Partorire. Spesso morire

Susanna Dolci

Prima ci si lamentava perché il tasso delle nascite in Italia era troppo basso. Poi non andava bene perché si ricorreva con troppa facilità alle varie metodologie per l’inseminazione artificiale, fecondazione assistita e quant’altro di similare. Epidurale sì, epidurale no. Parto cesareo più rapido e sicuro sì, parto naturale più lento e doloroso no per la “tortura prolungata” delle doglie. Se non era cotta era cruda. Adesso siamo nella fase dell’eliminazione diretta, a turno, della madre o del neo-nato.

Nonostante si dica che il tasso di mortalità alla nascita, da noi, sia una bazzecola: 4 su ogni mille infanti. L’ultimo caso in ordine cronologico risale ad oggi. A Palermo. Stesso copione: madre, dolori, parto cesareo, neonato morto (in questo caso) od a variante con lesioni di diverso grado, più o meno irreversibili. Autopsia a corollario. Medesime richieste da parte del marito/padre di turno che si ritrova ad essere, di colpo, vedovo o senza prole: chiarezza, inchieste rapide ed efficaci, ammissioni di colpe, pene, fine della malasanità. Ma per il momento non sembrano prospettarsi all’orizzonte soluzioni e certezze. Se non quella, unica di proseguire nella mattanza.

Sì, mattanza pari all’angelo sterminatore di biblica memoria. Operatori sanitari che sembrano più intenti alla routine burocratica dei pezzi di carta che all’evento incognita mai uguale a se stesso: il parto. Naturale, a suon di tecnica epidurale o cesareo che dir si voglia. E comunque sia sembrerebbe auspicabile il momento in cui l’Istituto Superiore della Sanità, Ministero della Salute, Regioni, ASL, santi e madonne lasciassero da parte le perfette quanto mai teoriche linee guida per una nascita sicura e si attenessero a quella che vuolsi dire volgarmente realtà del caso. Senza e magari fare i conti addosso, calcolatrice alla mano, al nascituro ed alle puerpere (qualora dovessero arrivarci ad esserlo).

Qualche cifra in soldoni per il Sistema Sanitario Nazionale: 1.295 euro se il parto è naturale. Dai 2.700 circa ai 2.900 euro se ci sono difficoltà o se si richiede o necessita il taglio cesareo. Addirittura si può arrivare alla somma di 4.000 euro e passa se l’operazione e di alto grado di difficoltà. Numeri che starebbero a significare che, alla fine, è tutta una questioni di soldi da spendere. Una mera e sporca questione di denari da investire e che magari sono stati già introitati altrove od in altra maniera. Magari ed invece che sarebbero da capitalizzare per avere uno staff ad hoc di pronta utilità e per ogni evenienza. Per esempio.

Infatti, come sottolinea Massimo Moscarini, presidente dell’Agui, Ginecologi Universitari Italiani, dalle pagine odierne de Il Messaggero Nazionale: «Il gruppo da poter reperire anche in emergenza deve essere formato  da un anestesista, un neonatologo, un’ostetrica, un ginecologo. Persone qualificate pronte a qualsiasi tipo di parto, formate per fronteggiare ogni tipo di evento. Nessun evento medico è a rischio zero. Anche il parto, pur essendo un evento fisiologico, a volte è gravato da incognite improvvise. Per questo è fondamentale che la donna sia assistita in una struttura e da personale altamente specializzato. Gli ultimi fatti, oltre purtroppo ad allarmare le partorienti, vanno presi come “campanelli d’allarme” che testimoniano la necessità di un intervento deciso».

Oppure, per equiparare lo standard di sicurezza delle strutture sanitarie d’accoglienza che, come da classico copione, sono più o meno discriminate dal Nord al Sud. Comunque sia, speriamo che le quattro commissioni istituite in questi giorni da Senato, Camera e Servizio Sanitario si diano da fare in tempi brevi e trovino soluzioni adeguate. Senza buttare troppo soldi al vento. Senza continuare a far fare all’Italia, l’emerita ed ennesima figura di merda che sta, appunto, facendo di fronte agli altri paesi “civilizzati” od almeno cosiddette “potenze europee”. Così… da fare, per fare e per non arrivare, alla fine, a pensare che Emil Cioran magari avesse ragione quando scriveva: «Non nascere è indubbiamente la migliore formula che esista. Non è purtroppo alla portata di nessuno». Senza  tralasciare, ovviamente, il lapidario Gesualdo Bufalino con il: «Conviene, a chi nasce, molta oculatezza nella scelta del luogo, dell’anno, dei genitori».

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