Sinistra. Come ti processo Paolo Nori

Angela Azzaro

Sembra una storia vecchia. Una storia che la sinistra si era lasciata alle spalle: quella dei processi sommari, delle accuse di tradimento. Quella in cui i soviet, supremi o condominiali, mettevano sotto torchio un ex compagno per avere detto o pensato qualcosa che non corrispondeva al dogma. Ebbene, scopriamo che di passato non si tratta, ma di una vera e triste e allucinante realtà dei nostri giorni. E non è accaduta nella lontana Russia, né nella Cina capitalistica-ex-maoista. Ma qui in Italia, qui nel nostro Paese che si vanta di avere una sinistra post, ex… boh.

E’ successo che uno scrittore, Paolo Nori (Einaudi, leggetelo) sia stato messo sotto accusa per aver osato scrivere una recensione sull’ultimo romanzo di Niccolò Ammaniti, Che la festa cominci (sempre Einaudi), su, udite udite, il giornale Libero, diretto – dopo il recente cambio di guardia – da Maurizio Belpietro. Le accuse sono partite da Nazioneindiana, in particolare da Andrea Cortellessa [nella foto in alto] noto critico di sinistra, che collabora anche con La Stampa. E’ possibile si è chiesto Cortellessa scrivere per un giornale di destra? La risposta per lui è no, tanto che si aspetta chiarimenti da Nori. Che non si lascia intimorire. E risponde senza peli sulla lingua, rivendicando la sua scelta. Lo scrittore ricostruisce che cosa è avvenuto. Il caposervizio Cultura di Libero Francesco Borgonovo (anche lui di sinistra) lo chiama e lo invita a collaborare pur sapendo che la pensa in maniera diversa dalla linea editoriale. Gli dà però carta bianca. Per Nori questo basta e decide di accettare. Non si sente un traditore. Non condivide la linea editoriale del giornale, ma non pensa di commettere un delitto a parlare con chi ha pareri diversi dal suo. Del resto, si chiede Nori, lo stesso non si può dire per Cortellessa: il critico condivide in toto la linea della Stampa? Se ne sente responsabile?

Qui inizia il processo che, da bel po’ di settimane, tiene impegnati diversi internauti. Nori non si accontenta di spiegare. Rilancia ulteriormente. E decide di andare a un confronto diretto. Confronto fissato per martedì, libreria Giufà (Roma, via degli Aurunci). Alle 21 è previsto un faccia a faccia tra Nori e Cortellessa, moderatrice Maria Teresa Carbone.

Pensiamo che la scelta di Nori non solo sia felice e importante, ma sia un esempio. Lo è, perché smonta in maniera radicale la tesi di coloro che lo criticano. Loro negano a lui la possibilità di dialogare con la destra o con chi la pensa diversamente da lui, e invece di trincerarsi nello sdegno che sarebbe pure dovuto chiede ai suoi antagonisti di parlare, di confrontarsi. Insomma, ancora prima che nel merito, gli fa capire il problema nel metodo. E il metodo è la libertà.

La vicenda che vi abbiamo descritto è forse una piccola storia, ma che ci racconta anche di storie più grandi. Ci parla di noi, di questa epoca così travagliata. In cui c’è chi pensa di essere talmente nel giusto, di possedere talmente la verità che qualsiasi confronto con l’avversario sia non solo impossibile ma un cedimento, un tradimento, una sconfitta. E’, come scrivevamo, un rigurgito del passato, ma che rispetto al passato appare ancora più ridicolo, perché non ha più quell’aurea da guerra fredda, quel manto di passioni che edulcorava romanticamente le battaglie dell’idee dei nostri avi.

Ma così come non rimpiangiamo il passato, non vogliamo neanche un presente dove si ripropongono le stesse logiche. Lo stesso odio, la stessa violenza.

Spesso a sinistra si sente ripetere come un ritornello stantio la massima di Voltaire: «Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu lo possa dire». Perché stantia? Perché quando poi la si deve applicare, c’è sempre qualcuno che non merita di parlare, che deve stare zitto. Qualcuno che non si merita di dedicargli la vita. Qualcuno che non merita la libertà. E’ un discorso ipocrita: Voltaire non pensava a pareri poco distanti dal suo, ma a chi davvero la pensava in maniera diversa.

Ma per Cortellessa e compagni la massima è forse direttamente un’altra, e andrebbe cercata tra le pagine o nella vita di Stalin.

.

LOGO

I LIBRI DE “IL FONDO”

Per ulteriori informazioni sui volumi cliccare sulle copertine

fondo

I libri de “Il Fondo”
possono  essere acquistati online
sul sito “ilmiolibro.it

libri_fondo magazine

nella finestra “cerca”
digitare il nome dell’autore o il titolo e seguire le istruzioni

_________________________________

Condividi
  • Print
  • Digg
  • StumbleUpon
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks