Sicurezza sul lavoro? Magari sempre…

Susanna Dolci

intervista Daniele Lazzeri

Si è concluso lo scorso 19 settembre il primo “Festival Nazionale della Sicurezza sul Lavoro… per una cultura sulla sicurezza” (www. festivalsicurezza.it), organizzato nella trentina Pergine Valsugana dall’Associazione Elmo, Anmil e Inail. Per tre giorni i riflettori sono stati letteralmente puntati sul lavoro, la sicurezza e la tutela del lavoratore nell’espletamento della propria professione, le morti bianche, gli infortuni, la formazione e, non meno importante, la prevenzione. Così a dipanarsi eventi, workshop, performance teatrali (“Morti a perdere”), secondo premio letterario dedicato alle morti bianche, due medaglie d’oro da parte del Quirinale. Tutti a sottolineare la qualità del lavoro e della vita. Perché sì lavorare per vivere ma non certo e non più per morire o restare menomato. Secondo Fabio Lo Faro, direttore provinciale Inail di Trento,  vanno tenuti in considerazione alcuni fattori positivi: «Si è assistito  ad una flessione sia degli infortuni che degli incidenti mortali sul lavoro tra il 2008 e il 2009. Nel dettaglio, per gli infortuni, la flessione è stata del 9,7% mentre per  le “morti bianche” c’è stato un calo del 6,3%. Il dato  diviene eclatante se si prende in considerazione il  periodo 2002- 2009, in cui gli infortuni sono  calati del 20,4% mentre gli incidenti mortali del 29%».  «Ma le statistiche, ha proseguito Lo Faro, ci permettono di mettere in rilievo anche un altro dato: da  quando è stato varato, nel 1994, il cosiddetto  Decreto Legislativo Legge 626 al 2002 è cambiata profondamente la mentalità di chi lavora e di chi dà lavoro. Si è cominciato ad avere una maggiore consapevolezza di cosa significhi essere sicuri sul posto di lavoro e l’avvio di una “cultura della sicurezza” che deve partire proprio dalla scuola per arrivare così alla formazione dell’adulto nella formula: incidenti sul lavoro zero». Certo questo non significa, però, che siano stati spazzati via i non regolari o “in nero”, i lavoratori clandestini, gli sfruttati tra cui una percentuale rilevante di extracomunitari che fanno ancora bella mostra di sé su tutto il territorio nazionale. Cosa succede loro in caso di disgrazia? Come vengono tutelati e seguiti al di là della nuda e cruda notizia di cronaca? Di questo ed altro ne parliamo, ringraziandolo da subito per la disponibilità, con il responsabile del Festival, Daniele Lazzeri, che ha definito l’evento «un’iniziativa nobile di stampo popolare che parte dal basso: dall’associazionismo e dal volontariato, per costruire insieme a tutti gli attori del settore, un’autentica Cultura della Sicurezza».

S.D.

SICUREZZA (SUL LAVORO)  VO CERCANDO

Iniziamo subito: cos’è la sicurezza sul lavoro? Chi interessa? A cosa e come si attiene?

Posso dire ciò che non è. Non è, sicuramente, un insieme di disposizioni normative, così come non può essere regalata al mero “addobbo” formato dai dispositivi di sicurezza. La Sicurezza sul Lavoro è, innanzitutto, una presa di coscienza della rischiosità del proprio operato nello svolgimento dell’attività professionale. E questa può essere data solo dall’Uomo. Le normative vengono dopo…

Infortuni sul lavoro. Troppi, tanti. Perché?

Superficialità e disattenzione, innanzitutto. Eccessiva sicurezza di sé e del fatto che, conoscendo bene il proprio lavoro, non si presta la sufficiente accortezza nello svolgimento delle mansioni di ordinaria amministrazione. Ma, soprattutto, l’evidenza che le protezioni e le procedure previste rappresentano un “fastidioso” rallentamento del processo produttivo.

Tutti sono a rischio. Ma chi rischia di più?

Non c’è dubbio che i lavoratori più colpiti da infortuni gravi sul lavoro siano quelli impiegati nei settori ad alto rischio: i dipendenti del settore chimico e dell’industria siderurgica ma anche quelli operanti nell’edilizia. Tuttavia, forse perché di minor impatto mediatico, avvengono quotidianamente decine di infortuni in tanti altri settori. La sicurezza sul lavoro è trasversale e supera l’arcaico archetipo di Charlie Chaplin risucchiato dall’ingranaggio…

A proposito della formazione e della prevenzione dei rischi e pericoli sul proprio posto di lavoro? E sulla tutela del lavoratore?

