Teresa Buonocore. Altro che Montecarlo

Giuseppe di Gaetano

Nell’orgia delle notizie che si rincorrono è sparita l’unica che avrebbe dovuto tenere bloccata l’informazione per settimane e settimane. Tra case a Montecarlo, mausolei pronti all’uso, intercettazioni, banche, totomaggioranza, è stata archiviata, mostrando quasi fastidio, quella che riguarda l’omicidio di Teresa Buonocore di 51 anni, assassinata a Napoli perché aveva denunciato i violentatori della figlia.

Non voglio girarci intorno. La parola scritta va interpretata e mostra meno energia di quella pronunciata. Vorrei tuttavia che questo scritto trasmettesse tutto il mio disgusto, l’irritazione incontenibile, verso un popolo intento al conteggio dei franchi tiratori, che non vuol sentir parlare di ciò che accade nella porta accanto, annaspante tra cosce e tette virtuali, ottuso e già pronto a tradire se stesso, com’è suo costume consolidato, dopo aver tradito i padri.

Così arrivo dritto dritto al dunque. Io voglio (perché ne ho il diritto) sapere quanti (numero) all’interno del parlamento hanno contiguità con la criminalità organizzata.  Quante donne o uomini sono entrati in parlamento seguendo il protocollo Stracquadanio e mi rappresentano dinanzi al mondo. E se per ottenere lo scopo occorrono le intercettazioni, ben vengano le intercettazioni. Se occorrono le telecamere ad ogni angolo di strada, ben vengano le telecamere ad ogni angolo di strada. Tanto il “grande fratello”, e non parlo di quello televisivo, è già attivo. I milioni di persone che ogni mattina si alzano alle sei (quando va bene) per andare a lavorare non hanno nulla da temere. Chiedo, capovolgendo una consuetudine, l’allontanamento in via cautelativa di chi accentra su di sé forti e convergenti sospetti di contiguità con la criminalità organizzata, fino al chiarimento della posizione, e non la sua difesa ad oltranza. Perché Teresa Buonocore ormai è morta. È stata uccisa due volte e nessuno potrà renderle giustizia. Vedrete che l’inchiesta scoprirà col tempo che è stata assassinata per altri motivi. Ed  il problema sarà rimosso.

C’è un vizio di fondo in tutto questo almanaccare sui 50mq di Montecarlo. Va ben oltre il commovente ma tardivo aggiustare il tiro di Marcello Veneziani. Sul quale pesano fiumi di livore  già precipitati per procura addosso a un personaggio ormai squalificato, tenuto su soltanto dalle attenzioni quotidiane di quel soggetto misterioso del giornalismo che si chiama Feltri.  Un intellettuale autentico, e non sono certo io a doverlo certificare, non può farsi trascinare in una querula diatriba da lavandaie che oppone due ragazzini viziati tutti presi a contendersi il controllo del loro giocattolo. Per quanto fondati, dai toni s’intuiva, fossero i motivi di risentimento. Tutti noi ne serbiamo di astio  ma abbiamo imparato a razionalizzarlo senza che questo significhi cancellarlo. Per il bene del nostro paese che va ben oltre le nostre storie personali.

In sostanza, un uomo malato di delirio di onnipotenza ed un altro che ha dissipato quasi completamente un enorme patrimonio politico tengono in scacco la nazione dentro un appartamentino ignorando o fingendo d’ignorare che le dichiarazioni della Marcegaglia sullo stato dell’economia, il ritorno dell’emergenza rifiuti a Napoli, la manifestazione contro la ‘ndrangheta a Reggio e, soprattutto, l’omicidio di Teresa Buonocore di 51 anni, assassinata a Napoli perché aveva denunciato i violentatori della figlia, meritino la priorità nell’agenda abusivamente occupata dal famoso appartamento.

Non si accorgono costoro, o se ne accorgono fin troppo bene e allora a me sfugge qualcosa, che ogni parola spesa per l’appartamentino è un’energica picconata al governo da loro stessi costituito con una maggioranza inusuale per quantità e del quale l’Italia ha avuto ed ha un bisogno urgente nella prospettiva di trasformazioni strutturali non più procrastinabili. Mentre i due ex leader giocano a rimpiattino. Il popolo nel quale mi riconosco non parla più il linguaggio di Berlusconi o di Fini. Ed anche se non esistono alternative credibili, sarà un miracolo se di quei consensi ricevuti allora riusciranno a recuperarne una metà.

Avviso a tutti i naviganti: forse non vi siete resi conto che in Italia, ma potrei dire in Europa (la Svezia è vicina), la misura è colma e il tempo sta per scadere.

Giuseppe Di Gaetano

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