Dilma Rousseff. L’esempio brasiliano

Graziella Balestrieri

Nemmeno una mente stracolma di immaginazione potrebbe pensare  un Veltroni o un  D’Alema appoggiare e sostenere la candidatura alla Presidenza del Consiglio di una donna, tipo Finocchiaro o Bindi e dall’altra parte chi può pensare che Fini possa magari sostenere una Bongionro o una Napoli? In queste idee così “maschie” sia destra che sinistra si incontrano benissimo.

Ovviamente questi pensieri vengono a galla, quando dall’altra parte del mondo quasi sicuramente il prossimo presidente sarà una donna Dilma Rousseff [nella doto in alto], fatto questo che dovrebbe già far stropicciare gli occhi, ma quello che è ancora più evidente è che un uomo, e non qualunque appoggi e sostenga questa candidatura. Si tratta del presidente uscente Lula. Eh si un uomo che sostiene una donna. In Italia non si è quasi mai visto e se così è stato la traccia non è pervenuta.

Il Brasile rappresenta uno dei nuovi colossi economici sulla scena mondiale. Lula, tanto temuto almeno iniazialmente dagli americani, lascia nelle mani di una ex guerrigliera (con rispetto parlando e nessun tono ironico, ognuno combatte le battaglie che ritiene opportune anche nei metodi) un paese che è riuscito a guadagnare il 30 per cento sul dollaro americano  e che ha compiuto quei cambiamenti sociali che Obama con gran difficoltà non riesce nemmeno a farsi approvare. 35 i milioni di poveri risollevati mentre l’America crollava e gli 8 milioni di posti di lavoro venivano meno e la soglia di povertà andava ogni oltre peggiore aspettativa. E l’America non ci sta, nonostante Obama, temiamo che anche questa presidenza le darà dal filo da torcere. La paura americana per riflesso toccherà anche all’Italia, chi vive di luce riflessa è destinato ad avere l’ombra come migliore compagna.

La nuova presidentessa (almeno questo è un augurio) si troverà con l’Italia a ridiscutere il caso Battisti. Stando ad alcune dichiarazione lei ce lo ridarà indietro, ma forse ogni tanto sarebbe anche meglio che l’Italia avesse il coraggio di alzare la voce e di prendersele da sola le cose che le spettano. Atttendiamo fiduciosi,  nel frattempo guardiamo sventolare l’ennesima  bandierina bianca  dei  capitalisti e delle super potenze che han terminato le scorte del viagra dinnanzi al nuovo che avanza, una donna , che il Wall street journal ha catalogato già come “un ex guerrigliera alla guida del Brasile” . Sarà una donna che ha nel suo passato la lotta armata, rapine in  banca per sostenere i guerriglieri più tre anni di carcere che fortificano sempre a guidare il Brasile.

La differenza sostanziale tra l’Italia e il Brasile sta nel fatto che se guardiamo il panorama poltico la scena femminile è occupata da donne che provengono da tv, cinema ed altre zone della terra e le poche guerrigliere “rimaste”, Bindi , Finocchiaro, Napoli (ed altre sicuramente, ma non essendo famose non me ne sovvengono i nomi) occupano posizioni di scarso rilievo. Diciamoci la verità il maschio politico italiano ha paura dell’intelligenza che può venire da una donna anche perchè se guardiamo chi ci governa difficilmente potremmo pensare che riesca a vederla in un’ottica diversa . Quindi se la Rousseff ha imbracciato le armi qui in Italia “imbracciamo” la matita e pensiamo : donna in politica, verticale o orizzontale?

Graziella Balestrieri

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