Teo e i suoi… Storie di animali e archeologia

Lorenzo Alderani

Gli autori, ché di raccolta collettanea si tratta, di questo Teo e i suoi amici (Edizioni Espera, 2010) hanno due cose in comune: sono tutti archeologi o appassionati di archeologia e amano gli animali. Li amano a tal punto che i proventi per questa loro fatica letteraria andranno tutti ad associazioni che operano  in favore degli animali in difficoltà, in canili, gattili e colonie.

Impreziosita da disegni e fotografie dei loro «amici pelosi»  e altra fauna, la parte narrativa non ha pretese di stile letterario. Eppure il libro si lascia leggere  con il piacere che viene da una testimonianza di viva affettuosità.

Quindi, scendono in sequenza storie e aneddoti che respirano il piano di familiarità con quel “mondo animale” al quale troppo spesso dimentichiamo di appartenere. Ma non solo quello della familiarità è il terreno di verifica del rapporto uomo animale.

Trattandosi di archeologi,  si fanno accompagnare nelle loro spedizioni di ricerca proprio dagli amici canini. Ed è forse questo il tratto che più caratterizza il libro: la curiosità delle reazioni degli animali dentro quei laboratori che sono gli scavi archeologici, terrestri e marini.

Davide Ivan Pellandra, infatti, archeologo marino, ha continuato per anni a portarsi dietro il suo fidato Ian, un meticcio incrociato labrador-setter, lasciandolo sui pontili delle navi mentre effettuava le sue immersioni esplorative: «Le avventure marine sono proseguite per anni, con ore passate ad abbaiare verso la superficie marittima. Ian non riesce proprio a capire che si può respirare sotto la superficie del mare».

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