre un pezzo della nostra storia recente molto distante dall’iconografia cinematografica made in Cattleya che affascina (e confonde) i ragazzini italiani con l’immagine stereotipata (e a tratti inaccettabile) del ‘gangster romantico’, o con il bello e tenebroso Nero di Scamarcio e Coltorti.

Una presentazione non senza polemiche, materializzatesi in inutili gesti provocatori: la ‘citazione’ di Radio città futura su quella ‘Ciavatta’ persa dai fascisti, frase comparsa nelle prime ore di sabato sulla facciata del Cenacolo San Marco, location dell’iniziativa.

Malgrado una discreta presenza di forze dell’ordine ed un comizio organizzato da Rifondazione comunista a poche centinaia di metri, nessun momento di particolare tensione.

Ad aver ferito la memoria dei caduti di Acca Larentia le violente accuse di ‘martirizzazione’ e di ‘soppressione’ delle responsabilità nelle stragi di Bologna e Brescia, rivolte a ‘Nadir’ e agli autori dai manifestanti di sinistra, atteggiamento sintomatico di come non solo la Resistenza sia tutt’oggi, per alcuni, argomento tabù.

Chicca finale il commento di un redattore ternano che definito la strofa di Generazione ’78 “ed un coro che si alza contro il vento/oggi è morto un camerata ne rinascono altri cento” apologia di fascismo.

La sentita partecipazione della gente ci spinge a non interrompere iniziative culturali mirate al tentativo di fare chiarezza, di avvicinarsi quanto più possibile alla realtà, abbandonando nel cassetto non ‘i fazzoletti neri’ ma insensati nostalgismi e reducismi.

Probabile prossima presentazione La Notte Brucia Ancora, libro relativo al tragico rogo di Primavalle.

Marco Petrelli

.

.

.

 

 

Condividi
  • Print
  • Digg
  • StumbleUpon
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks