Blocco Studentesco. Sansonetti e Gli Altri…

miro renzaglia

Succede che una grande organizzazione diffusa su tutto il territorio nazionale, Blocco Studentesco, con decine di rappresentanti già legittimamente, democraticamente e liberamente eletti nei consigli d’istituto delle scuole medie superiori e universitari, chieda di poter manifestare pubblicamente contro le aggressioni di cui in questi ultimi mesi i suoi esponenti, fra cui il leader Francesco Polacchi ferito a sprangate, sono stati fatti ripetutamente segno.

Succede che l’autorizzazione a questo esercizio di democrazia, legittimamente richiesta alla Prefettura di Roma, gli venga in prima istanza concessa.

Succede, poi, che cominci a montare la cagnara dei soliti ostili che protestano contro la di per loro improvvida autorizzazione, lasciando presagire azioni militanti  qualora il corteo dovesse svolgersi.

Succede, così, che la Prefettura, per non meglio specificati motivi di ordine pubblico e di sicurezza (oh! sicurezza: quanti delitti vengono commessi in nome tuo)  revochi l’autorizzazione.

Succede, però, che l’organizzazione non si arrenda al divieto e che con pazienza, dialogo, trattative e maniere democratiche pacifiche e legittime ottenga un giusto compromesso: niente corteo itinerante per le vie del centro ma manifestazione statica in Piazza della Repubblica e annesso sit in. E così sarà, domani 7 maggio 2010.

Questi, a grandi linee, gli antefatti a tutt’oggi vigilia dell’evento.

Dico a grandi linee, perché dentro ci sono infiniti risvolti di cui, almeno uno, merita di essere raccontato.

E’ successo, nei giorni scorsi, quando ancora l’esito dell’autorizzazione infine concessa, fosse incerto, Blocco Studentesco abbia chiesto, gentilmente e pacificamente, a diverse personalità del mondo della cultura, dell’arte, del giornalismo, della politica, dell’associazionismo di firmare un appello di solidarietà al loro diritto di manifestare. Le firme sono arrivate: alcune pressoché scontate, altre molto meno…

Fra queste ultime, graditissime dagli organizzatori, quelle del gruppo che fa riferimento al settimanale di Piero Sansonetti Gli Altri, motivate con questo comunicato:

«Il diritto di manifestare liberamente e pacificamente è una pietra angolare della democrazia: deve essere difeso e garantito sempre, indipendentemente dal giudizio che si dà sui contenuti o sui promotori delle singole manifestazioni. Pertanto riteniamo grave e ingiustificato l’aver vietato il corteo del Blocco studentesco del 7 maggio, nonostante la distanza che ci separa da quella organizzazione e chiediamo che quel divieto venga tempestivamente revocato».

A cui sono seguite le firme di:

Ritanna Armeni – giornalista e scrittrice
Angela Azzaro
– giornalista de Gli Altri
Massimo Bordin
– direttore Radio Radicale
Andrea Colombo
– giornalista e scrittore
Lanfranco Pace
– giornalista La 7 e Il Foglio
Piero Sansonetti
– direttore de Gli Altri
Gian Luca Minotti
– scrittore
Massimo Ilardi
– professore di sociologia urbana all’Università di Camerino
Paola Tavella
– giornalista del settimanale femminile del Corriere Io Donna
Alberto Abruzzese
– professore ordinario di sociologia
Rita Bernardini
– deputata Partito Democratico
Paola Concia
– deputata Partito Democratico

Gli Altri, come sarà facile notare anche dalla lista dei firmatari, è un periodico di sinistra e ha come referente politico Sinistra Ecologia e Libertà, la costola scissa da Rifondazione Comunista. Un giornale che ha deciso, dichiarandolo sin dal suo primo numero, di voler rompere “steccati e tabù”, dandone tangibile dimostrazione, ospitando scritti miei e di Francesco Mancinelli e interviste a Graziano Cecchini e Gianluca Iannone. Peccato mortale e tanto grave, da avere avuto come risultato il disimpegno dell’editore costringendo la testata all’autoproduzione.

