Gianfranco Fini e la “concordia hominum”

Francesco Mancinelli

catilina_fondo magazineFini deve tutto a Berlusconi, come un cameriere maggiordomo deve tutto al suo datore di lavoro. Così come la classe dirigente aennina-ex-missina deve tutto a Mediaset. La scelta di farlo/i diventare classe dirigente politica , dopo la vittoria di Pirro del 1992, ha comportato, non solo lo snaturamento della destra storica,  ed un giuramento di fedeltà assoluta ed indiscussa al “Capo”;  ma anche l’approdo alla post-ideologia come principio e come via, alla liquefazione di ogni identità;  la rinuncia a qualsiasi modello plurale e seriamente antagonista. In una parola l’accettazione incondizionata dell’Occidente e della sua triste decadenza. A tal punto che quello spazio di finta e distaccata purezza e di giustizialismo populista, di difesa dello Stato,  che era tipico della visione plebea del MSI ,  è stato ereditato alla fine a sinistra,  dal questurino-magistrato Di Pietro.

Quante cose Fini e gli ex-missini devono a Berlusconi? Gli devono lo sdoganamento dal nulla-passato,  l’assoluto silenzio sui vari voltafaccia innaturali nell’arco di 20 anni di esposizione politica ( dalla difesa del proporzionale all’esaltazione del maggioritario , dagli sproloqui sul fascismo del 2000 alla denuncia del “male assoluto”, dal presidenzialismo alla serrata difesa del parlamentarismo parassitario ). Fini in particolare  deve a Berlusconi,  l’ elezione a Ministro degli Esteri, a Presidente della Camera;  gli deve l’allargamento a dismisura dell’apparato missino e degli introiti , dei soldi;   un allargamento salutato da tutta la grande famiglia di ex-militanti impresentabili , oggi pentiti e riconvertiti  ( non erano mai stati né liberi professionisti, né imprenditori, né impiegati, né giornalisti, né manager  ) che  hanno finalmente trovato lauti stipendi , assunzioni di lavoro in tv,  giornali , radio,  organismi e fondazioni varie;  commissioni e marchette elargite a dismisura, profumati posti in consigli di amministrazione, riciclaggio di attacchini, peones ed  ex-manovalanza da stadio, tutti promossi  sul campo  con gradi dirigenziali.

La classe dirigente di EX-AN ( ex-msi ) purtroppo è gente che nella vita non ha mai combinato nulla, che non poteva fare nulla,  se non crescere di pancia con la politica politicante  coltivando il sogno dell’occupazione  “dell’apparato”, lo stesso ereditato dal mal-costume democristiano degli anni belli, lo stesso che attentò a Mussolini e depistò il Fascismo su un binario morto.  Figli dell’anticomunismo di servizio, spesso fatto a chiacchiere, cresciuti tra “fascismi immaginari”, debole neo-destrismo e/o destro-radicalismo depistato e ammorbidito dal “tengo famiglia”,  all’ombra dal vero ideologo e  formatore dell’attuale  classe dirigente finiana:  quel mitico Pino Rauti, che tutti conosciamo. Oggi urlano in coro “ il futuro della libertà “ !! C’hanno pure stampato un libro sui ragazzi nati nel 1989… Ve li ricordate, voi, Rauti e Fini nel 1989 ?

I Think Tank e le fondazioni a sostegno di Fini,  grande comunicatore del nulla, come lo chiama Feltri,  si muovono ormai da tempo,  come falangi compatte e guardinghe, a difesa della figura del loro leader (e del dualismo pideillino), che ha colto la debolezza momentanea e l’età avanzata  del vecchio padre padrone ultramiliardario ( il Berlusca), per cominciare a preparare l’ assalto a palazzo Chigi o addirittura, chissà?, al Quirinale. Un passaggio obbligato attraverso una fase di populismo mediatico e di  tardo-peronismo italiota, per poi arrivare alla vetta costituzionale; un cameriere che vuole diventare il nuovo datore di lavoro. Non c’è che dire: una vera strategia da democristi-dorotei della peggior feccia, quella forlaniana, quella andreottiana, quella gesuitica, quella perennemente badogliana. Ma tanto il riferimento ideologico ed il dna è quello …  è quello tipico di ogni “destra”, che prima si insinua e poi Ti pugnala, Ti tradisce, Ti abbandona alla prima difficoltà.

C’è chi crede che dietro la strategia di Fini ci siano poteri occulti, potentati,  manovre internazionali che puntano  all’ indebolimento dell’attuale Presidente del Consiglio  in nome di  un nuovo sacro patto di alleanza con Luca Luca Luca Cordero di Montezemolo, con Mario Draghi ed i poteri forti,  che attanagliano da sempre questo paese-colonia. C’è chi, come me,  crede semplicemente,  che non c’è limite alla viltà,  e all’opportunismo di certi personaggi, un modo di vivere la politica all’insegna del trasformismo,  del camaleontismo, che è molto peggio di quello generato dalla prima repubblica, dove perlomeno le quattro chiese (democristiana, socialista, laica e comunista) mantenevano  i loro “dipendenti” stipendiati ed arricchiti, con  un certo grado di adesione ideologica che salvaguardasse,  se non l’anima,  perlomeno l’immagine. Tutto questo oggi non serve più.

Oggi le “oche al passo”,  possono essere completamente laiche ma non troppo;  contemporaneamente cattoliche ma non troppo;  anticomunisti ma evoluti, antifascisti convinti ,  perché il 900 è il secolo oscuro delle ideologie totalitarie ed è tutto cattivo!!!;  serve esporre in ogni talk show televisivo,  una caricatura rassicurante della “Concordia Hominum” ciceroniana,  per essere credibili , per essere accettati , per avere prestigio;   una ricerca del dialogo ad oltranza anche con le tendenze più liberal e neutre della sinistra, per procedere verso la modernizzazione salvifica delle istituzioni, la comprensione delle identità dinamiche, la post-modernità umanitaria e fertile  di  Karl Popper forever!!!

E’ così, questa classe dirigente di oche e camerieri senza identità ,  che  hanno marciato compatte al passo,  da Fiuggi al Pdl nel marzo 2009,  per approdare felici al Partito Popolare Europeo,   si avvia “dentro la destra notabile e ripulita ”, ad osare di piu’,  in una prospettiva post-berlusconi, credendo che gli altri siano dei poveri gonzi (Bossi e Casini in testa). In ballo c’è la solita maledizione della conquista del centro del panorama politico italiano, quello che rassicura gli elettori ed i padri di famiglia ,  anche se poi i loro figli sniffano coca a go go  e si ammazzano di canne e/o di alcol annegando nel non senso di questo nostro tempo.

In questo regolamento di conti con i Suoi camerieri e le Sue oche starnazzanti,  sia chiaro, non tiferò né  per Berlusconi né per le oche traditrici ed i camerieri ribelli;   anche se poi il Berlusconi persona,  è quanto di meno peggio abbiamo avuto in mezzo a tanta spazzatura umana;  ma d’altra parte LORO, le oche ed i camerieri , sono il prodotto imbastardito del Suo personale modello culturale,  moderato, liberale, pedante, schifosamente anticomunista ed antifascista allo stesso tempo,  quello generato dalla P2 e dalle maggioranze silenziose negli anni 70 ed 80,  dalla rivoluzione mediatica di Costanzo e la De Filippi, dal Drive In e dal Grande Fratello.  Quindi, chi è causa del suo mal pianga se stesso. Non si può lamentare neanche il Cavaliere,  se infigardi camerieri ed oche traditrici  al passo,  alla fine alzano il prezzo,  del loro stare a servizio mensa.

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