Una speranza chiamata Marina

Giuseppe Di Gaetano

In un dibattito organizzato all’inizio degli anni settanta, come segretario giovanile della storica sezione Garbatella, andavo sostenendo come la via d’uscita alla stagnazione storico politica fosse rappresentata dall’Europa. La simpatia concessa all’allora giovane e l’interesse generico, in un trafiletto sul Secolo d’Italia, rimane di quell’evento, insieme con la convinzione rafforzata dalla persistenza delle idee.

Europa le cui radici siano facilmente riconoscibili nei processi storici che hanno portato alla situazione attuale. Fondamenta cristiane compendiate dialetticamente nell’interminabile contesa che contrappose Gemelli a Gentile, fino alla messa all’indice dell’opera gentiliana, ma nella quale, io cattolico, mi sento di affermare in tutta serenità: Gentile aveva tutte le ragioni. E’ inutile divagare. Se si vuol normare in chiave attuale la laicità dello stato, ben definita del resto dalla nostra Costituzione, lì bisogna andare a cercare. Detto e ripetuto.

Altro quesito. La sponda opposta è Europa o no? La risposta è nella storia degli ultimi duemila anni. Un nome/simbolo per tutti. Federico II di Svevia, visto che Mussolini non si può ancora nominare. L’opposta sponda è sponda romana, parla francese, italiano, inglese e spagnolo. Ha tradizioni e culture sovrapponibili con le nostre. Possiamo affermare, senza operare strappi, che sono addirittura le nostre. Cosa aspettiamo? Il permesso di qualcuno? La religione, quando è autentica religatio non costituisce problema. Vogliamo lasciar tempo al fondamentalismo di impadronirsi di quelle regioni? Vogliamo creare conflitti là dove ancora non esistono? Granada e mezza Palermo, per citare i primi due nomi che mi vengono in mente, testimoniano dell’influenza culturale reciproca. La cultura esiste. Realizziamo lo stato.

Ho molto fiducia in Marina. È coraggiosa e porta un nome importante. Molte cose non le condivido, altre si. Il padre ha avuto il coraggio di parlare, fuori dagli schemi, di argomenti indiscutibili, quando parlare costituiva un rischio. In Europa è stato uno dei primi, forse in modo frettoloso, ma chi aveva tentato un approccio sistematico, leggi De Felice, è stato linciato. Non ha intenzione alcuna di passare per Fiuggi e state sicuri che manterrà la promessa. Nessun inciucio all’orizzonte, nessun predellino possibile. Lasciando all’Europa una speranza. Bisogna che il samizdat continui. Lei è pronta per il grande salto. E noi di cosa ci stiamo occupando? Ancora qualche giorno e saranno tutti a parlare di lei.

A proposito, si tratta di Marine Le Pen.

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