10 milioni di firme. Taroccate ed inutili…

Angela Azzaro

In attesa di sapere se il processo Ruby avrà vere conseguenze su un governo che continua a dimostrare molta longevità, resta – ancora una volta – da fare i conti con l’opposizione.

E qui iniziano le note amare. Perché davanti a un movimento che si dimostra sempre più vitale e arrabbiato, come quello delle donne, la politica continua a muoversi come un elefante in una cristalleria. Due dati emergono infatti da questi ultimi giorni: il fastidio del Pd verso il successo di Vendola non scema e il populismo che non riesce però a essere né convincente, né determinante.

Il primo caso è sotto gli occhi di tutti. Hai un politico che piace e che può vincere? Beh, invece di valorizzarlo fai di tutto per farlo fuori, criticarlo, sminuirlo. In attesa di che cosa? Di un papa straniero che poi è il solito eroe che dovrebbe salvarci e che non ci salva mai. Poco importa se sia Saviano o De Benedetti: la logica è sempre quella messianica e calata dall’alto da una classe dirigente che già da tempo dovrebbe essere andata a casa.

E invece sta lì. Per fare cosa? L’ultima trovata è stata quella della raccolta firme contro Berlusconi. Dieci milioni in meno di un mese. Un record. Se non fosse che chiunque abbia esperienza di raccolta firme sa bene che è impossibile: ci vuole molto più tempo e più impegno. A sancire che si è trattato di un bluff ci hanno pensato i nomi di Pipo, Pluto e Paperino, senza dimenticare Hitler e Berlusconi. Insomma sono comparse una serie di firme false che di fatto invalidano l’intera operazione, facendo fare una magra figura al segretario del Pd, Bersani, che le aveva tanto volute e sbandierate.

Ma supponiamo che non fosse andata così e che Bersani avesse fatto una bella figura presentando nomi e cognomi corrispondenti alla realtà. Ebbene, anche così sarebbe stata un’operazione di bassissimo livello. Da quando in qua un governo si batte populisticamente con una raccolta firme e non con il ricorso alle urne, e ancora prima con un’opposizione fatta di contenuti e proposte davvero alternative?

Il guaio, temiamo, è proprio questo. Che alla ferocia e alla grettezza di questo governo l’opposizione non sappia opporre una vera alternativa. Si inventa trovate come quella della raccolta firme per tentare di fare qualcosa, per dimostrarsi attiva davanti agli elettori, per  dimostrare che fa qualcosa di sinistra. Ma è evidente il buio in cui brancola. Molto più difficile sarebbe invece confrontarsi con le richieste dei cittadini e delle cittadine e con loro iniziare a costruire un programma vero per battere Berlusconi.

Un compito che pare improbo ma che qualcuno dovrà pure iniziare a fare, avendo a cuore non solo la conservazione di quello che eravamo di buono e che Berlusconi ha distrutto o vuole distruggere, ma anche iniziando a immaginare il futuro, avendo il coraggio di andare avanti. A forza di resistere, abbiamo dimenticato  come si faccia a pensare un Paese diverso, migliore, in grado di affrontare una crisi strutturale.

L’antiberlusconismo fine a se stesso rischia di essere  un alibi per non affrontare anche la crisi della sinistra e per non cercare soluzioni prima che sia troppo tardi e Berlusconi, o chi per lui, vinca un’altra volta.

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