Addormentarsi sul lavoro non è reato

Alessandro Cavallini

Secondo una recente sentenza della Cassazione, addormentarsi sul posto di lavoro non rappresenta una legittima causa di licenziamento, almeno nei casi in cui la siesta rappresenti un semplice fatto sporadico. E’ così stato accolto il ricorso di Claudio P., guardia giurata che lavora a Verona per la “La Vigile San Marco”, e che era stato licenziato in tronco perché “si addormentava in servizio”.

La Cassazione ha infatti ribadito che l’addormentarsi sul posto di lavoro può certamente rappresentare un comportamento sanzionabile anche con il licenziamento, ma quando questo è «motivato da una condotta colposa o comunque manchevole del lavoratore, indipendentemente anche dalla sua inclusione o meno tra le misure disciplinari della specifica disciplina del rapporto, deve essere considerato di natura disciplinare e, quindi, deve essere assoggettato alle garanzie dettate in favore del lavoratore».

Il licenziamento di Claudio P. risaliva all’11 luglio 2001, ma poi il giudice del lavoro del Tribunale del Lavoro di Verona aveva ordinato la reintegra del dipendente sulla base del fatto che la società, per motivare la “giusta causa”, aveva richiamato una recidiva nell’addormentarsi in servizio con riferimento ad un episodio del 3 novembre 2000 mai contestato in precedenza.

Il licenziamento era comunque arrivato con l’appello presso la Corte di Venezia nel marzo del 2006. Ed ora la sezione Lavoro della Cassazione, con la sentenza 6437, ha accolto il ricorso di Claudio P., evidenziando che «la sentenza impugnata, qualificando il licenziamento come per giusta causa ma non come licenziamento disciplinare, e ritenendo superfluo esaminare se fossero state o meno scrupolosamente rispettate le procedure in tema di licenziamento disciplinare, ha disatteso il principio, per cui il lavoratore ha diritto a garanzie». Spetterà ora alla Corte d’appello di Brescia rivedere il caso della guardia giurata.

Questa sentenza rappresenta una grossa opportunità. Adesso milioni di lavoratori italiani passeranno notti bravi in giro per le strade delle proprie città. Tanto potranno dormire il mattino dopo nei rispettivi posti di lavoro. Occhio però a non farvi beccare. In quel caso non potrete più dire che il vostro era “un riposino occasionale” e nessun magistrato riuscirà a farvi reintegrare. Ed in tutta questa vicenda c’è già chi se la ride. Stiamo parlando di quegli imprenditori che fabbricano occhiali da vista finti che permettono di occultare gli occhi chiusi. Pare che negli ultimi giorni abbiano visto aumentare vertiginosamente le richieste di acquisto…

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