Storia della musica alternativa non-conforme

Marco Petrelli

Il Festival di San Remo è appena finito. Da mezzo secolo e oltre la manifestazione canora ci accompagna ogni inverno, presentandoci nuove voci o riproponendo “vecchie glorie” come Roberto Vecchioni che, malgrado gli svariati anni di servizio, riesce ancora a ruggire e vincere.

Una tradizione, dunque, che non stanca anzi, continua ad avere buoni risultati quanto a share.

Si sa, gli italiani sono un popolo amante delle tradizioni, soprattutto di quelle che hanno rappresentato ( e continuano a farlo) una sorta di continuità, di abitudine nella vita di ciascuno.

Ad esempio Radio Italia Buonasera, palinsesto radiofonico della BBC in lingua italiana, fu conosciuto durante la guerra come Radio Londra. Trasmise per quarant’anni e, nell’ 81, vantava ancora centomila radio ascoltatori.

Un frammento di storia della musica italiana rivivrà, nel suo piccolo, a Roma il prossimo sabato.

Non sentiremo, ma soprattutto non vedremo Vecchioni, Morandi o Belen, più “modestamente” Guido Giraudo e La Vecchia Sezione in concerto.

L’associazione culturale RAIDO, in collaborazione con altre sigle note dell’ambiente “non conforme”, ospita una mostra per immagini (e suoni) di quarant’anni di note alternative. Per chi non lo sapesse, con “alternativa” si intende la musica nata nell’ambiente politico della destra dei ’70. Compagnia dell’Anello, Amici del Vento, Junker, ZPM sono solo alcune delle formazioni che hanno segnato il cammino di questo genere mai tramontato e che ha ricevuto nuova linfa da complessi che continuano a sorgere nelle più diverse comunità.

Presenze di rilievo il già citato Guido Giraudo, presidente dell’associazione Lorien (vero e proprio archivio dell’ alternativa) e Maurizio Rossi, saggista e figura storica del Fronte della Gioventù di Firenze, già culla della Nuova Destra di Marco Tarchi e dell’indimenticabile giornale La Voce della Fogna.

Tra interventi, dibattiti, fotografie e documenti multimediali, si ripercorrerà una storia che inizia dalle chitarre della “Compagnia” e degli “Amici del Vento”, (quando la “musica contro” era un modo di raccontare lo status difficile del militante di destra), passando per Montesarchio (il primo Campo Hobbit, 1977), fino ad arrivare agli anni duemila.

A fianco di figure storiche dell’ambiente, l’associazione culturale La Fenice di Firenze e Cantiribelli.com rappresenteranno una sorta di continuità ideale e culturale tra le origini del genere musicale e il presente.

L’evento avrà luogo a Roma, sabato 26 Febbraio.

Piacerà, ai militanti di ieri e a di oggi, a coloro la cui militanza ha avuto una colonna sonora cantata da Junio o da Carlo Venturini.

Piacerà meno ai cultori di San Remo, o più in generale ai sostenitori del new sound, a quelli che stanno attenti alla qualità della registrazione o ad eventuali stonature.

Qualunque sia il punto di vista, LA STORIA DELLA MUSICA ALTERNATIVA è un evento culturale e come tale andrebbe affrontato, con spirito critico di analisi per cercare di comprendere al meglio una parte del passato più prossimo del nostro Paese.

Non troveremo Morandi o Ranieri, magari qualche contenuto di Massimo Morsello, il “De Gregori Nero”. A Marzo, poi, ricorrerà il decimo anniversario della morte di Morsello e, per i cultori della musica alternativa, sarà tappa forzata l’evento organizzato da Forza Nuova nella Capitale.

Marco Petrelli

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