SEW. Il metal fiumano

I sanguinosi fatti legati alle “Bestie di Satana” hanno definitivamente associato al genere musicale Black Metal l’etichetta infamante di satanismo ed estremismo. Ma la sconvolgente brutalità di pochi non deve impedire di cogliere, all’interno di un genere musicale composito e multiforme, ciò che di buono e interessante si può trovare. È il caso del progetto musicale italiano Spite Extreme Wing (d’ora in poi SEW) che da qualche mese ha pubblicato il suo ultimo album Vltra (Avantgarde, 2008). Si tratta di un gruppo, è bene precisarlo fin da subito, che mai ha fatto uso nei suoi testi e nella sua immagine di concetti e pose sataniche o esasperate. Il progetto musicale dei genovesi è interessante proprio per la particolarità dei contenuti proposti: fin dal primo album Magnificat (2002) emerge un serio interesse per la tradizione e l’ermetismo, con sew_fondo-magazinequalificati e circostanziati riferimenti ad autori come Guenon, Evola e Jünger.

Nel corso della sua storia la band ha tenuto fede agli stilemi più tipici del Black Metal, componendo canzoni veloci e graffianti spezzandole con mid-tempos sulfurei e rare intrusioni acustiche e atmosferiche. Ma il percorso che ha condotto alla registrazione dell’ultimo Vltra è davvero complesso ed è tutto basato su una ricerca approfondita di una vita autentica che consideri l’arte come azione e non semplice sfogo individualistico. In questo atteggiamento si riscontra la forte influenza degli scritti e della vicenda di Gabriele D’Annunzio, da sempre riferimento irrinunciabile per gli SEW, ma anche per il gruppo ambient-folk Ianva, cui pure appartiene il leader Argento.

Ecco dunque che se il primo album era testualmente incentrato su tematiche filosofiche e tradizionali, il seguente Non ducor, duco (2004), sin dal titolo, ha voluto rifarsi alla Fiume dannunziana e all’eroismo degli Arditi nella Grande Guerra. Arte come militanza attiva, risveglio di uno spirito e di uno stile solare contro la decadenza del mondo moderno. L’eroe olimpico evoliano si incrocia con l’anarco-esteta fiumano per dare vita a un concept artistico assai gradito e diffuso tra i giovani della destra futurista. Il progetto musicale in questione è infatti noto e ascoltato nei nostri ambienti giovanili. Il Metal in tutte le sue sfaccettature è cosa per Uscocchi e avventurieri, certo non per conformisti “minimal”.

httpv://it.youtube.com/watch?v=XnabiXss7Ig
(Spite Extreme Wing, Vltra, 2008)

Possiamo dunque definire la musica degli SEW come Black Metal fiumano, se ci piace, e non andremmo lontani dal farcene un’idea preliminare. Oppure possiamo seguire la dicitura fornitaci dal gruppo stesso, Traditional Black Metal, musica aggressiva unita a testi ispirati a letture di sicuro valore e interesse. Beninteso, chiunque potrebbe millantare conoscenze che magari ha solo in modo superficiale e che non sa applicare nella sua arte, ma il caso della band genovese è notevole perché è pressoché l’eccezione – volendo possiamo affiancare loro i Movimento d’Avanguardia Ermetico, davvero validi ma meno conosciuti – che conferma la regola in un panorama musicale estremo assai sconfortante. Insomma, se nelle interviste vengono nominati Evola e Borges, nei testi troviamo una seria rielaborazione delle loro lezioni, conoscenza che si riconferma nelle interviste stesse (pubblicate nel sito), in cui in riferimento al concetto di “tradizione” come “trasmissione” si precisa: «noi, come altri gruppi “ad indirizzo tradizionale”, esprimiamo tramite archetipi vittoriosi la possibilità, anzi la necessità di questa trasmissione come unica forma di “rivolta” contro il nichilismo “reazionario” imperante – la formula “torniamo avanti!”». Inoltre la notevole qualità tecnica e la precisione certosina con cui vengono curati i particolari della composizione e della registrazione dei pezzi, sono sempre stati la riconferma dell’elevato valore del progetto musicale in esame.

Non ducor, duco come per il seguente Kosmokrator (2005), sono stati registrati in luoghi del tutto particolari per riverberi ma anche per tipologia architettonica. Il primo venne registrato presso Forte Geremia, il secondo presso una chiesa romanico-gotica del ponente ligure costruita nel XII sec. dai magisteri Anelami, messa a disposizione della band dal Comune stesso. Qui i simbolismi e l’ambiente stesso fornirono notevole ispirazione agli artisti, arricchendo la registrazione di riverberi armonici molto evocativi. In tali condizioni la relazione che si intreccia tra musicista e pietre è del tutto eccezionale: qui le pietre “cantano” a loro volta, compenetrano la loro presenza con l’impegno umano, dando un qualcosa di misterioso e magico al prodotto finale. Sono d’altronde casi eccezionali presi in considerazione da uno studioso di antropologia e musica come Marius Schneider (La musica primitiva, Adelphi).

L’album da poco pubblicato, Vltra, aggiunge al percorso fin qui tracciato la perfezione della piena maturazione artistica e stilistica dei nostri. Certamente il genere musicale non è dei più commerciali e accessibili, ma non si può evitare di apprezzare la serietà con cui si è scelto, raggiunto il vertice creativo, di porre termine al progetto SEW con un album che chiarisce che è ormai tempo di andare “oltre”. È dunque l’ultimo disco in tutti i sensi, perché, come chiarisce il testo stesso della canzone Vltra, il richiamo alla vicenda di Ulisse viene evocato da chi volge ormai altrove la sua navigazione. «Ulisse è l’eroe viaggiatore per eccellenza. Egli, apolide sew-vltra_fondo-magazinemetafisico, indaga il molteplice senza mai riuscire a trascenderlo. Ulisse è un rischio, una seduzione, un esempio, un’utopia, un’ammonizione divina, un’immensa fonte di ispirazione. Siamo tutti naufraghi in questo divenire». Tornano poi i riferimenti alla Fiume legionaria con un testo che declama forte «Rimbomba l’obice nel ciel di Gorizia, oltre Fiume un’altra vita inizia…» per poi terminare il cd con una stupefacente cover dei The Beatles.

Vltra è un album che supera i canoni del genere utilizzando sonorità anni ’70, distorsioni ridotte rispetto al passato, mellotron e riverberi a molla; avanguardismo musicale e sperimentalismo anti-conformista, che spiazza gli amanti di un genere spesso estremamente conservatore e monolitico.

A rappresentare concettualmente il lavoro conclusivo degli SEW è stata scelta per copertina l’opera del futurista bolscevico Konstantin Juon Nuovo Pianeta (1921), che nel suo vitalismo sovrmuanista e solare ben anticipa il messaggio che l’album vuole trasmettere: il superamento dei (propri) limiti e la libertà dal nichilismo livellatore.

Francesco Boco

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