Montiano di Romagna contro Israele

Fabrizio Fiorini

La primavera romagnola, figliola prematura di un inverno gelido e nevoso come da lustri non se ne vedevano, è stata quest’anno fresca e piovosa; scioltasi dalle strade l’ultima neve (il 12 marzo!) non si è avuto il piacere di vedere, nei mesi successivi, più d’una giornata di sole consecutiva all’altra e tuttora, mentre scriviamo, sui primi Appennini si registrano temperature vicine ai cinque gradi. Con ragionevole certezza ci sentiamo quindi di escludere il colpo di sole tra i motivi che ci spingono alla affermazioni che siamo in procinto di fare: c’è del buono nel Partito democratico, e c’è del buono nel “centro-sinistra” di questo Paese.

Per motivi molteplici: a livello globale di analisi, più emerge e più si conosce l’ipocrisia suicida di chi pretende di rappresentare le estreme degli schieramenti politici tradizionali (dritti o mancini che siano), più si apprezza la chiarezza intellettuale e una blanda onestà intellettuale che talvolta può manifestarsi nelle aree “istituzionali” degli schieramenti medesimi. A livello specifico e locale, è d’uopo rilevare con attenzione le notizie che sono giunte in questi giorni dalle colline del cesenate, in questa Romagna storicamente avvezza a gettare il cuore oltre la consueta prassi umana, a essere fucina di idee e di slancio politico, sociale e culturale.

Esiste nei pressi di Cesena un piccolo comune che non arriva a contare duemila anime; si chiama Montiano. Economia fondata sul comparto prevalente dell’agricoltura, il santo patrono è sant’Agata: altre notizie o peculiarità che lo rendano conosciuto fuori provincia non ve ne sono. Almeno fino al 2 di giugno di quest’anno, quando il Corriere Romagna ha titolato: “Montiano dichiara guerra a Israele”.

I recenti avvenimenti accaduti nel Mediterraneo orientale al largo delle coste palestinesi, in cui le forze armate dello stato sionista hanno arrembato dei natanti che trasportavano generi di conforto per i cittadini di Gaza sotto assedio, uccidendo una ventina di persone e malmenando, umiliando, torturando e traducendo nei campi di concentramento che hanno allestito nel deserto tutti i superstiti (mi chiedo dove sia la “notizia”, la novità), sono state particolarmente partecipate nelle zone rurali di cui sopra, anche perché uno dei malcapitati, il giornalista Manuel Zani, è residente nel confinante comune di Longiano.

Il sindaco del comune di Montiano, Fabio Molari [nella foto in alto], si è fatto portavoce e interprete delle numerose voci di protesta che si sono levate nella zona contro lo sconsiderato gesto del governo di Tel Aviv.  Ma si badi: non ci si è limitati alla solita fiaccolata, o ai consueti stucchevoli appelli. Il sindaco ha tirato fuori l’artiglieria pesante, e ci è andato anche duro. Ha preso carta e penna e ha scritto due lettere: nella prima, indirizzata alla Farnesina, ha chiesto al ministro Frattini (che ha brillato per la profondità del suo servile inchino alla bandiera con la stella a sei punte) di adottare “misure decise” contro Israele. La seconda lettera è stata invece inviata all’ambasciatore sionista presso la Repubblica italiana. Ne riportiamo dei passi, senza avvertire il bisogno di aggiungere altro: «Il grado di democrazia, la voglia di pace del governo israeliano, è dimostrata dal suo modo di agire: noi i muri li abbiamo abbattuti e voi costruiti; rimane viva la memoria dei recenti bombardamenti su Gaza, che hanno provocato mille morti (anche qui “fatalità”, sono state uccise persone inermi: uomini, donne, anziani e bambini che si recavano a scuola). Israele continua con questo modo di fare, con questo terrore organizzato, che va contro ai principi fondamentali di democrazia, pace e libertà. Credo che alla fine la storia emetterà una condanna durissima nei confronti del Suo Stato, che in terre dove è necessario riallacciare il dialogo, con gesti seri e concreti, si macchia di queste nefandezze. Se c’è un Dio (che certo non è il “Vostro Dio”) saprà ricompensarvi del male fatto; diversamente siete riusciti ad attirarvi la rabbia di miliardi di abitanti di questo piccolo pianeta». Fabio Molari, sindaco di Montiano. Mica Khomeini.

Se i sionisti hanno dichiarato di aver avuto paura e di aver dovuto reagire con le armi di fronte a una decina di attivisti armati di pertiche, sedie e pugnali da sub, al cospetto di questo sindaco rischiano come minimo lo sfasamento ormonale. Ai montianesi andrebbe detto: rischiano forte, altro che “piombo fuso”.

Consultando il sito internet ufficiale del comune, si può constatare che altre iniziative del sindaco Molari sono passibili di condivisione e apprezzamento: ci siamo imbattuti in una circolare recentemente emanata e rivolta a tutti i suoi amministrati: «Voglio comunicare a tutti i cittadini che presso gli uffici comunali sono disponibili i moduli per raccogliere le firme di tre referendum popolari: 1) contro l’affidamento a società di capitali del servizio idrico integrato; 2) contro il profitto nella gestione del servizio idrico integrato; 3) contro la privatizzazione del servizio idrico integrato; (…) Laudato sii o mi Signore per nostra sorella acqua, che è molto utile, umile, preziosa e casta». Firmato: il sindaco e san Francesco.

E’ strano scriverlo, ed è ancor più strano pensarlo, pur tuttavia ci sentiamo di ripeterci: c’è del buono in questo Pd. C’è una nota intonata nel frastuono scomposto emanato da questa falsa sinistra. Almeno in Romagna, almeno a Montiano.

Fabrizio Fiorini.

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