Oggi, 26 aprile…

miro renzaglia

Aprile è il più crudele dei mesi
Thomas Stearn Eliot

25-aprile1_fondo-magazine1E’ fatta. Ricordate il vaticino auspicale di Fausto Bertinotti pronunciato qualche anno fa circa «l’antifascismo come religione civile di tutti gli italiani»? Beh, da dopodomani potremo con soddisfazione affermare che l’Italia è definitivamente uscita dalla discordia, fascismo-anti-fascismo, che l’ha tormentata per 64 lunghissimi anni. Da destra a sinistra, passando per l’inevitabile centro, il prossimo 25 aprile sarà vissuto come atto di nascita del nuovo – in quanto finalmente plebiscitario – monoteismo dogmatico.

Ve ne accorgerete sabato quando, sulle pagine del nuovo quotidiano diretto da Piero Sansonetti, “L’altro”, troverete in bella grafia le tavole del rito officiato da padre Fausto Bertinotti, figlio Gianfranco Fini e da quello spirito santamente laico che trasuda nel titolo: “25 aprile: ritorno al futuro”.

«Ora e sempre resistenza», pronuncia l’incipit del primo. E il secondo gli fa eco: «Il 25 aprile deve essere percepito realmente, e in profondità, come la festa della libertà di tutti gli italiani, senza ambiguità, senza reticenze, senza “se” e senza “ma”». Amen…

Vi è da dire che, se di “religione” benché “civile” si tratta, il caso è assai anomalo.  Unico nella storia delle fedi, ancorché laiche, i credenti di sempre e i neoconvertiti dell’ultima ora si uniscono non “per” ma “contro”: non sfuggirà a nessuno, infatti, che il prefisso “anti” fa comunque del fascismo la divinità evocata e necessaria . Una divinità maligna in assoluto, da maledire e maledetta, certo, ma pur sempre una divinità. Insomma, sono proprio gli antifascisti, più di chiunque altro, ad avere ancora bisogno del fascismo.

Del resto, come tutti ben sapete, viviamo in un paese che non partecipa a guerre per conto di interessi altrui, che non sfrutta né l’uomo e il suo lavoro né le risorse ambientali come avveniva in tempi di lontana memoria capitalista, che non conosce recessioni economiche, senza disuguaglianze di diritto fra cittadino e cittadino, fra cittadino e immigrato, che non sa cosa sia la disoccupazione e nemmeno la povertà, che non è occupato militarmente da 123 basi di una potenza straniera fuori dalla nostra giurisdizione, che non è stato devastato da decenni di terrorismo autarchico o d’importazione, che non è un crocevia per traffici illegali di ogni tipo: dalle armi all’eroina, che non è stato messo in crisi una, dieci, cento volte da un sistema di tangenti e mazzette e che, come l’araba fenice, ogni volta risorge dalle proprie ceneri, che non conosce fenomeni di criminalità organizzata e diffusa, che possiede piena sovranità della sua moneta e non sa cosa sia il debito pubblico…

Ecco, non ci fosse il pericoloso spettro del fascismo ad agitare i nostri sonni di uomini giusti e in pace, potremmo tranquillamente sentirci paghi di aver edificato il “migliore dei mondi possibili”.  E, invece, no. Il fascismo incombe come prima e forse unica minaccia alla nostra libertà, alla nostra democrazia, al nostro progresso, alla nostra civiltà: non esistesse, bisognerebbe inventarlo.

Buon 26 aprile a tutti…

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