Comune. Ma che amministrazione è?

Alessandro Grandi

In Francia la crisi economica ha già portato a ripetuti assalti contro proprietari e manager di aziende impegnate in licenziamenti, delocalizzazioni e chiusure di aziende. In Italia i giornali protestano contro questa mani transalpina di cercare un capro espiatorio ad ogni costo. Ad ogni costo? Non proprio. Perché mai come in questo caso le responsabilità sono assolutamente chiare. Si può, eventualmente, dissentire sulle soluzioni drastiche adottate da un Paese erede della Rivoluzione e della ghigliottina. Ma certo non c’è ragione per negare ai lavoratori licenziati il diritto della rabbia nei confronti di chi ha rovinato le aziende in nome di un profitto che si è rivelato fallimentare.

E in Italia? Tutti troppo impegnati a litigare su Amici e X Factor, o sull’Isola dei famisi e la Fattoria per potersi anche occupare di questioni che riguardano l’economia reale, il potere d’acquisto della famiglie e simili sciocchezze. Molto più facile bofonchiare contro una crisi mondiale che rendersi conto dei mille rivoli in cui finiscono le risorse delle famiglie. A partire dalle idrovore dei parcheggi a pagamento o dalla pirateria dei tanti Comuni che fanno cassa con gli autovelox nascosti nei luoghi dove si è sicuri di poter fregare gli automobilisti.

Eppure basterebbe poco per fronteggiare questi comportamenti predatori delle amministrazioni. Sarebbe sufficiente iniziare a boicottare le località turistiche che pensano di arricchirsi con le stangate. Una bella mappa dei Comuni di mare, di montagna, di collina, di lago che utilizzano i vigili per far cassa. Comuni da evitare come la peste per rispondere a comportamenti che nulla hanno a che fare con la vera sicurezza. È sufficiente osservare lo stato delle strade proprio in questi paesi e in queste città. I vertici della polizia municipale, immancabilmente, ribadiscono di colpire gli eccessi di velocità (e si parla dei 60 km orari laddove è indicato un limite di 50) per ragioni di sicurezza. Un’attenzione alla sicurezza che è assoluta quando si tratta di incassare denaro dai cittadini, ma che improvvisamente svanisce quando si tratta di intervenire contro le amministrazioni comunali che lasciano le strade in condizioni disastrose, tra buche non segnalate, illuminazione carente, rappezzi realizzati in maniera assurda.

divieto_di_sosta_fondo-magazineMa per un motocilista è più pericoloso un limitato eccesso di velocità o una buca non segnalata neppure di notte? I vigili, però, evitano accuratamente di intervenire contro i rispettivi Comuni. Dovranno quindi provvedere i cittadini con un rigoroso boicottaggio. E a quel punto si vedrà come si comporteranno i commercianti di fronte alla perdita dei turisti. Allo stesso modo si tratta di iniziare una dura battaglia contro le assurde imposizioni delle società per la riscossione dei tributi. Errori a raffica, per i quali nessuno è chiamato mai a rispondere. Se il cittadino è in grado di provare il proprio diritto, spenderà tempo e denaro che nessuno rimborserà. Se ha ragione ma non è in grado di provarlo, dovrà sottostare all’ingiustizia pagando le cifre folli pretese dagli errori altrui.

Quanto costa, tutto questo, al Paese? Quanta ricchezza viene sottratta in maniera truffaldina togliendo risorse che sarebbero utili per iniziative molto più proficue? Ma sino a quando l’attenzione sarà momopolizzata da Paola Perego e Simona Ventura, nulla potrà cambiare. Gli italiani pagheranno belando un po’ di più. Mentre è molto probabile che gli incazzosissimi francesi possano ottenere risultati dalla loro dura protesta. E la ripresa difficilmente premierà l’immobilismo italico.

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