Comunicato e firme, pertanto, testimoniano una coerenza che non è nel frattempo venuta meno. E che c’è di strano nel fatto che persone che fanno della libertà una religione laica siano coerenti con i propri principi ritenendo sia legittimo estendere a tutti, anche a chi non la pensa come loro, o la pensa in maniera opposta, quel diritto alla espressione dei propri convincimenti che pretendono per sé? Io direi nulla: è la pura e semplice normalità. O meglio: sarebbe la pura e semplice normalità.

Lo sarebbe se il nostro fosse un paese che avesse deciso di uscire una volta per tutte dagli schemi asfittici delle contrapposizioni ideologiche frontali e irriducibili; che non si riconoscesse più in categorie destituite di ogni fondamento che non sia autoreferenziale: destra e sinistra, fascismo e antifascismo, comunismo e anticomunismo; che avesse fatto una volta per tutte i conti con la propria storia decidendosi a vivere nel 2010 e non, mettiamo, in quel 25 aprile del 1945 dove, per molti, e non solo a sinistra, si sono fermate irrimediabilmente le lancette dell’orologio; se sapesse dare alle parole libertà, democrazia, società, partecipazione, diritto i contenuti corretti e validi per tutti e non solo per la fazione a cui si appartiene.

Sarebbe, appunto. Ma siccome così non è, la sortita di Sansonetti & Company è stata vissuta nella sinistra comunista come un tradimento.

Estrapolo fra le centinaia di topic aperti sulla questione, questo fiore linkato e ripreso all’infinito nella rete web:

SMASCHERIAMO I GIORNALISTI SEDICENTI DI SINISTRA CHE FIRMANO L’APPELLO PER IL BLOCCO STUDENTESCO !

DIFFONDETE! DIFFONDETE! DIFFONDETE !

Mentre si approssima la data del 7 maggio 2010, per la quale è prevista la manifestazione nazionale del Blocco Studentesco, gruppo di estrema destra facente capo a CasaPound, ed ancora, mentre un numero considerevole di organizzazioni democratiche e sindacali tra cui l’anpi sta organizzando un presidio finalizzato a contrastare politicamente l’appuntamento neofascista, un (piccolo) gruppo di intellettuali e giornalisti, sedicenti di sinistra, ha pensato bene di firmare un triste appello per la “libertà di manifestare per tutti” ( anche per i fascisti !), a favore del Blocco Studentesco, quasi a risposta verso il ben più importante appello degli intellettuali antifascisti per non far sfilare in corteo l’associazione studentesca di Casapound!

Questo avvenimento grave presuppone atti conseguenti, concreti ed immediati da parte della compagine militante, quali ad esempio il BOICOTTAGGIO DEGLI ORGANI DI STAMPA DI TALE CULTURAME che abbandona “nei fatti” la categoria dell’Antifascismo (valore fondante di questa seppur limitata repubblica borghese) e che si fa sfruttare a piacimento dagli epigoni dei nemici storici del movimento e della classe operaia. Ci chiediamo perchè ? Perchè cotanta intellighenzia politica dedichi la propria attenzione e le proprie energie a favore della libertà di “espressione” di questi autoproclamatisi “fascisti del nuovo millennio”, a favore di tali persone, le quali, ancora oggi, fanno riferimento ad un sistema ideologico che in passato ha ucciso la democrazia ed ha privato della libertà, della giustizia sociale e della vita un numero così alto di persone !

C’è, evidentemente, nel vasto ambito della sinistra politica, un’area culturale più o meno vasta, vecchia, stantia, rinunciataria e rassegnata, che, per riflessione ideologica o per scelta di convenienza editoriale, ha deciso unilateralmente di “disarmarsi” davanti al nuovo sorgere del pericolo fascista in Italia.

