Polverini. Come ti liquido la sanità pubblica

Susanna Dolci

Abbiamo parlato di lei numerose volte qui su Il Fondo. L’avevamo anche intervistata lo scorso anno, quando era stata eletta Segretario Generale dell’UGL [Renata Polverini l’Ugl e il 1° maggio] . Pensavamo che avrebbe incarnato il volto nuovo della politica italiana. Donna, dinamica, di polso, tesa al sociale, al lavoro ed ai diritti dei lavoratori…. Pensavamo questo… Ed invece lo schiaffo in faccia ci è arrivato più o meno diretto nei giorni scorsi anche se le avvisaglie non erano mancate nei mesi precedenti ovvero del suo nulla fare alla Pisana se non contare poltrone e poltroncine.

La mazzata tra capo e collo è sopraggiunta lo scorso 30 settembre quando la governatrice del Lazio, Renata Polverini, ha presentato, con il sub commissario Mario Morlacco, il piano di rientro della Sanità regionale al tavolo di verifica del governo che lo stimerà il prossimo 13 ottobre. Od anche del riordino degli ospedali, delle ASL in quattro uniche macroaree e delle cure tra pubblico e privato. In cifre, il tutto  corrisponderebbe alla probabile chiusura (ma lei preferisce usare il termine gentile di “riorganizzazione”) di 17 ospedali, alla già cessazione di altri 2, al dubbio su altri 3. Ovvero della “soluzione finale” per circa 24 piccoli nosocomi. Tra i 2865 ed i 3058 posti letti da rivedere (così da arrivare, taglia qua e taglia là, a circa 4 letti x ogni 1000 abitanti) e 5 province in ginocchio per le cure medico ospedaliere (Frosinone, Latina, Rieti, Roma, Viterbo).

Tutto questo baillame per guadagnarci approssimativamente 30 milioni di euro anche se il disavanzo sanitario da colmare è invece pari a circa 1 miliardo e 400milioni (spicciolo più o meno),  risultato certo dello sfacelo di almeno tre giunte regionali precedenti (Piero Badaloni, Francesco Storace, Piero Marrazzo). Però l’energica virago ha assicurato che non verranno aumentate le addizionali Irpef e Irap e di rivedere la destinazioni dei fondi regionali. Complimenti che brava!

Esterino Montino, capogruppo PD alla Regione è sgomento come d’altronde numerosi sindaci dell’hinterland romano (ma pronti a dare battaglia durissima) dalla tabula rasa sanitaria della Polverini e non nasconde forti preoccupazioni per la trasformazione degli appunto 24 ospedali pubblici della provincia romana su citati di cui 22 saranno pari a mini poliambulatori e 2 addirittura estinti. I cittadini ed i loro territori vengono così ad essere privati del diritto primario alla salute ed alla sua tutela.

In sintesi: l’offerta sanitaria che già faceva schifo verrà a trasformarsi in un vero e proprio supplizio per le categorie deboli dei malati. E bisognerà proprio augurarsi di stare bene, corna facendo. Ma attenzione: lei, che ama partecipare a sagre e banchetti riconciliatori, non disdegna affatto «le riconversioni nel privato» soprattutto per quel che concerne la delicata questione della riabilitazione fisico motoria. Via libera così a hospice e RSA, residenze sanitarie assistite, con rette mensili da vari e propri nababbi e non certo per quei morti di fame dei pensionati sociali.

Per non parlare di quei decreti regionali (95°/2009 e 51°/2010) che dal 1 luglio scorso hanno disposto la partecipazione alle spese degli assistiti disabili in regime di strutture residenziali o semiresidenziali in mantenimento per il 30% della retta giornaliera, attualmente a carico del sistema sanitario regionale. Decreti anticostituzionali, a dir poco, che fanno pagare agli handicappati ed alle famiglie o ai tutori le cure giornaliere e che mani regionali “sapienti” avrebbero potuto rivedere o bloccare invece di far approvare alla chietichella nella calura estiva e sua distrazione. E sono già numerosi i genitori ed i ragazzi pronti ad abbandonare le strutture speciali di cura perché non in grado di sostenerne le spese. Alla faccia così “del buon governo” o “del governo del fare” che tanto la Renata andava strombazzando in campagna elettorale con il suo padrino Silvio Berlusconi. Non sia mai che si tocchino appalti, subappalti, commissioni e sotto commissioni delle sotto ricomissioni, le spese inutili, gli esuberi vari della ed alla Pisana, auto blu, campagne preelettorali, regalie, etc. etc. etc.

«Vogliamo far partire dal Lazio un nuovo modello di governo fatto di scelte forti e chiare ai cittadini» ha detto sua Signoria in apertura del convegno “Lazio, una Regione solidale e partecipata” dello scorso 1 ottobre. «Metteremo a sistema il nostro territorio per una crescita intelligente, sostenibile, ordinata ed inclusiva. È un modello che dovrà ottimizzare gli interventi pubblici, basato su conoscenza, rispetto ambientale e alti livelli occupazionali». Tradotto in parole povere: se sei il solito amico degli amici come sempre non verrai toccato e continuerai a fare e disfare. Se sei un poveraccio normale, attaccati e tira forte sperando che corde, cordoni e similari non si spezzino… Altrimenti sono sempre e solo emeriti c…. tuoi!

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