Da anni ci tormentano con i tagli ai bilanci delle scuole, la mancanza di fondi pubblici a favore dell’Istruzione, stipendi tra i più bassi d’Europa per gli insegnanti, precari in attesa di assunzione per molti anni, tagli alla carta igienica ed alle fotocopie, ma il Veneto sembra essere un’isola felice.
O almeno questa è l’impressione che ricaviamo dall’ultima proposta lanciata dal tandem composto da Luca Zaia, governatore leghista della Regione, ed Elena Donazzan, Pdl, assessore regionale all’Istruzione: una copia gratuita della Bibbia ad ogni alunno delle scuole primarie del Veneto, come indicato in una circolare sottoscritta dall’assessore all’Istruzione, ed inviata ai genitori di ogni bambino, con la promessa che la Regione regalerà loro il Libro Sacro.
Non solo, perché è prevista anche la lettura della Bibbia in classe, con la possibilità per i bambini di commentarla. E di fronte alle giuste rimostranze dell’opposizione, l’assessore Donazzan non ha battuto ciglio. «Oltre ad essere il testo religioso più diffuso al mondo, rappresenta per tutti noi un riferimento indispensabile. E’ il riconoscimento, senza pregiudizi ideologici, che il nostro stesso vivere civile, il nostro diritto, la nostra morale, i nostri costumi sono intrisi di principi derivanti dal cristianesimo», queste le sue parole.
L’obiettivo esplicito è quello di «arginare la deriva laicista, spesso ancorata ai dettami del relativismo e del nichilismo». Nella circolare l’iniziativa è presentata come il tentativo da parte della politica di dare segnali e stimoli che si fondino su principi condivisi.
D’altra parte, l’introduzione della Bibbia nelle scuole non è certo l’ultima bizzarra trovata dei politici nostrani. Un’altra proposta, che in alcune zone d’Italia è realtà già da anni, riguarda lo Yoga nelle scuole, dato il protocollo firmato 5 anni fa dal Ministero dell’istruzione con le principali associazioni italiane della disciplina orientale. Talvolta la disciplina è svolta durante l’orario scolastico, in altri casi è addirittura consentita la partecipazione delle mamme degli alunni alle lezioni di Yoga.
Per esempio a Barletta, in Puglia, Maria Rosaria Dibenedetto, insegnante di lettere, ha dato vita al circolo didattico “Savio” mentre a Reggio Emilia la disciplina è praticata anche fin dai tre anni. Come dire: tutto fa brodo, l’importante è che non appartenga alla cultura europea, tanto odiata dagli stessi intellettuali autoctoni.
Anche se qualcuno, per fortuna, si distacca del pensiero politicamente corretto, come il sociologo e docente universitario Luciano Pellicani, che nel 2007 ha pubblicato per l’editore Rubbettino l’ottimo libro Le radici pagane dell’Europa, questo sì degno di essere diffuso tra le giovani generazioni nostrane. Ma forse, prima, sarebbe necessario smettere di blaterare insensatamente di radici giudaico-cristiane dell’Europa, difese a spada tratta anche dall’intero emiciclo del Parlamento italiano, senza distinzioni di sorta.
Alessandro Cavallini








Nella storia europea le radici giudeo-cristiane non escludono quelle cosiddette ‘pagane’ (termine un po’ vago e variegato – comunque lo stesso dicasi, in parte, del cristianesimo), ma spesso s’intersecano o l’uno include l’altro (in base alle declinazioni dei termini: Dio, Divino, mistica, laicità, sacro, etc.).
In sè, poi, non sarei contrario a priori all’utilizzo della Bibbia, che, se ‘scoperta’ nella giusta maniera (in Italia quasi nessuno ne ha una conoscenza che superi il 2/10, se messa come voto – specie tra i cattolici…), è una riserva incredibile. Difficile, invece, individuare un testo ‘pagano’. Certo, si potrebbe leggere l’altro libro “per tutti e nessuno” come “Così parlò Zarathustra”; oppure, come ottima sintesi del senso del ‘divino’, l’eccellente “Filosofia perenne” di Aldous Huxley. Ma è chiaro che qui il ragionamento è più elitario. D’altronde, come sperimentazione, se utilizzate per ampliare gli ‘orizzonti’, e migliorare la comunicazione intra-interpersonale, ben vengano Yoga e PNL o altro. Ce n’è un bisogno a dir poco immenso.(di comunicazione ‘efficace’, autostima, distacco dagli ‘automatismi’, ecc.).
Certo, i problemi enunciati all’inizio dell’articolo sono fondamentali, come pure la laicità e la aconfessionalità (o interconfessionalità) della scuola pubblica. Quindi, vanno bene le sperimentazioni, se liberamente accettate e a costo nullo (o quasi: una Bibbia la si può trovare pure a pochi euro), ma prima le priorità.
Nicola Perchiazzi
Dal caos la stella danzante