Dovere dei militanti antifascisti del presente è di portare inesorabilmente avanti la lotta che fu dei nostri padri e prima dei nostri nonni, giacchè combattere il fascismo significa combattare la discriminazione, l’oppressione padronale, l’asservimento, il razzismo, il sessismo, la xenofobia.

RIPORTIAMO DI SEGUITO LE INFORMAZIONI RELATIVE AGLI ORGANI DI STAMPA IN CUI LAVORANO QUESTI PERSONAGGI: NON COMPRATE I LORO GIORNALI O LIBRI, NON SEGUITE I LORO PROGRAMMI TV, NON VISITATE I LORO SITI WEB. BOICOTTATE, BOICOTTATE, BOICOTTATE !

Ritanna Armeni: Collabora con il Corriere della Sera Magazine e, in qualità di editorialista, con il quotidiano di Rifondazione Comunista, Liberazione. Fino alla primavera 2008 ha condotto, assieme a Giuliano Ferrara, Otto e mezzo, in onda su La 7. Attualmente collabora con Il Riformista, Gli Altri e Red TV.

Angela Azzaro: ha collaborato con Liberazione; ora scrive e collabora con diversi blog e siti di informazione. Qualche suo articolo è comparso sul FONDO MAGAZINE del fascista MIRO RENZAGLIA

Massimo Bordin: Direttore di Radio Radicale dal 1991, cura ordinariamente cinque mattine la settimana Stampa e Regime, programma radiofonico dedicato ai temi politici della giornata analizzati e confrontati sui quotidiani. La domenica cura la conversazione settimanale con il leader radicale Marco Pannella. Il lunedì mattina cura con il caposervizio Alessio Falconio una conversazione con la vicepresidente del Senato Emma Bonino

Andrea Colombo: Giornalista di lungo corso, Ex militante di Potere operaio. In passato ha scritto per Il manifesto, Liberazione. Dal 2006 al 2008 è stato portavoce del gruppo parlamentare di Rifondazione Comunista al Senato. Nel maggio del 2009 entra a far parte della redazione de Gli Altri, il quotidiano diretto da Piero Sansonetti

Lanfranco Pace: è opinionista politico per la televisione LA7 e per il quotidiano Il Foglio.

Dal febbraio 2008, in seguito alla fondazione della lista Pro-life di Giuliano Ferrara, Lanfranco Pace ne ha preso il posto alla conduzione di Otto e mezzo. Fino a quel momento ne aveva curato il servizio d’apertura, chiamato Il Punto.

Piero Sansonetti: Dal 1º ottobre 2004 al 11 gennaio 2009 è direttore di Liberazione. Politicamente vicino a Vendola, è attualmente il direttore del quotidiano “Gli Altri”

E’ DOVERE DI OGNI ANTIFASCISTA BOICOTTARE IL QUOTIDIANO “GLI ALTRI” NELLA SUA VERSIONE STAMPATA E NELLA SUA VERSIONE ONLINE, ANCHE IN CONSIDERAZIONE DEL FATTO CHE QUESTA NON E’ LA PRIMA VOLTA IN CUI DA TALE TESTATA VENGONO PRESE POSIZIONI AMBIGUE NEI CONFRONTI DEI NEOFASCISTI DI CASAPOUND!

E’ DI FONDAMENTALE IMPORTANZA:
DIFFONDETE ! DIFFONDETE! DIFFONDETE !

Avete letto tutto? Avete letto bene? Lista di proscrizione e accuse da tribunale del popolo comprese per gli incauti firmatari? Non vi sembra di vivere in un’altra epoca se non in un’altra era? E tutto questo in nome di cosa? Della democrazia (ma non per tutti), della legalità (quando gli pare), della libertà (ma a loro discrezione). E, soprattutto, in nome di un arnese talmente vecchio e così usurato da non valere neanche più a farli distinguere dal cliché fisso di un nemico che solo loro hanno ormai in testa e a cui fieramente pretendono di opporsi (cito dal loro delirio): «l’antifascismo, valore fondante di questa seppur limitata repubblica borghese». Questa sì che è coerenza…

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