Campo nomadi Casilino 900. Oggi, via…

Angelo Spaziano

Oggi, 15 febbraio 2010, stando alle assicurazioni che non più tardi di ieri ha dato il sindaco Alemanno sarà finalmente chiuso e sigillato il campo abusivo del Casilino 900. I residenti sono tutti trasferiti nella più confortevole e accogliente struttura allestita dal Comune nel “Camping River” di via Salone.

L’operazione ha avuto inizio il 19 gennaio scorso. E’ l’occasione di poter finalmente cancellare un’obbrobriosa baraccopoli che deturpava, sfregiandolo, uno dei più suggestivi scorci della campagna romana. Una vergogna per Roma e per il Paese intero: il più grande accampamento d’Europa cresciuto abusivamente alla chetichella in una zona neppure tanto periferica della capitale in barba alle più elementari norme d’igiene e fregandosene altamente di legalità e osservanza delle leggi italiane. Il tutto nella più assoluta ignavia delle amministrazioni dc e di sinistra che dal dopoguerra si sono succedute sugli scranni del Campidoglio restando impassibili davanti a una situazione sempre più allarmante che tuttavia non ha mai suscitato nei laudatores del progressismo un minimo d’impegno per arginare il degrado.

Erano ben 40 anni che la cittadinanza, esasperata dall’immobilismo delle autorità, attendeva questo momento. Alle operazioni ha partecipato anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, accompagnato dal rappresentante del villaggio, Najo Hadzovic. Il piano nomadi del Campidoglio prevede di completare il trasloco dei circa 600 rom, prevalentemente macedoni e kossovari, entro l’inizio di febbraio. Il portavoce dei residenti del campo, Najo Adzovic, ha parlato di «una data storica per il Casilino 900. Finalmente avremo abitazioni più dignitose, affinché i nostri figli possano vivere meglio, andare a scuola e avere un futuro sereno».

La Comunità di Sant’Egidio, tuttavia, s’era messa di traverso, deplorando l’iniziativa. Tanto per “dare una mano” a chi almeno il problema cerca di risolverlo, ci si è messo di mezzo anche il solito picchetto “progressista”. Il capogruppo del Pd Gianluca Santilli, e l’assessore ai servizi sociali Antonio Vannisanti del VI Municipio, infatti, coadiuvati da un gruppetto di nostalgici dello status quo “ante”, arrivarono ad  impedire l’ingresso nel campo di via Gordiani alla famiglia Sinanovic, un nucleo familiare di nove persone, di cui sei bambini, in passato oggetto di violenze e intimidazioni. «Questo trasferimento non è stato concordato con il Municipio», avevano cercato di spiegare i solerti rappresentanti della legalità un tanto al chilo.

A smentire le dichiarazioni e a far cadere le polemiche del Pd e della Comunità di Sant’Egidio che criticavano il piano nomadi parlando di trasferimenti coatti e senza il consenso degli interessati, c’è un accordo tra gli abitanti del Casilino 900 e la polizia municipale firmato dai rappresentanti del campo e dal comandante dell’VIII gruppo, Antonio Di Maggio, che coordinano l’operazione.

Insomma: quelli marciscono tra la palta e le discariche; finalmente è stata data loro la possibilità di sistemarli in un posto decente a al riparo da soprusi e vessazioni e i Soloni del Pd pretendevano di  mettersi a picchettare l’accesso ai nuovi arrivati perché manca il nulla osta dei capoccia del municipio. Poi dice che la gente invece di votarli se ne va al mare…

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