Superba è la notte

Alda Merini

Superba è la notte

La cosa più superba è la notte
quando cadono gli ultimi spaventi
e l’anima si getta nell’avventura.
Lui tace nel tuo grembo
come riassorbito dal sangue
che finalmente si colora di Dio
e tu preghi che taccia per sempre
per non sentirlo come un rigoglio fisso
fin dentro le pareti.

La tua unghia scalfiva il tempo
come la forza di una mammella decisa
che chiede il trionfo della sete.
L’impeto del tuo abbraccio
era inarcato come quello di amore
fin sotto la schiena, sotto il verso,
fin dentro i cunicoli delle strade.
Il tuo vento era la leggerezza
e sembravi un gigante giovane,
avevi la pazienza del vecchio.
Un’altra montagna così piena di serpi
e di radici io non l’ho più trovata.

A un giovane

Il tuo grembo caldo di luna
rasenta i miei pensieri, forse
aprirò un altro castello
per nuove bugiarde principesse che tu
ami fuori dai carmi, forse
cercherò la luna più attesa
per fartene un bel dono.

Ci sono momenti o fanciullo
che il discepolo canta gli amanti del sonno
e stringe le sue palme aperte
sul ventre di una donna…
si alzano silenziosi pensieri
dal frutto materno, squilli
di nuovi desideri, e soccombi
fanciullo in un mare di sguardi.

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