Fumett’Altro. Le ucronìe di Mario Farneti

Roberto Alfatti Appetiti

Con il se e con il ma, la storia non si fa. Giusto. Lo sanno tutti, niente da eccepire. Però, con il se e con il ma, di storie possono farsene tante altre. Anzi, ognuno può farsela come vuole. E capita che a volte possa valere la pena. Sì, parliamo di ucronìa, storia alternativa, il genere narrativo che non solo prevede la possibilità che gli eventi abbiano preso una piega diversa da quella reale ma fanno proprio di questa “devianza” un elemento costituente.

Ricordate l’ineffabile Luca Luciani, il dirigente Telecom che nel 2008, per spronare i suoi venditori, li invitò a fare come Napoleone a Waterloo? Sì, perché secondo lui – da fine motivatore – il corso a Waterloo aveva vinto contro tutto e tutti. Il suo capolavoro, quella battaglia, la definì proprio così. Un vero ucronico ante litteram, sia pure involontario. Un esempio da non seguire, per i manager, ma molto utile per chi volesse misurarsi con questo genere.

Questa la ricetta: prendete un po’ di fantascienza e mescolatela alla fantapolitica, condite il tutto con una spruzzata di utopia e un’inevitabile retrogusto di distopia (uno, due e tre: tutti su google!)… ed ecco il nuovo albo a fumetti di Occidente che le edizioni Cagliostro E-Press si apprestano a pubblicare. Gli albi, neanche a dirlo, sono tratti dal ciclo di romanzi di Mario Farneti, pubblicati in Italia per la prima volta dall’editrice Nord. Liberamente, come suol dirsi, ma fedeli, tanto da aver raccolto l’entusiastica adesione dell’autore che vede così – parole sue – un sogno realizzarsi.

La riduzione, in effetti, è molto buona e, unita a disegni di grande suggestione, ne viene fuori un lavoro all’altezza dei romanzi. Una scommessa tutt’altro che facile, se si considera il successo registrato della trilogia – Occidente, Attacco all’Occidente e Nuovo Impero d’Occidente – e le aspettative dei lettori che seguono da anni questo autore cult, nato a Gubbio sessant’anni fa.

Una cosa è certa: come è accaduti per i romanzi, prima, e con gli albi a fumetti, dopo, le polemiche non mancheranno. L’accusa sarà sempre la stessa: propaganda fascista! Perché nella realtà “altra” di Farneti il fascismo è vivo e vegeto, l’Italia non si è mai schierata con Hitler e addirittura è risultata determinante per sconfiggere il comunismo e l’armata rossa. E quel che è più importante è che, nella sua visionarietà, Farneti non si limita a inventare una storia ma affonda le sue attenzioni nell’attualità, uscendo dai confini angusti della narrativa di genere per confrontarsi con i nostri giorni e con le tematiche più complesse della modernità. Imperdonabile. Non demonizza gli avversari, non cade nel tranello dello scontro di civiltà e tantomeno strizza l’occhio al nostalgismo. Il coraggio, la lealtà, il sacrifico e l’amor patrio, liberati dalla retorica, animano personaggi credibili, mai ridotti a macchiette o esaltati come eroi. Il tutto reso efficacemente dal linguaggio delle immagini. Giudizio: imperdibile!

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