L’ITALIA VA IN MALORA? L’IMPORTANTE È SALVARE BERLUSCONI

Roma, 1° marzo 2011 – Niente. Non se ne esce. Il Nord Africa è in fiamme. Aumenta la benzina e, di conseguenza, aumentano tutti i generi di prima necessità. L’inflazione italiana a febbraio è salita al 2,4% (alla faccia della stabilità dell’euro). La disoccupazione giovanile sale al 29,4%. Un altro soldato italiano è morto in Afghanistan. E il nostro parlamento di cosa discute? Indovinate. Ma via, è facile: Fabrizio Cicchitto, Marco Reguzzoni e Luciano Sardelli  hanno appena inviato al presidente della Camera, Gianfranco Fini, una lettera nella quale chiedono di sollevare conflitto di attribuzioni fra i poteri dello Stato «a tutela delle prerogative della Camera», sul caso Ruby e compagnie di avventura del Re dei Cachi.

Io non so se chiunque altro al posto dell’attuale premier sarebbe in grado di risolvere uno, almeno uno, dei problemi reali. Ma di una cosa sono sicuro: con chiunque al suo posto il dibattito politico, almeno quello, avrebbe ben altro di cui discutere. Qui, invece, si fanno sempre e solo i conti con i bisogni più o meno di cuore, sesso, tasche di Silvio Berlusconi.

L’antiberlusconismo per l’antiberlusconismo non ci interessa. Abbiamo più volte ribadito che il Re dei cachi deve essere liquidato per via politica. Ma non ci interessa nemmeno il berlusconismo di chi, di fronte a crisi internazionali, politiche ed economiche lavora in parlamento solo per curarne gli interessi personali. O meglio: non ci interesserebbe se non fosse la sola attività a cui ci costringono i berluscones in servizio permanente effettivo.

Domani troveremo tutte le prime pagine dei giornali impiastrati di questa dirimente ossessione: ma basta!!!

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