Molto si sta facendo in questo settore, sia con importanti campagne di sensibilizzazione da parte del settore pubblico, sia grazie agli ingenti investimenti da parte del mondo imprenditoriale. Troppo spesso si tende a criminalizzare l’azienda, dimenticandosi degli sforzi compiuti in questi ultimi anni per migliorare la qualità del lavoro. Investimenti che sono stati confermati, se non addirittura incrementati, in questi anni di crisi economica. La dicotomia tra padrone e proletario è stata superata dalla storia. In modo particolare in Italia, dove il tessuto produttivo è rappresentato, in larga parte, dalla piccola e media impresa e dall’artigianato. L’icona dello scontro di classe è, ormai, un vetusto orpello ideologico. Nel nostro Paese, in gran parte delle aziende, il dipendente e il datore di lavoro sono amici o parenti ed il destino dell’uno è strettamente legato a quello dell’altro.

Morti bianche. Null’altro da aggiungere. A te….

È quantomeno singolare associare alla morte un colore. Quelle sul lavoro, si è soliti definirle Morti Bianche. In realtà, bianche o nere che siano, rappresentano ancora una tragedia epocale. Morire di lavoro è inaccettabile e le statistiche che mostrano una riduzione nel numero e nelle fredde percentuali di incidenti, infortuni e decessi sul luogo di lavoro, dicono poco o nulla. Ci dovremmo chiedere, piuttosto, chi erano questi uomini e queste donne, come tireranno a campare le loro famiglie. Cosa può fare la Comunità per i figli dei caduti sul lavoro…

Perché un Festival Nazionale della Sicurezza sul Lavoro con riconoscimento di due medaglie d’oro da parte del Quirinale?

Perché i convegni e le tavole rotonde sono troppo limitative. Spesso sono destinate agli addetti ai lavori e manca la trasmissione di quella che abbiamo definito la “cultura della sicurezza”. Desideravamo sensibilizzare il vasto pubblico, la popolazione, i lavoratori e, perché no, anche i bambini. Ecco perché abbiamo concepito una formula che comprendesse spettacoli teatrali, concerti, premi letterari ed artistici nelle scuole e giochi per “divertirsi in sicurezza”. Perché la Sicurezza non è soltanto una serie di vincoli ma è, innanzitutto, rispetto per se stessi e per la propria vita.

Parliamo di statistiche. Ci indicano una flessione nei decessi da disgrazia sul posto di lavoro. Ma le statistiche si attengono a tutti i casi? Ovvero includono tutti i lavoratori in “regola” e che godono di assicurazione e fondo pensionistico ed anche i lavoratori “in nero” ed extracomunitari (quasi sempre senza un pezzo di carta regolare)?

Mark Twain diceva che le bugie sono di tre tipi: quelle piccole, quelle grandi e… le statistiche. Esistono statistiche di ogni genere in materia. Quelle “ufficiali” indicano un decremento progressivo degli infortuni e delle morti sul lavoro ma non è sufficiente. Dire mille morti all’anno o novecentonovantacinque cambia poco per le famiglie di uomini e donne che non torneranno mai più nelle loro case e dai loro figli. Un paradosso è che gli infortuni dei lavoratori “in nero” sono uno degli elementi che fanno emergere aziende e attività irregolari.

Sicurezza sul lavoro: quali i paesi “cattivi” e quelli “buoni”? Chi è, in Italia, più all’avanguardia e chi indietro nei tempi?

La Germania è ben posizionata nel panorama dei Paesi all’avanguardia nel settore sicurezza. In Italia si rileva una differenza tra Nord e Sud, soprattutto se posta in relazione con il numero di imprese e di occupati. Non è solo un problema normativo, è centrale la questione dell’applicazione delle norme. I dispositivi e le normative sulla sicurezza esistono ma se non vengono applicate o sono applicate con leggerezza…

Per il futuro? E come contattarvi?

Costruiremo un percorso che, partendo dal Festival, crei una serie di eventi ed appuntamenti durante tutto l’anno per approfondire tematiche specifiche. Già da un anno è in linea qualcosa che va al di là di un mero sito internet. È un autentico “portale della sicurezza”, www.festivalsicurezza.it. Qui sono a disposizione dati, i link dei principali partner e innumerevoli informazioni su quanto è stato fatto in questa edizioni e su quanto si farà in futuro. Un ottimo lavoro è stato, inoltre, effettuato sui social network,  facebook, twitter, youtube. Cliccateci.

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