A Sud di nessun Nord

Nando Dicè

Non solo l’unità d’Italia è stato un giocattolo nordista, non solo l’unità è stata imposta a suon di sberle economiche e morali alla gente del sud, ma oggi addirittura studenti e professori dibattono sul Corriere della Sera del fallimento di quell’unità e lo fanno entrambi da nordisti incalliti. Da 150 anni, per questo Stato, l’esistenza della schiavitù è colpa dello schiavo.

Quanta  finezza letteraria  il prof.  Galli Della Loggia esprime nell’incipit della sua risposta a uno studente leghista, spiegandoci che non è razzista e facendo passare per razzisti tutti quelli che contestano l’unità per ragioni diverse dallo studente. E quanta maestria storica esprime nel dirci che c’è un legame fra storia e politica! Se non ce lo diceva Galli…

Per non parlare dell’attacco al progressismo democratico, padre di tutte le nefandezze, in un triste tentativo di far cadere i mali di tutto su quei poveri comunisti che ormai non possono nemmeno difendersi. Dimenticando che sui programmi scolastici sull’unità, destra e sinistra sono sempre state d’accordo. E poi l’orco massonico, la strega partitocratica: come se lo studente leghista avesse parlato della storia di  pinocchio e non di 150anni di menzogne.

Cari studenti leghisti e cari professori tardo-nazionalisti, fateci un piacere: ANDATE A CAGARE!

Ma vedi un poco se a lamentarsi dell’unità d’Italia debbono essere i privilegiati da quell’unità e a difendere l’unità d’italia debbono essere quelli che continuano a propagandare le menzogne del risorgimento, a suon di milioni per consulenze statali.

Ma facciamo chiarezza: il professore tira le orecchie al sistema scolastico , perché «il Risorgimento volle anche dire la possibilità di parlare e di scrivere libera­mente, di fare un partito, un comizio e al­tre cosucce simili». Al Nord caro professore, parli per il Nord. Noi al Sud quello che lei dice non sapevamo nemmeno che esistesse e per giunta col cacchio che lo stato italiano (solo di nome) permise poi ai meridionali di esprimersi. Basti pensare che a votare per il vostro plebiscito farsa andarono l’1,92 % della popolazione meridionale… e continuano a chiamarlo plebiscito.

“Morire di fame”, “tuguri”, caro professore,  parli per lei e si rivolga solo al Nord. Noi del Sud, anzitutto, non morivamo di fame e, in secondo luogo, non abitavamo in tuguri. Era il nord che prima del “risorgimento loro” e della “rapina nostra” moriva di pellagra ed eravamo noi che a san Leucio avevamo le prime case per operai con bagni ad acqua corrente. Ed eravamo sempre noi del Sud che con le nostre elevate capacità tecnologiche e di ricerca accumulavamo primati tecnici che gli sfaticati del Nord neanche sognavano. Basta cercare su google “i primati del regno delle due sicilie”: non è difficile, caro studente sfaticato e caro professore partigiano.

Ma è mai possibile che il Nord che dall’unità son 150 anni che ha solo vantaggi, come dice l’accademia dei lincei sulle rimesse degli emigranti, come dice il FMI sui soldi del terremoto, come dicono le commissioni parlamentari sulla disparità di trattamento fra nord e sud da parte dello stato, come dicono tutte le ricerche che ci raccontano dove sono andati a finire i soldi destinati al sud (cioè nelle casse delle aziende del nord), insomma… è mai possibile che sia proprio un nordista a rompere i coglioni, a vergognarsi dello Stato? Ma di che si vergogna, che avete rubato poco?

Recriminazioni del sazio studente, difesa del padrone, quella del professore: comunque l’unità è stata e resta una questione da nordisti.

La cosa più assurda è che nessuno cita le ragioni per cui si è fatto lo stato delle banche-massoniche che si fece chiamare italiano.

Che bello sentir parlare di «uno dei debiti pubblici più alti del mondo» senza che né lo studente leghista né il professore italiota ci dicano che quel debito pubblico è in realtà privato e che alla base del risorgimento c’è stata la volontà dei liberisti massonici di imporre al sud il signoraggio privato delle banche.

E poi che palle farsi ripetere che la ” democrazia non piove dal cielo”, senza che nessuno ricordi che dal cielo le bombe americane che poi imposero “questa” democrazia piovevano eccome.

leghista_fondo-magazineAltra cosa assurda è che il professore quando parla dello studente leghista definisce le sue egoistiche affermazioni come «paure niente affatto pretestuose ma che hanno un senso vero, spesso un profondo buon senso e dun­quechiedono risposte altrettanto vere, sia culturali che politiche: non anatemi che lasciano il tempo che trovano». E quando parla del sud? «La società meridionale la smet­ta di prendere a pretesto il proprio disa­gio economico per scostarsi in ogni ambi­to – dalla legalità, alle prestazioni scola­stiche, a quelle sanitarie, all’urbanistica, alle pensioni – dagli standard di un pae­se civile, tra l’altro con costi sempre cre­scenti che vengono pagati dal resto della nazione.» Ma che cazzo dice! Legalità? Gli omicidi sono maggiori al nord, Prestazioni statali? Sono maggiori al nord! Pensioni? I pensionati sono più numerosi al Nord! Standard di civiltà (che avete stabilito voi, per altro) che vengono pagati dal Nord, per il Sud? HAHAHAHAHAHAHAHA. Una bugia che ormai è una barzelletta. A prescindere da uno tzunami di dati che potrei citare, secondo voi in un governo in cui la Lega nord ha un ruolo primario si spende più per il Sud o per il Nord????

E poi il professore che è stato incaricato di fare il consulente storico (ben pagato dallo stato e quindi anche dai meridionali) come chiude il suo pezzo? Volemose bene? Leghista del cazzo ciucciati il calzino? Caro studente, studia quello che il sud ha avuto depredato per permetere  a te di fare lo studente? Niente di tutto questo. E non chiude nemmeno con una risposta definitiva, tipo ” bene facciamo due conti seri e ognuno per se”!, No sapete come chiude la sua risposta allo studente leghista? Udite udite, con un ultimatum ai meridionali: «Il resto dell’Italia non è più dispo­sta a tollerarlo, e si aspetta che alla buo­n’ora anche i meridionali facciano lo stes­so».

Sì, caro studente e caro professore, ci avete convinti. D’ora in poi anche noi faremo lo stesso: NON VI TOLLEREREMO PIU’!

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