Ma quale Unità? L’Italia è morta…

Graziella Balestrieri

Io non mi sento italiano,
ma per fortuna o purtroppo lo sono
… per altri siamo solo spaghetti e mandolini
allora qui mi incazzo son fiero e me ne vanto,
gli sbatto sulla faccia cos è il Rinascimento

Giorgio Gaber

Da un certo punto di vista, guardando da una prospettiva più razionale e meno sentimentale e appassionata l’Italia come Nazione è morta. Ovviamente prima di tutti se ne sono accorti i leghisti e sempre a ragione e mai a torto si rifiutano di festeggiare un morto. Si sa la tradizione  per loro è importante per cui un lutto è un lutto. Bisogna riflettere e stare in silenzio. E casomai “lavurar, lavurar ”. Per cui Milano & co terranno uffici aperti e chi si è visto si è visto, magari ad una certa ora verranno seguiti tre minuti di silenzio, il segno della croce sulle dita laboriose, ed uno sguardo fiero rivolto verso la stella delle Alpi.

L’Alto Adige osserverà silenzio e rispetto sui monti, magari cantando un piccolo yodel e poi come si usa nel rispetto della Patria i ministri Bossi, Calderoli (niente, Maroni non entra, lui è troppo sensibile a queste cose) andranno a stringere mani durante le cerimonie per esprimere cordoglio in rappresentanza dello Stato, quello italiano.

La storia la sanno più o meno tutti, il sangue del Sud, un Sud derubato, un Sud mortificato ed invece il Nord è sempre quello che sta peggio. Va bene così concediamo sangue a tutti. Non credo sia un problema. Ma  la questione è: ha ragione la Lega a dire che il 17 marzo è un giorno di lutto o ha ragione il Presidente Napolitano che ha dovuto emanare un decreto per i festeggiamenti? E in una Nazione normale la mia domanda non sarebbe allucinante? Pensate che per festeggiare l’Unità della nostra Nazione, e sottolineo unità, è stato necessario varare un decreto. La maggioranza si è spaccata, e lì pronto il decre-tino a riparare i malumori.

Nella mia visione , fondamentalmente calabrese, per cui italiana (porgendo le mie scuse a Borghezio se mi sento italiana e non terrona)ho trovato molto più vergognoso un decreto per festeggiare l’Unità d’Italia che non il fatto che i leghisti l’abbiano preso come un giorno di lutto. Come al solito il marcio è da principio, nel senso che non si può dar torto alla Lega, sappiamo benissimo che il loro capo con il nostro beneamato tricolore si ci puliva il culo, lo sappiamo benissimo che non cantano l’Inno di Mameli, lo sappiamo benissimo che entrano in Parlamento italiano con la cravatta verde, sappiamo benissimo che esisterebbero leggi da applicare contro chi “nega” l’esistenza dell’Italia come unica ed indivisibile. Ma questo non importa , non importano i morti, importante è tenere in piedi il governo e poi la legge non è uguale per tutti.

Poi la bandiera italiana possiamo anche arrotolarla in bagno come carta igienica ed allo stesso tempo stenderla sulle bare dei ragazzi morti. La differenza non c’è. L’Unità d’Italia come Carnevale (scusate bambini), chi si vuole “travestire “ da italiano è libero di farlo, altrimenti se ne stesse a casa sua.

Come Nazione abbiamo fatto passi in avanti: siamo diventati liberi di scegliere ma non saremo mai uniti. Perchè se lo Stato rappresenta i cittadini allora non è valida nessuna discussione. In Parlamento c’è gente che non si sente italiana, che prende i soldi dallo stato italiano, che rappresenta lo Stato italiano all’estero. Un vergognoso senso di appartenenza allo Stato. Ed hanno ragione, perché sono loro che alla fine hanno vinto. Loro a cui è stato concesso spazio televisivo per dire che il 17 marzo è lutto, a loro un decreto per “dover” festeggiare.  A loro vien concesso di festeggiare bevendo  acqua che sgorga dal Po, nell’ampolla, canticchiando un Va’ pensiero che rimane in Padania, come se in Calabria o in Campania una volta l’anno ci riunissimo a venerare il Regno dei Borboni (magari potremo anche iniziare a farlo, tanto non dice niente nessuno).

Il problema è proprio questo: che nessuno dice niente, che facciamo finta di essere italiani e non lo siamo, che abbiamo bisogno di una legge per affermare questo concetto. Ed in questo caso il senso di vergogna è alto, da italiano. Mortificare una Nazione nella sua essenza, nel suo essere. Questa è la morte. Di fondo hanno ragione i leghisti,il 17 Marzo nonostante i festeggiamenti il cuore dell’Italia sarà a lutto, perché?

Perché non si festeggia la propria “madre” perché si è “obbligati” la si festeggia perché a questa madre dobbiamo la vita ed il cuore, nel bene e nel male. Da questo punto osservando da Sud avendo una visione più passionale e meno razionale, la mia Nazione è morta. Dispiace dirlo, ma o si cambia chi rappresenta questa Nazione o la Nazione non sarà mai rappresentata, perché sono gli uomini che fanno la storia, come Garibaldi lo fu allora, oggi Calderoli … e come facciamo a non vergognarci e a non stare a lutto?

Al grido di “Italia, Italia” molti di noi non si volteranno, per questo i funerali non si svolgeranno in via riservata: la vergogna non deve essere di pochi ma di tutti!

Graziella Balestrieri

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