Non solo Juve… Non solo Moggi…

Calciopoli scoppia il 2 Maggio 2006, quando decine di intercettazioni irrompono sulle pagine dei giornali, frutto di una  fuga di notizie di cui la talpa non è stata mai accertata, e che di fatto chiudono il procedimento di indagine che i carabinieri di Roma, quelli dell’Operazione Offside, coordinati dal Maggiore Attilio Auricchio, svolgevano su ordine della Procura di Napoli dal Luglio del 2004.

Da quel momento in poi la stampa, che grida allo scandalo, denuncia la corruzione interna al sistema calcio, di cui Luciano Moggi sarebbe il capo incontrastato con la collaborazione di arbitri, dirigenti delle società,dirigenti federali e non ultimi i designatori arbitrali.

In realtà la Gazzetta dello Sport aveva già anticipato la notizia il 22 Aprile 2006 e fu lo stesso giornale a pubblicare le sentenze sportive in anticipo rispetto alla loro stessa comunicazione.

Per comprendere bene il clima del tempo basta ricordare che spesso le intercettazioni venivano  pubblicate incomplete o montate a seconda della tesi ad effetto che si sosteneva. Non certo un gran servizio ai lettori, ma del resto utile a creare un clima giustizialista in cui la moralizzazione del sistema calcio passa attraverso la pubblicazione di telefonate quali la famosa Moggi-Bergamo sulle griglie arbitrali (per la quale Moggi non ottiene tutti gli arbitri che cita), quella su Paparesta sequestrato (tesi poi negata dallo stesso arbitro e procedimento archiviato dalla Procura di Reggio Calabria) fino ad arrivare al gossip vero e proprio nel caso della telefonata in cui il figlio di Moggi corteggia una famosa giornalista. Ma si sa, tutto fa brodo.

Torniamo però ai giorni nostri: la difesa di Moggi ha presentato al processo penale di Napoli 74 nuove intercettazioni.

Si noti che l’avvocato Prioreschi, difensore di Moggi, parla al processo di ben 171.000 intercettazioni già il 21 Aprile del 2009 mentre discordano sui dati l’oggi colonnello Auricchio e i pm Narducci e Beatrice.

Auricchio:

– A Roma,15 Maggio 2006: «Solo del signore (Moggi) 100.000».

– A Napoli, 23 Marzo 2010, sul perché non ci sono le telefonate coi dirigenti dell’Inter citate da Bergamo: «Non lo so,non so dare spiegazioni».

– A Napoli, 13 Aprile 2010, dice che sono oltre 170.000.

Beatrice all’Espresso (Luglio 2007): «30.000 circa; mille quelle utilizzate».

E ancora: «Quello che non c’è non ci può essere semplicemente perché non esiste nelle intercettazioni».

Narducci nella requisitoria del processo contro Giraudo (27 Ottobre 2008): «Balle smentite dai fatti. Piaccia o non piaccia agli imputati non ci sono mai telefonate tra Bergamo, o Pairetto, col signor Moratti…».

Ma le telefonate ci sono.

Qua nasce un problema perché i giornali, che gridavano allo scandalo nel  Maggio del 2006, hanno prima aspettato a pubblicare le nuove intercettazioni, poi son partiti col dire che al tempo era lecito parlare coi designatori (non lo dissero a Maggio 2006). Poi hanno scritto che dipende da chi chiama chi ed infine hanno aggiunto che non son le intercettazioni in sé ad essere importanti quanto i loro contenuti, sottolineando in tanti la non rilevanza penale delle suddette.

Fermo restando che saranno eventualmente i giudici di Napoli a decidere in merito, ecco cosa scrive Marco Travaglio su Il fatto quotidiano del 22 Aprile 2010, riguardo le nuove 74 intercettazioni: «Bene han fatto il colonnello Auricchio e i pm Narducci e Beatrice a escluderle dal processo, visto che non contengono notizie di reato».

Ma se i pm fino a poco tempo fa ne negavano l’esistenza come si può affermare che le hanno escluse?

Sempre Travaglio: «Perché (Moggi) è stato condannato (…) a un anno e sei mesi (…) nel caso Gea, la cupoletta dei figli di papà che comandava sul calcio?»

Intanto siamo al primo grado, alla faccia del garantismo; intanto l’accusa per associazione a delinquere non è stata accolta; intanto la cupoletta dei figli di papà ne è uscita assolta (Alessandro Moggi escluso, condannato con papà).

Ancora Travaglio: «(…) anche Facchetti chiese a Bergamo che Collina arbitrasse Inter-Juve. A parte il fatto che Collina lo nomina Bergamo…». Facchetti non chiese Collina a Bergamo. Facchetti lo chiede a Mazzei, designatore degli assistenti, che lo chiama il giorno prima dello stesso Bergamo (quando i sorteggi arbitrali ancora non son stati fatti) per comunicargli i nomi degli assistenti, che poi infatti verranno sorteggiati, per Inter-Juventus. È a quel punto che Facchetti chiede anche «il numero uno degli arbitri» e quando Mazzei gli dice che questo si vedrà dall’esito del sorteggio, aggiunge  «Ma va… lì non devono fare i sorteggi, lì devono…. eh».

Se poi Collina va ad arbitrare il Milan e non  Inter-Juve, non si può pensare che i famosi sorteggi allora fossero regolari? E se non lo erano, perché non si è indagato anche  sui giornalisti e notai che vi presenziavano?

A proposito di griglie e sorteggi: Meani fa i nomi degli arbitri di Milan-Juve dell’8 Maggio, ma li fa il 28 Aprile al telefono con Bergamo…

In fondo non si chiede altro che un po’ di obiettività.

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