Sentenza Thyssen. Sentite che dice il Pd…

«E’ una sentenza dura, alla tragedia non si sommi un’ingiustizia», e poi «Il processo lascia sconcertati nell’esito, si va oltre la punizione dei responsabili».

Indovinate un po’ chi ha rilasciato queste dichiarazioni? I soliti commenti dei fans di Silvio Berlusconi a proposito di una sentenza di condanna? Nulla di tutto questo! I due commenti sopra riportati che contestano una sentenza della magistratura italiana, sono stati pronunciati rispettivamente dal sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo e dal presidente della Provincia Feliciano Polli, esponenti del PD, e si riferiscono alla sentenza di condanna dei vertici della Thyssenkrupp per la strage causata dal rogo della linea 5 dello stabilimento di Torino, rogo che il 6 dicembre 2007 causò la morte di sette operai.

La sentenza che molti hanno definito storica, e per certi versi lo è, ha condannato i responsabili della multinazionale tedesca, e soprattutto l’amministratore delegato di ThyssenKrupp Italia a 16 anni di carcere per omicidio volontario. Il primo, in quanto il manager, era consapevole del rischio di gravi incidenti per i lavoratori nello stabilimento ed aveva deciso di correrlo, rinunciando ad investire in misure di prevenzione antincendio la somma messagli a disposizione pochi mesi prima dal working group della Tk sulla sicurezza: 800 mila euro per installare un impianto di rilevazione di fumi e spegnimento automatico del fuoco. Di fronte alla prospettiva di chiudere a breve la fabbrica, decise di conservare la somma e spenderla per il trasferimento della linea 5 agli stabilimenti di Terni.

I pm Guariniello, Longo e Traverso hanno sostenuto nella loro requisitoria: «L’imputato ha fatto prevalere l’interesse economico sul fattore umano». Il tribunale ha accolto le loro ragioni rendendo così giustizia alle vittime ed ai loro familiari.

Sindaco e Presidente della Provincia di Terni, la città ove ha sede la Thyssenkrupp in Italia non hanno perso tempo e pur ribadendo la solidarietà alle vittime hanno rilasciato i commenti prima riportati. Quindi per i due esponenti del PD, due politici di centrosinistra di lungo corso e grande peso, la sentenza che per la prima volta condanna dei “padroni” per aver risparmiato volutamente sui costi della sicurezza dei propri lavoratori, mettendo a repentaglio la vita di centinaia di uomini e provocando la morte di sette di loro è un’ingiustizia che lascia sconcertati, in quanto c’è il timore reale che la Thyssenkrupp adesso chiuda anche lo stabilimento di Terni come ha fatto con Torino, e trasferisca la produzione all’estero.

E’, quindi, normale – per loro – che una multinazionale, oltre a fare ai lavoratori discorsi del tipo “se non accettate questa organizzazione del lavoro chiudiamo e ce ne andiamo” o “niente aumenti salariali o stabilizzazioni dei dipendenti a tempo determinato perché non possiamo permettercelo” che una multinazionale possa anche violare la legge e, se condannata, chiudere i battenti e trasferirsi in un altro paese, dove le condizioni di sicurezza sono inesistenti e non ci sia quindi il rischio di violare la legge per risparmiare.

Di fronte ad una possibile minaccia di questo tipo non sia mai che si inviti la città ed i lavoratori alla mobilitazione: meglio chiedere ai magistrati di essere un po’ più accomodanti.

Se qualcuno si era stupito di vedere alcuni grossi esponenti del PD, vecchi o nuovi, burocrati o rottamatori, invitare gli operai della Fiat ad accettare supinamente le condizioni di Marchionne sulla riorganizzazione del lavoro in fabbrica, che reazione ci può essere adesso di fronte alla posizione di altri esponenti del Partito Democratico che giudicano eccessive le sentenze di colpevolezza dei vertici, vertici che sono stati condannati solo per aver violato la legge provocando la morte di sette persone.

I difensori della legalità senza se e senza ma  non hanno proprio nulla da dire su questa vicenda? Il PD che tuona ogni giorno contro gli attacchi alla magistratura da parte dei berlusconidi, non ha nulla da dire contro alcuni suoi esponenti che si piegano alle logiche ricattatorie della Thyssenkrupp e attaccano alcuni magistrati che hanno applicato la legge? Il silenzio sembra veramente assordante.

Raffaele Morani

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