Sceneggiata politica all’ombra del carroccio

Nando Dicè

Amore e paura a Sud

Sipario aperto, applausi, luci in scena.

Voce narrante: Come sempre quando si parla di una colonia, per capire il Sud-Politico, si deve partire da Roma. Questo lo devi fare per la camorra, per l’economia ma soprattutto per la politica. (sorrisini di condivisione nel pubblico). Questo da 150 anni. (in sala alcuni annuiscono, altri non capiscono)

Voce narrante mentre esce lentamente dalla scena: A Roma si spellano i Polli e questo lo si può capire quando il Coordinatore della pdl Siciliana viene invitato a cena da Berlusconi, i giornalisti intervistano Lombardo sulla possibilità che il coordinatore della PDL entri con lui in giunta e lui dichiara . «Anche Castiglione a Palazzo Grazioli? Evidentemente dopo la cena era avanzato del pollo». Certo che di “Polli” lui se ne intende, come pure Berlusconi sia chiaro.

Luci al centro della scena: Scena Madre. Il 4° potere illumina Roma nello sfondo. “4 amici al bar”, i governatori del Sud circondati da giornalisti. I giornalisti aprono con queste parole: “…a seguito della quale si sono trattenuti insieme per un colloquio a tre. Un colloquio che idealmente, da quanto loro stessi hanno detto, può ritenersi esteso anche alla Puglia, che figura come quarta regione firmataria dell’intesa.” I giornalisti piangono e lentamente si allontanano dalla scena declamando le dichiarazioni dei governatori del Sud in contemporanea,. 1

Sipario si chiude.

Voce Narrante, entrando lentamente in scena. Che bravi, tutti a difendere il Sud dai cattivoni, peccato che quei cattivoni sono i loro “compagni di merenda”. Ma cosa c’è sotto? Cosa spinge politici senza scrupoli né pietà per il sud a dichiarare amore eterno alla nostra terra? Ve lo dico io: un amore più grande! L’Europa. Una paura più grande! La perdita del potere. Ma è teatro, dove l’amore è finzione e la paura può essere anche finta.

Lettura del copione in scena: sempre a Roma. La Lega è al governo, Berlusconi li costringe ad essere italiani (cittadini), loro dicono “va bene, ma allora il Sud deve diventare normale” (logicamente normale per loro significa essere tutti “milanesi”). Berlusconi gli dice che se il Sud diventa normale, il nord dovrebbe smettere di sfruttarlo e che quindi la lega non avrebbe senso. La lega si incazza, a Maroni escono le corna, si mettono d’accordo ed insieme decidono di colpire l’unico potere non ancora colpito da 150 anni  a questa parte. Maroni dichiara: “Se i ciechi si mettono gli occhiali, anche il sud può avere la sua classe politica locale“. Il potere politico locale, il quale pur se imposto da Roma, ama il potere e quindi lo difende coi denti. Come? Con l’amore. L’amore per il Sud, (risatine in platea) e L’amore per l’Europa, (perplessità e condivisione in platea). La voce narrante si allontana.

Sipario si apre. Il primo amico al bar,  si gira verso il pubblico e in perfetto Italiano (da questo la platea capisce la finzione) inizia a parlare: “Io amo il sud. E poi un ipocrita è uno che…ma poi voi lo sapete”. Il secondo: “Boicottiamo l’atomica, basta Israele”, Il terzo: “io sono per l’italianità unita, ho appoggiato il nord quando industrie, camorre, finanzieri e politici hanno sfruttato il sud, ma avrei appoggiato il sud, se avesse appoggiato il suo sfruttamento da parte di industrie, camorre, finanzieri e politici”.

Luci soffuse, la scena si paralizza, voce narrante in scena. I meridionali sono fra i primi europeisti proprio perché pur di liberarsi dei propri politici non vedevano l’ora di avere politici scandinavi, ma era un falso copione europeista. La verità è tutta nella scena Madre.

“…a seguito della quale…”

DELLA QUALE COSA? e ancora….

“… firmataria dell’intesa.” un’intesa sul piano della ricerca al ministero dell’Istruzione, forse?

Scena finale. Sipario aperto. Attori in piedi. Gridano all’unisono “…collaborazione…ACCORDO….COLLABORAZIONE…ACCORDO…Al sud ci vuole collaborazione E ACCORDO…Io insulto il Sud, tu gli togli la verità storica, lui – se non fanno i bravi – li pesta, voi controllate che sui giornali sia tutto a posto, noi li derubiamo almeno sino al 2013. E loro stanno a guardare nella speranza di avere le briciole”.

Da una porta laterale entra un sindacalista, si avvicina al governatore più vicino ed insieme aprono un giornale. Titolo a 4 colonne. “operaio edile non morto sul lavoro”. Riflettore sul giornale. Buio.

Sipario aperto, luce in graduale aumento, appare voce narrante in ginocchio rivolto verso il pubblico, ai piedi dei 4 governatori del sud. Sindacalista sparito. Giornale a terra.

Voce narrante legge giornale, gira pagina: “…a seguito della quale…” ? La riunione per sbloccare il più grande investimento che l’Europa abbia mai dato per la ricerca al sud. Per sbloccare quei soldi dovevano essere tutti e 4 D’AMORE E D’ACCORDO. Soldi tanti soldi, che sostituiranno quello che Roma Legona non darà più e che terrà per sé: ecco il volto del diavolo. (sgomento e rassegnazione tra il pubblico, soprattutto fra i vecchi meridionalisti i quali come pecore avevano creduto in un finale di vero amore o di sostituirsi agli attori o almeno di prenotarsi per le briciole.).

Luci accese all’improvviso. Ed urlo finale dei governatori del Sud: VIVA IL SUD.

Voce narrante distesa supina, calpestata dai governatori. Sipario. Buio.

87 minuti di applausi, gente  svenuta dall’emozione, grida incessanti di “viva il Sud”. (Alcuni hanno pure gridato ADRIANAAAAAAAAAAAA, Quelli dei quartieri CIRO A PAPA’).

Il regista, intervistato all’uscita del teatro: “…i finanziamenti pubblici per andare in scena sono stati ben spesi…La cosa più importante? Beh la selezione del pubblico in sala”. Giornalista: “e chi non crede che al sud serva la finzione?” NON L’ABBIAMO NEMMENO FATTO ENTRARE. Giornalista: “Torniamo alla scena Madre: che ruolo ha il popolo meridionale, nella guerra verso il potere di Roma da parte dei 4 Governatori?”. L’Ostaggio!

Il giornalista si gira e chiede alla Voce Narrante: “cosa direbbe la voce narrante ai governatori per il bene del sud?” ECHIVEMMUORT!!!!!!!!

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