Regionali. S’ode a sinistra uno squillo di tomba

Angela Azzaro

Le regionali sono tradizionalmente un voto anche politico, che spesso ha punito i governi in carica. Ma per le prossime elezioni tutto fa temere che la sinistra, che avrebbe dovuto dare un segnale importante contro la colazione ora alla guida del Paese, invece di dare l’attesa stangata a Berlusconi si ritroverà, ancora una volta, a fare i conti con la propria incapacità e con l’assenza di un vero progetto politico.

Questa crisi è vera su quasi tutte le regioni che vanno al voto, ma qui vogliamo prendere ad esempio due Regioni: Lazio e Puglia. Nel primo caso, la sinistra è silente; nel secondo caso ha molto da dire, ma una parte, cioè la vecchia nomenclatura, ha deciso di suicidarsi e nel farlo tenta di far affogare anche chi, in quella stessa area politica, se la passa bene. Due casi opposti, uguale risultato: il rischio è che la gente perda fiducia nella possibilità di costruire un’alternativa vera al potere berlusconiano.

Partiamo da Roma. Mentre campeggiano in tutta la città i poster di Renata Polverini neo candidata alla Regione Lazio per il centrodestra, la sinistra brancola nel buio. Nessun nome a disposizione. Centro e sinistra tirano per la giacchetta il presidente della provincia Zingaretti, che essendo politico scaltro e avendo capito di avere poche chance ha detto già più volte di no. Se a questo punto dovesse farsi convincere, inutile dire che farebbe una magra figura e sarebbe difficile motivare il cambiamento di idea. Del resto però non sembrano profilarsi altri nomi davvero in grado di creare consenso. Non perché non ce ne siano, ma perché si è arrivati troppo tardi e male a capire chi candidare e perché. La situazione che si è creata è doppiamente drammatica: non solo perché Polverini è un nome forte che piace anche a sinistra, ma anche perché la sinistra sapeva benissimo che si sarebbe trovata in questa situazione. Lo scandalo Marrazzo sarebbe scoppiato per volere dello stesso Pd che ha fatto in modo che i tempi non coincidessero con la campagna elettorale. Ma se sapevano che Marrazzo cadeva perché non hanno costruito da subito un’alternativa? La risposta non è tanto e solo l’incapacità, ma qualcosa di molto più serio e profondo: la mancanza di una vera e seria prospettiva politica.

Il caso Puglia, per molti versi, è ancora più agghiacciante. Nichi Vendola è stato un presidente molto amato che ha convinto le persone di sinistra e anche molte persone di destra. Eppure, lui che è di Sinistra e Libertà, quindi di una forza politica che ha scelto come opzione dirimente le alleanze tra le opposizioni, ha come avversari principali alcuni esponenti del Pd capeggiati da Massimo D’Alema. Vendola si vuole presentare per il secondo mandato ma ad ostacolare la sua scelta sarebbe l’Udc con cui D’Alema è convinto però che si debba andare in quella regione per poter vincere. Per una convinzione tutta da dimostrare si perde una certezza: la possibilità di far vincere un bravo amministratore, un ottimo politico con cui – peraltro – si era detto di volere costruire un’alleanza anche a livello nazionale. La telenovela la si conosce: si chiede al sindaco di Bari del pd, Emiliano, di andare contro l’amico fraterno Vendola. Emiliano dice di no, poi ancora di no, alla fine dice di sì. A quel punto si è costretti ad accettare la richiesta di Vendola di andare alle primarie, per fare le primarie ci vuole una legge ad personam che consenta a Emiliano di fare le primarie per le regionali anche se è ancora sindaco. Bersani, che pure è d’alemiano, capisce che così è troppo e dice: stop. No a leggi ad personam. Emiliano si ritira. Ora torna in auge il segretario regionale del Pd Blasi, che dovrà anche lui vedersela con Vendola. Lunedì Bersani ha chiamato a raccolta i suoi per decidere che fare sulla Puglia e sarà una giornata da resa dei conti.

Comunque vada a finire Vendola ne esce bene, ma la sinistra nel suo complesso ne esce male. Chi ha agito contro Vendola, ha questa responsabilità: di avere privilegiato  il proprio interesse mettendo in crisi, non tanto un singolo, ma un’opzione politica.

.

LOGO

I LIBRI DE “IL FONDO”

Per ulteriori informazioni sui volumi cliccare sulle copertine

fondo

I libri de “Il Fondo”
possono  essere acquistati online
sul sito “ilmiolibro.it

libri_fondo magazine

nella finestra “cerca”
digitare il nome dell’autore o il titolo e seguire le istruzioni

____________________________________________

Condividi
  • Print
  • Digg
  • StumbleUpon
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks