Fumett’Altro. Buon compleanno Alan Ford

Roberto Alfatti Appetiti

«Più di un valent’uomo è stato rovinato da una donna». Così parlò Charles Bukowski, detto Hank. Tutt’altro che misogino, l’autore delle celebri storie di ordinaria follia scelse questa frase come epigrafe proprio a Donne, uno dei più intensi tra i suoi libri spudoratamente biografici.

Ad arrivare alle stesse conclusioni – affrettate? – sono arrivati negli ultimi tempi molti dei lettori abituali di Alan Ford, la mitica serie creata nel 1969 dal grande vecchio del fumetto italiano Luciano Secchi e dall’indimenticato disegnatore Roberto Raviola: in arte Max Bunker e Magnus.

Da più di quarant’anni la più scombinata squadra di agenti segreti è rimasta ininterrottamente nelle edicole, sceneggiata come sempre dall’instancabile Max Bunker, attraversando com’è inevitabile alti e bassi. Se gli alti hanno fatto sì che la ristampa dei primi 60 numeri, programmata recentemente da Mondadori, sia stata “allungata” con altre uscite ancora in corso, per il giubilo dei lettori vecchi e nuovi, non sono mancati i bassi. E i bassi, intesi in particolare come disaffezione del vecchio pubblico di fedelissimi, avrebbe – a sentir loro – un unico capro espiatorio, anzi, sia detto senza offesa, una capra: Minuette, la maghetta fidanzata con il nostro Alan Ford, l’ultima arrivata della scuderia bunkeriana.

Facciamo un passo indietro: nata in Francia, Minuette, rimasta orfana all’età di quattordici anni, inizia ad adescare marinai per derubarli. Arrestata, viene condotta nella casa di correzione gestita da Yvonne Leclarc che, maga anche lei, addestrava le detenute al furto. Appreso il mestiere con una certa disinvoltura, si sposa con Jean Macon per migliorare le proprie arti magiche e insieme, va detto, formano una affascinante coppia di ladri specializzati in incantesimi. Finché, una volta in America e rimasta vedeva – necessitando di un permesso di soggiorno – si imbatte in Alan. Matrimonio d’amore o piuttosto di convenienza? Sta di fatto che il numero 500, da pochi giorni in edicola in un’edizione più voluminosa del solito, corona proprio il lungo fidanzamento tra il bello e ingenuo protagonista e l’avvenente maghetta – nel senso dei poteri ma anche della sua capacità di manipolazione degli uomini e dei mariti –  ormai anch’essa membro a tutti gli effetti della “banda”, tanto da essere diventare socia di Alan nella nuova “Agenzia Investigativa T.N.T. – Prezzi modici”.

Oggi sposi si intitola l’albo numero 500 e per molti, come dicevamo, segnerà la capitolazione definitiva di Alan Ford, non più lo spiantato ragazzo che conoscevamo – e come tale sfortunato in amore (malgrado una bellezza ispirata all’attore Peter O’Toole) – ma un corteggiato “ereditiero” (già, molti del vecchio sgangherato manipolo di spiantati hanno fatto fortuna).

Noi naturalmente ci auguriamo di no e che i giornaletti della collana – l’ultima a resistere nel formato “tradizionale” dei pocket – rimangano a lungo quella gustosa miscela di avventura, umorismo e satira della società italiana.

Sì, perché malgrado le storie siano ambientate in una immaginaria New York, i riferimenti alla “nostra” attualità non sono mai mancati: dalla corrosiva presa in giro dei servizi segreti più o meno deviati che hanno agitato la nostra storia patria alla cronaca più recente, cui Max Bunker – senza mai perdere un colpo –  ha attinto a piene mani, inserendo spezzoni di vita reale, sangue e omicidi qua e là e accendendo spesso e volentieri focolai di rivolta di addetti ai lavori e pubblico.

Basti ricordare, al riguardo, la vicenda di Erika, catapultata in un albo di Alan Ford tra le proteste della critica militante. Tanti auguri alla nuova coppia, pertanto, ma l’auspicio è che l’amore non trionfi. O meglio che Alan non smarrisca la vocazione all’irriverenza, all’avventura e all’ironia.

Roberto Alfatti Appetiti

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